Gli ETF obbligazionari sono fondi a gestione passiva che permettono di investire in panieri di titoli obbligazionari a costi contenuti e con un elevato livello di trasparenza.
Negli ultimi anni, gli ETF obbligazionari hanno guadagnato crescente attenzione tra gli investitori italiani, diventando una valida alternativa o un investimento complementare per chi cerca strumenti efficienti, diversificati e semplici da gestire insieme alle tradizionali obbligazioni.
Gli ETF obbligazionari rappresentano una soluzione interessante soprattutto per chi desidera esporsi al mercato obbligazionario senza acquistare direttamente i singoli bond, beneficiando così di una gestione automatica e di una maggiore diversificazione.
In questo articolo approfondiremo i concetti chiave legati agli ETF obbligazionari, analizzeremo i principali vantaggi e le possibili criticità, e vedremo come orientarsi nella scelta tra le diverse tipologie disponibili sul mercato.
Cosa sono gli ETF obbligazionari
Gli ETF obbligazionari (Exchange Traded Fund) sono fondi a gestione passiva che replicano l’andamento di un indice composto da obbligazioni, come titoli di Stato, corporate bond o altri strumenti di debito. A differenza dei fondi obbligazionari tradizionali, questi ETF sono quotati in Borsa e si possono acquistare e vendere in tempo reale, come se fossero delle normali azioni.
Il loro funzionamento è semplice: l’ETF obbligazionario investe nei titoli inclusi in un indice obbligazionario, replicandone fedelmente la composizione. Questo consente all’investitore di ottenere un’esposizione diversificata al mercato obbligazionario con un solo strumento, riducendo il rischio legato al singolo emittente.
Gli ETF obbligazionari offrono un accesso efficiente e trasparente ai mercati del reddito fisso, con costi di gestione contenuti rispetto ai fondi attivi. La gamma disponibile è molto ampia: esistono ETF su obbligazioni a tasso fisso, ma anche su titoli a tasso variabile o legati all’inflazione, utili per adattarsi a diversi scenari di mercato.
ETF obbligazionari: Perché sceglierLI
Uno dei principali motivi per cui gli investitori scelgono gli ETF obbligazionari è la possibilità di accedere a una diversificazione immediata, anche con capitali ridotti. Acquistando un singolo ETF obbligazionario, infatti, si ottiene esposizione a decine o centinaia di obbligazioni, riducendo il rischio specifico legato al fallimento di un singolo emittente.
A questo si aggiungono costi di gestione molto contenuti, grazie alla natura passiva dello strumento: l’obiettivo dell’ETF è replicare un indice, senza bisogno di un team di gestione attiva che selezioni manualmente i titoli. Questo si traduce in commissioni annue spesso inferiori allo 0,30%.
Un altro punto di forza è la liquidità: essendo quotati in Borsa, gli ETF obbligazionari si possono acquistare e vendere in qualsiasi momento durante le ore di mercato, con la stessa semplicità di un’azione. Questo li rende particolarmente adatti anche a chi vuole mantenere una certa flessibilità nell’allocazione del proprio portafoglio.
Da non trascurare, inoltre, l’aspetto della duration, ovvero la sensibilità dell’ETF alle variazioni dei tassi di interesse. In termini pratici, la duration riflette la scadenza media delle obbligazioni detenute nel portafoglio: un ETF obbligazionario con duration breve conterrà titoli con scadenze ravvicinate, mentre uno con duration lunga sarà esposto a obbligazioni con scadenze più lontane. Più lunga è la duration, maggiore sarà l’impatto che un cambiamento nei tassi avrà sul prezzo dell’ETF obbligazionario. È quindi un parametro fondamentale da considerare in base allo scenario di mercato atteso e alla propria tolleranza al rischio.
ETF obbligazionari: meglio ad accumulazione o distribuzione?
Quando si investe in ETF obbligazionari, è utile sapere che esistono due modalità di gestione dei proventi: accumulazione e distribuzione. Gli ETF obbligazionari ad accumulazione reinvestono automaticamente le cedole ricevute, facendo crescere progressivamente il valore della quota. Questa opzione è ideale per chi punta sulla capitalizzazione nel lungo periodo.
