SPECIALE CRISI ITALIANA: CHE FARE CON QUESTI MERCATI?

L’incarico come premier a Carlo Cottarelli per formare un governo di transizione dopo il cartellino rosso all’ultima curva al governo giallo verde che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha platealmente esibito nei confronti del possibile ministro dell’Economia rosso Paolo Savona, sarà materia infinita di interpretazioni e retroscena da qui ai prossimi lustri.

E tutti potranno dire di avere ragione come è accaduto con la Brexit o con l’elezione di Donald Trump (sostenitori e contrari di qualsiasi fazione) perché quello che conta non è più nell’era dell’informazione digitale e liquida la verità, ma soprattutto la post verità.

Un termine che è stato eletto dagli Oxford Dictionaries parola internazionale nel 2016 e significa semplicemente che qualsiasi fatto è meno influente nel plasmare l’opinione pubblica rispetto alla leva esercitata dalle emozioni e dalle credenze personali.

E il prefisso «post» non significa «successivo», ma anzi caratterizza un’atmosfera in cui la verità è irrilevante e prevalgono le credenze radicate nelle emozioni. E la Rete, i social ma anche gli stessi media tradizionali amplificano queste convinzioni.

Gli schieramenti in campo che si affronteranno alle prossime elezioni anticipate avranno materiale in abbondanza per cercare di persuadere il proprio elettorato sostenendo tesi totalmente contrapposte tutte basate sulla “verità”.

Per Piazza Affari la situazione che si apre dopo questa crisi di governo ma anche istituzionale è sicuramente complicata, perché se l’obiettivo del presidente Sergio Mattarella era quello di “fermare i barbari” prima che prendessero le leve del potere e lo ha fatto per “difendere i risparmi degli italiani”, ha solo forse guadagnato un po’ di tempo ma il rimedio rischia di essere molto peggiore del presunto male.

Per questo motivo ieri Piazza Affari dopo la partenza scoppiettante iniziale (fino a un massimo del +1,8%) e il calo dello spread Btp/Bund, ha poi ripiegato decisamente perché come dicevano i vecchi operatori di Borsa “il vento non lo si ferma con le mani”. E figuriamoci i mercati…

Il presidente Mattarella (e soprattutto chi l’ha consigliato e io credo più alla pista dei banchieri italiani piuttosto che a quella dei burocrati e governanti tedeschi o europei perché la storia italica è zeppa di potenti italiani che invocavano l’intervento straniero pur di non veder trionfare i loro avversari) non ne esce bene.

Per fermare un presunto incendio probabilmente Mattarella ne ha appiccato un altro più grande.

 

Dire come ha affermato Mattarella che il professor Paolo Savona è un valente economista ma che la sua candidatura non andava bene perché non gradita dai mercati a vedere l’andamento dello spread e delle Borse è un clamoroso autogol

Come commentano anche editorialisti inglesi (Christian May fra i più letti opinionisti della City) Mattarella ha giocato con il fuoco.

E come Machiavelli osservò 500 anni fa, “Quando disarmi le persone, cominci ad offenderle e dimostri che non ti fidi di loro per codardia o per mancanza di fiducia, sarai ricambiato con l’odio“. E “coloro che hanno votato per i partiti populisti si sentiranno ora defraudati dall’establishment ed è improbabile che tornino tranquillamente nella loro scatola”.

Gli istituti demoscopici più accreditati già dicono, dopo il Mattarella “nein”, che Lega-5 Stelle insieme vincerebbero fra il 70 e il 90% dei collegi uninominali nel caso di un patto comune. Quando si cerca di spiegare cosa è l’eterogenesi dei fini, questo potrebbe essere un buon esempio.

Il buon Machiavelli consigliava ai principi di affrontarli subito i problemi “perché sapevano che la guerra non si leva, ma si differisce a vantaggio di altri” ma dentro il Quirinale le letture preferite sono evidentemente quelle dei tweet di Davide Serra.

Anche leghisti e grillini hanno commesso diversi gravi errori nel loro percorso. Si pensi al libro dei sogni scritto inizialmente nel “programma per il cambiamento” nelle bozze rivelate sull’Huffington Post come la cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico e l’utilizzo dei mini bond per pagare i debiti della pubblica amministrazione e si potrebbe discutere a lungo sulla copertura dei provvedimenti proposti.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non è stato da meno come errori commessi, sostenendo che non poteva dare l’incarico al professore Paolo Savona come ministro dell’Economia per le sue opinioni e perché lo spread è salito in queste settimane e si rischiano di pagare, per esempio, rate dei mutui più alte (come se esistessero mutui ancorati allo spread Btp/Bund!).

E ha dato l’idea di una democrazia che rischia di diventare solo plutocrazia dove possono bastare anche solo 2 hedge fund che si mettono al ribasso a Piazza Affari per decidere la linea politica e governativa del Paese e orientarne le decisioni.

