ASTALDI E FCA PROVANO A RIATTACCARE I MASSIMI

Buone notizie per Astaldi in predicato di aggiudicarsi un maxi contratto in Turchia mentre per FCA la possibile cessione della GM europea alla Peugeot riapre lo scenario di risiko nel settore automobilistico.
Fra i campioni non solo nazionali ma internazionali dell’impiantistica e costruzioni, Astaldi, insieme a Salini Impregilo, si contende in tutto il mondo maxi commesse per costruire autostrade, ponti o ospedali. Ma a Piazza Affari questo tipo di società sono guardate con cautela poiché il loro business richiede un elevato capitale finanziario visto che i principali committenti sono Stati e pubbliche amministrazioni che a pagare non sono mai propriamente dei fulmini di guerra. Il rischio di contenziosi è poi elevato come quello geopolitico. Ma i multipli di queste società sono spesso molto bassi e Astaldi ne è un esempio (circa 6 volte il rapporto prezzo/utili) e da qualche tempo il titolo è stato riscoperto grazie anche alle rassicurazioni del management sulla capacità di abbattere l’indebitamento grazie ai flussi prodotti e alla cessione di partecipazioni che già hanno prodotto risultati tangibili nel III trimestre 2016.
E ieri a far volare il titolo vicino ai 6 euro ha contribuito l’indiscrezione (non confermata) che proprio Astaldi ha vinto in consorzio la gara per costruire l’autostrada Menemen-Aliaga-Candarli in Turchia. Un’altra ricca commessa per un gruppo che sfiora un portafoglio ordini di 20 miliardi di euro.

Ma a Piazza Affari sugli scudi è ritornata anche Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in scia alla possibile operazione tra General Motors e Psa, con l’accordo che potrebbe essere raggiunto entro la fine della settimana.

Un’operazione da 2 miliardi di euro che potrebbe essere già resa ufficiale questo venerdì e che vedrebbe l’allontanamento da parte del gruppo General Motors dal Vecchio Continente (dove ha sempre perso soldi dal 2000 in poi) ma che potrebbe rendere più agevole il piano del numero uno di Fca, Sergio Marchionne, per una fusione con General Motors finora sempre respinto dal numero 1 di General Motors, Mary Barra. Un piano di fusione fra GM e FCA che potrebbe piacere molto anche al presidente americano Donald Trump. E che significherebbe la creazione del più grande soggetto automobilistico del mondo in grado di produrre 13 milioni di veicoli l’anno, leader assoluto nelle quote di mercato di molte aree del pianeta.
Questi sono alcuni degli argomenti toccati da Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF durante il collegamento con Caffè Affari, la trasmissione di Class CNBC (canale 507 su Sky) che fa il punto su Piazza Affari prima dell’apertura.

 

Clicca qui sotto per vedere il video dell’intervento

 

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