Inflazione elevata: azioni, oro, case o obbligazioni? Uno studio rivela cosa ti protegge meglio

Uno studio di SoldiExpert SCF sul rapporto tra alta inflazione e rendimenti di diversi asset negli ultimi 50 anni spiega come proteggersi dall'inflazione evitando di buttarsi su illusori “beni rifugio”

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Dopo decenni di progressiva riduzione l’inflazione ha ricominciato a salire, raggiungendo livelli che non si vedevano dagli Anni ’90. Non c’è per l’inflazione significato più chiaro della preoccupazione che porta con sé. Un fenomeno che non è solo italiano ma mondiale. Basti pensare che anche l’eterna isola felice del capitalismo, gli Stati Uniti, registrano oggi un livello di inflazione che sfiora l’8% annuo mentre l’Italia ha raggiunto a marzo 2022 un corposo +5,7%. Non a caso inflazione Italia e inflazione USA sono tra le espressioni più cercate su Google dagli investitori in queste settimane.

In questa situazione due sono le urgenze degli investitori: comprendere dell’inflazione il significato e i motivi della sua risalita, e proteggere il capitale dall’erosione inflattiva. Queste sono le domande a cui dare una risposta sull’inflazione: significato, rischi e investimenti salvagente.

L’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF ha quindi realizzato un report per analizzare e confrontare l’impatto della riduzione del potere d’acquisto sul rendimento di differenti asset negli ultimi 50 anni. E per aiutare gli investitori a capire come proteggersi dall’inflazione. Inflazione Italia non deve più essere un’espressione che spaventa gli investitori, ma un’opportunità.

 

Inflazione Italia 1972-2022

 

 

Inflazione USA 1972-2022

 

 

Per l’inflazione definizione da comprendere

 

Qual è per inflazione la definizione più chiara? La parola viene da latino “gonfiare”, cioè è qualcosa che fa gonfiare o crescere i prezzi dei beni e dei servizi. Ovvero di tutto ciò che compriamo e paghiamo quotidianamente. Quindi è l’aumento dei prezzi. Per l’inflazione, la definizione da comprendere non è quindi difficile.

Ma prezzi di cosa, esattamente? E come si calcola questo aumento? Qual è dell’inflazione il significato reale?

La crescita dei prezzi – si analizza attaverso gli “indici dei prezzi al consumo”, che vengono elaborati monitorando periodicamente i prezzi di ampi panieri di beni e di servizi, calcolandone la variazione percentuale nel tempo (solitamente con cadenza mensile).

Questi panieri vengono aggiornati periodicamente con l’evolversi dei mercati e dei beni offerti.

Per esempio, nel 2022 sono stati introdotti nel paniere la sedia da pc, la friggitrice ad aria, il saturimetro, le sedute di psicoterapia e il test sierologico per Covid-19. Sono invece stati eliminati compact disk e hoverboard. Le mascherine sono state introdotte nel 2021. Inflazione, definizione acquisita. Possiamo procedere.

 

 

Perché negli investimenti è importante proteggersi dall’inflazione?

 

Se i prezzi salgono, è importante proteggersi dall’inflazione. Un suo aumento significa che se un mese spendiamo 1 euro per un chilo di pasta, il mese successivo potremmo spendere 1 euro e 5 centesimi per lo stesso chilo. La benzina o il gasolio da 1,75 al litro a oltre 2,30.

In un anno, tutte le micro-variazioni di prezzo dei beni si traducono nel fatto che con lo stesso stipendio possiamo comprare minori quantità degli stessi beni. Ovvero, che il potere d’acquisto dei soldi di cui disponiamo (risparmi, stipendi, rendite) si riduce nel tempo. Questo vale anche per gli investimenti. Ed è questo dell’inflazione il significato concreto. Ecco perché negli investimenti è importante proteggersi dall’inflazione.