Gli ETF obbligazionari a distribuzione, invece, staccano periodicamente i proventi e li versano direttamente all’investitore, offrendo un flusso di reddito regolare. Sono particolarmente apprezzati da chi cerca rendimenti da incassare nel breve termine o per integrare altre fonti di reddito.
Per fare un esempio, l’ETF iShares Core Global Aggregate Bond UCITS ETF USD Hedged (Acc) (ISIN IE00BZ043R46) è un ETF ad accumulazione (Acc), mentre l’ETF iShares J.P. Morgan USD Emerging Markets Bond UCITS ETF (Dist) (ISIN IE00B2NPKV68) segue una politica di distribuzione (Dist). La scelta tra i due approcci dipende dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dal profilo fiscale dell’investitore.
ETF obbligazionari con copertura dal rischio cambio
Molti ETF obbligazionari investono in strumenti denominati in valute diverse dall’euro, come dollari statunitensi o yen giapponesi. In questi casi, il valore dell’investimento può essere influenzato non solo dall’andamento delle obbligazioni, ma anche dalle oscillazioni dei tassi di cambio.
Per evitare che la performance venga distorta dalla volatilità valutaria, esistono ETF obbligazionari con copertura dal rischio cambio, riconoscibili dalla dicitura “hedged” nel nome del prodotto.
Questi ETF utilizzano strumenti derivati per neutralizzare l’effetto delle variazioni valutarie, consentendo all’investitore di concentrarsi sull’andamento del mercato obbligazionario sottostante, senza esporsi al rischio di cambio. Questo approccio può essere particolarmente utile per chi ha un profilo prudente, oppure per chi vuole investire in mercati obbligazionari esteri mantenendo una maggiore stabilità in euro.
Ad esempio, l’iShares Core Global Aggregate Bond UCITS ETF USD Hedged (ISIN IE00BZ043R46) è un ETF obbligazionario globale che offre copertura dal cambio USD/EUR, permettendo agli investitori europei di esporsi al mercato obbligazionario globale senza il rischio associato alla valuta americana.
Sebbene la copertura del rischio cambio possa comportare un costo aggiuntivo (espresso spesso in una leggera riduzione del rendimento), può essere una possibile soluzione per ridurre la volatilità e preservare il valore dell’investimento nel lungo periodo. Anche se a volte il paradosso è che il rischio cambio con fondi e ETF… è proprio coprirsi dal rischio.
Le principali tipologie di ETF obbligazionari
Il panorama degli ETF obbligazionari è molto ampio e offre soluzioni per diverse esigenze e contesti di mercato. Una delle principali categorie di ETF obbligazionari sono gli ETF obbligazionari governativi che investono in titoli di Stato, come i BTP italiani, i Bund tedeschi o i Treasury americani. Si tratta di strumenti scelti spesso per la loro solidità e per la funzione difensiva che possono svolgere all’interno di un portafoglio.
Esistono anche ETF focalizzati esclusivamente sui BTP, come l’Amundi Italy BTP 10Y (LU1598691217), ma in questo caso l’esposizione è interamente concentrata sul debito sovrano italiano, con una diversificazione molto limitata.
Accanto agli ETF governativi troviamo gli ETF obbligazionari corporate, i quali sono composti da obbligazioni emesse da società private. Pur presentando un profilo di rischio leggermente più elevato rispetto ai governativi, offrono in genere rendimenti più interessanti, specialmente in un contesto di tassi bassi.
All’interno della categoria corporate troviamo anche gli ETF obbligazionari high yield, che investono in obbligazioni emesse da società con un merito creditizio più basso (rating inferiore a investment grade). Questi strumenti offrono potenzialmente rendimenti più elevati, ma comportano anche un maggiore rischio di default. Gli ETF high yield sono spesso utilizzati da investitori disposti ad accettare una volatilità superiore in cambio di un rendimento più generoso, in particolare quando le prospettive economiche sono favorevoli.