Salvo non pensare che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è dotato dei poteri extrasensoriali di precognizione amplificati, detti Precog, di cui si parla nel film “Minority Report” (tratto da un romanzo di fantascienza di Philip K. Dick) e conosce in anticipo cosa accadrà e ha fermato prima il professore Paolo Savona perché non viene punito il fatto (che non avviene), bensì l’intenzione di compierlo e che porterebbe a concretizzarlo. Scenari da fantascienza della politica italiana…

Che pongono molte domande sul futuro. Se, per esempio, alle prossime elezioni dovesse emergere nuovamente (e al momento è questo lo scenario schiacciante più probabile) una maggioranza ancora più forte giallo verde o verde giallo ovvero con un voto che premi soprattutto Lega e Movimento 5 Stelle, come si comporterebbe allora il presidente Sergio Mattarella?

Se vincono 5 Stelle e Lega e propongono un candidato che una volta ha scritto qualcosa dove metteva in dubbio il funzionamento dell’Unione Europea o ha ironizzato su Juncker o la Merkel cosa succederà?

E che elezioni ci apprestiamo a vivere nei prossimi mesi e dove potrà arrivare lo spread e la Borsa con l’attenzione del mondo che ci siamo attratti dopo questa “sceneggiata all’italiana”?

 

AAA Macron italiano cercasi come risposta all’asse Lega-5Stelle? 

Se diventasse una lotta fra due coalizioni “pro euro” e “contro euro” (come c’è il rischio concretissimo che possa diventare) quali conseguenze potrebbe esserci sullo spread (mentre scrivo è già a quota 320 , 120 punti oltre il livello pre Mattarella “nein”) e sul mercato azionario italiano se gli investitori esteri soprattutto “semplificassero” così lo scontro?

Nessuno sa quello che potrà accadere naturalmente nei prossimi mesi e se succederà magari in Italia qualcosa di simile a quanto accaduto un anno fa in Francia dove un giovane ex ministro del partito socialista (sposato con la sua professoressa di 24 anni più grande) nel giro di pochi mesi ha fatto un suo partito (En marche!) e battuto la leader del Front National, Marine Le Pen, che veniva data già come vincente.

Quel ministro socialista si chiamava Emanuel Macron e in Italia a questo progetto ci lavora si dice da tempo Matteo Renzi (le cui azioni sono però in forte discesa ma che è tentato si dice da tempo di fondare il Partito della Nazione e attrarre magari i voti degli elettori di Forza Italia se la coalizione Lega/Forza Italia si squagliasse per le prossime elezioni) oppure il più rampante Carlo Calenda, ministro uscente allo Sviluppo Economico, che sarebbe la “novità” preferita probabilmente dall’establishment da giocare in questa difficilissima partita con una campagna elettorale che sarà probabilmente infuocata.

Oppure si fa il nome di Marco Minniti come alternativa per cercare di intercettare parte del voto di protesta sui temi sicurezza e immigrazione. Oppure Mario Draghi nel ruolo di Superman e soluzione finale dando le dimissioni anticipate da governatore della BCE?

Una campagna elettorale che si preannuncia ricca di novità, colpi bassi, cambiamenti di fronte, fake news e post verità.

 

I risparmiatori italiani, quelli ingessati in un PIR e quelli che si possono muovere liberamente

In questo quadro va detto che naturalmente Piazza Affari potrebbe pagare il prezzo delle vendite di investitori istituzionali che in questo quadro così complicato perfino per noi italiani potrebbero fare le valigie per tornare magari quando la situazione è meno opaca.

E gli stessi risparmiatori italiani che hanno sottoscritto quantità massicce di Pir, piani individuali di Risparmio, come avevamo scritto già oltre un anno in numerosi interventi, farsi cogliere dai dubbi sul fatto di sovrappesare così tanto l’Italia nei propri portafogli è proprio una genialata perché “non si pagano le tasse sul capital gain”.

Noi nei nostri portafogli italiani (che non erano zeppi di azioni al 100% ) qualche vendita negli ultimi giorni l’abbiamo fatta e potrebbero continuare gli alleggerimenti se il mercato e i titoli dovessero continuare a mostrare debolezza seppure naturalmente ci saranno anche da questa fase vincitori e vinti anche fra le azioni quotate a Piazza Affari.

Chi investe in azioni (e soprattutto italiane come spieghiamo da anni) sa che soffrire ogni tanto fa parte del “gioco” (e per questo consigliamo di detenere una quota non troppo significativa del proprio portafoglio (questo nostro articolo scritto nel 2014 è sempre attuale e racconta bene pregi e difetti di investire sull’Italia) o come dice un antico detto orientale: “se ricerchi serenità resta pure sulla spiaggia, ma se ricerchi un tesoro devi correre ogni tanto il rischio di tuffarti in fondo all’oceano”.

Ecco l’intervento di stamattina di Salvatore Gaziano, autore di questo articolo e direttore investimenti di SoldiExpert SCF,  a “Caffè Affari” su Class Cnbc (canale Sky 507)  condotta da Carlo Cerutti.

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