Se in un anno i prezzi aumentano del 2%, per fare la stessa spesa dell’anno precedente, con i soldi di cui disponiamo dovremo spendere il 2% in più. Se spendiamo 200 euro al mese di spesa, cioè 2.400 euro all’anno, l’anno successivo spenderemo i nostri 2.400 euro più il 2% di aumento dei prezzi, cioè 48 euro in più.

E se abbiamo investito un po’ di soldi in titoli di Stato che rendono l’1% all’anno, alla fine dello stesso anno il rendimento effettivo ottenuto sarà dell’1% meno il 2% di inflazione, cioè il -1%. Senza contare il 12,5% di tassazione sugli interessi maturati. Non saremo quindi neppure riusciti a mantenere il nosrto capitale iniziale, che sarà stato appunto eroso dala crescita dei prezzi. Ma come proteggere i risparmi dall’inflazione o, meglio, come investire per proteggersi dall’inflazione?

Per difendersi dall’inflazione che sale, possiamo dire che è importante effettuare investimenti in asset che potenzialmente possano rendere più di quanto l’inflazione non si porti via. Asset che devono essere inseriti in portafogli ben diversificati e adeguati al profilo di rischio e agli obiettivi di ognuno. È questo il modo più efficiente per proteggersi dall’inflazione.

 

 

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Inflazione alta, conseguenze davvero imprevedibili?

 

Fatte queste premesse, il passo successivo è quello di capire perché siamo arrivati a una situazione di inflazione alta. Perché i prezzi si sono impennati così rapidamente e sono arrivati a livelli così alti. Insomma, chi ha fatto uscire dalla lampada il “genio” del rialzo dei prezzi? Con inflazione alta, conseguenze davvero imprevedibili? Ancora una volta, dell’inflazione il significato deve essere compreso a fondo.

Gli economisti sono divisi sulle cause scatenanti, ma non è escluso che le diverse ipotesi siano tutte vere. C’è chi imputa il gran ritorno dei prezzi alla forte ripresa globale seguita al rallentamento della pandemia, che ha colto impreparate alcune importanti filiere.

Un picco improvviso di domanda da parte di industria, commercio e consumatori avrebbe provocato blocchi negli approvvigionamenti e carenza di offerta. Con conseguente aumento dei prezzi.

C’è chi invece pensa che inflazione alta sia anche effetto delle politiche monetarie occidentali troppo espansive. Ingenti capitali che le banche centrali hanno rovesciato sui mercati per riportare l’economia ai livelli pre-pandemia. Il piano è praticamente riuscito, ma con l’effetto collaterale di una risalita dei prezzi al di sopra di ogni aspettativa.

Altri fattori concomitanti sono stati l’aumento del costo dell’energia e di altri beni e servizi. Aumento dovuto ai colli di bottiglia nelle forniture in alcuni settori per mancanza di materie prime e semiconduttori o cambiamenti delle preferenze dei consumatori.

Negli Stati Uniti, per esempio, il prezzo dei veicoli usati è aumentato del 40% mentre quello dei nuovi di oltre il 12%. Insomma, inflazione alta è sempre sinonimo di problemi.

 

Lo studio di SoldiExpert SCF: oro e inflazione

 

Lo studio realizzato dall’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF si focalizza sulla calcolo dell’impatto dell’inflazione sui rendimenti di diversi asset messi a confronto. Tra i rapporti considerati, oro e inflazione, azioni e inflazione ed obbligazioni e inflazione.

Ciò per comprendere quale potrebbe essere la migliore scelta d’investimento in periodi di alta inflazione. Diamo subito una significativa anticipazione. Secondo lo studio di SoldiExpert SCF, gli investimenti con beni reali sottostanti (in ordine di rendimenti l’oro, le azioni e gli immobili) possono aiutare a proteggere nel tempo (nel breve no come vedremo) il capitale dall’erosione del potere d’acquisto molto meglio della liquidità (e questo dovrebbe essere intuitivo) o dalle obbligazioni a scadenza lunga.