Un’ulteriore sottocategoria da considerare è quella degli ETF obbligazionari indicizzati all’inflazione: replicano panieri di titoli di Stato o corporate legati all’inflazione, e sono progettati per proteggere il potere d’acquisto del capitale investito in contesti in cui i prezzi al consumo sono in aumento. Sono strumenti particolarmente utili in fasi economiche in cui l’inflazione può erodere significativamente il rendimento reale delle obbligazioni tradizionali.
ETF obbligazionari a scadenza: a metà tra ETF e bond tradizionali
Gli ETF obbligazionari a scadenza rappresentano una categoria particolare di ETF che unisce alcuni vantaggi delle obbligazioni tradizionali a quelli tipici degli ETF.
A differenza degli ETF obbligazionari classici, che non hanno una data di fine e mantengono costantemente attiva la replica dell’indice, gli ETF obbligazionari a scadenza hanno una data di scadenza prefissata. Alla fine del periodo indicato, l’ETF viene chiuso e il capitale residuo restituito agli investitori.
Questa caratteristica li rende ideali per chi desidera avere un orizzonte temporale chiaro, come ad esempio chi vuole investire fino a una certa data per far fronte a una spesa futura o per pianificare un’entrata di liquidità.
Gli ETF a scadenza stanno diventando sempre più popolari tra chi cerca prevedibilità, semplicità gestionale e controllo temporale dell’investimento, senza rinunciare ai vantaggi classici degli ETF come la diversificazione, la liquidità e i bassi costi.
una soluzione per gestire la liquidità: ETF obbligazionari monetari
Gli ETF obbligazionari monetari (noti anche semplicemente come ETF monetari) sono strumenti che investono in titoli a brevissimo termine o che replicano l’andamento di tassi overnight, come il tasso €STR (Euro Short-Term Rate). Si tratta di ETF pensati per offrire una rendita stabile e a basso rischio, risultando particolarmente utili in alcuni contesti.
Un esempio molto noto in questa categoria è lo Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C (ISIN LU0290358497), conosciuto anche come ETF XEON, dal suo ticker. Questo ETF replica l’indice Solactive €STR +8,5 basis point, che simula la performance di un deposito remunerato al tasso overnight della Banca Centrale Europea, maggiorato di 8,5 punti base.
Si tratta di uno strumento a replica sintetica, cioè che utilizza uno swap per riprodurre la performance dell’indice sottostante, e ha un TER molto competitivo dello 0,10% annuo. Con un patrimonio gestito superiore ai 15 miliardi di euro, l’ETF XEON si distingue per dimensioni, liquidità e trasparenza. L’andamento dell’ETF è graduale e costante, come si può osservare nel grafico sottostante, che mostra la performance del fondo negli ultimi 3 anni (+7,98%).
Come scegliere i migliori ETF obbligazionari
Una volta compresi i vantaggi e le tipologie disponibili, la domanda più naturale è: quale ETF obbligazionario fa al caso mio? La risposta dipende da alcuni fattori chiave che ogni investitore dovrebbe considerare prima di prendere una decisione.
Innanzitutto, è fondamentale definire l’obiettivo dell’investimento: cerchi stabilità e conservazione del capitale? Alcuni ETF rispondono a questo obiettivo. Vuoi invece massimizzare il rendimento, accettando un po’ più di rischio? In tal caso, altri ETF obbligazionari sono più adatti,
Un altro elemento importante è l’orizzonte temporale. Alcuni ETF obbligazionari ti consentono di pianificare con maggiore precisione.
Considerazioni finali
Gli ETF obbligazionari si confermano uno strumento estremamente flessibile ed efficiente per accedere ai mercati del reddito fisso, con costi contenuti e una vasta gamma di opzioni per adattarsi a ogni esigenza di investimento. Che tu stia cercando stabilità, reddito, protezione dall’inflazione o semplicemente un modo ordinato per gestire la liquidità, esiste un ETF obbligazionario adatto.
Come sempre, prima di investire è fondamentale comprendere bene le caratteristiche dello strumento scelto e valutare la coerenza con il proprio profilo di rischio e i propri obiettivi finanziari. Conoscenza e consapevolezza sono il primo vero rendimento.
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