Il periodo preso in considerazione comprende gli anni dal 1972 al 2022, cioè gli ultimi 50 anni. Un lasso di tempo significativo che è stato attraversato da numerosi eventi, guerre, periodi di austerity, crisi, riprese, senza contare ripetuti boom e sboom di inflazione.

Per esempio, nel periodo considerato l’inflazione media negli Stati Uniti è stata del 3,87%, con una punta massima del 13,29% nel 1979 e minima dello 0,09% nel 2008.

Di questi 50 anni sono stati poi isolati gli anni in cui l’erosione del potere d’acquisto è stata più forte, ovvero 17 anni in cui l’inflazione è sempre stata superiore al 3,83%.

Con i risultati così ottenuti sono state quindi create due tabelle (ved. sotto) che, per ogni asset e per ogni anno, indicano la prima i rendimenti nominali, la seconda quelli reali, cioè da cui viene sottratta l’inflazione. E sono proprio di quest’ultima i dati più interessanti, se abbiamo ben compreso dell’inflazione il significato.

Vediamo quindi perché oro e inflazione non sono sempre grandi amici.

 

Inflazione confronto asset rendimenti reali

 

 

 Inflazione confronto asset rendimenti nominali

 

 

I risultati dello studio su inflazione e investimenti

 

I più eclatanti risultati dello studio su inflazione e investimenti che emergono dall’analisi delle tabelle indicano che la peggiore strategia d’investimento in periodi di alta inflazione è quella di essere concentrati sulla liquidità. L’inflazione, insomma, aggredisce con maggiore forza i soldi fermi sul conto corrente, riducendone progressivamente il potere d’acquisto. Inflazione: significato ben chiaro, ora.

Se guardiamo con attenzione i dati riportati nella riga gialla della tabella, vediamo che si tratta dei dati maggiormente significativi. Ovvero la media dei rendimenti reali nel rapporto tra inflazione e investimenti.

 

 

ANALISI DEGLI ASSET: AZIONI E OBBLIGAZIONI

 

Azioni. Nel rapporto azioni e inflazione i i rendimenti reali seppure molto più bassi della media sono positivi, mentre i rendimenti nominali della prima tabella sono molto simili a quelli storici. Ci sono anni con inflazione elevata in cui le azioni si prendono una legnata (il 1974 per esempio) ma anche anni molto positivi.

La correlazione tra azionario e l’inflazione non è predeterminabile. Per esempio, nel 1979 l’inflazione è del 13,29% e l’S&P500 chiude l’anno a +5,23%, ma solo cinque anni prima l’inflazione non era molto distante (12,34%) ma per l’anno l’indice era finito davvero male (-38,24%). Per l’azionario, quindi, è necessario evidentemente considerare anche altri fattori. Complessivamente, però, questo tipo di investimento sul medio-lungo periodo si rivela per lo meno sufficientemente difensivo con un rendimento reale nel periodo analizzato del 3,25%.

 Obbligazioni. Il rapporto tra inflazione e obbligazioni è da maneggiare con grande cura soprattutto per quanto riguarda i titoli con duration molto lunghe (negativi dello 0,62% annuo). Come si vede dalla tabella, infatti, i rendimenti medi dei “tre mesi” (T-Bill) e dei “corporate” sono positivi ma solo per un soffio.

E tutte e tre le tipologie registrano ampie oscillazioni in anni differenti.

 

ANALISI DEGLI ASSET: IMMOBILIARE, ORO E LIQUIDITÀ

 

Immobiliare. Poco da dire di un settore tanto osannato ma che alla fine si rivela essere poco più che difensivo. Sui 17 anni considerati, nove sono poi in negativo e due positivi per uno zero e spiccioli. Riesce a difendere appena il potere d’acquisto e andare sostanzialmente in pareggio ma meno di quello che ci si aspetta.

Oro. Solo a pronunciarne il nome a molti già brillano gli occhi. Sembrerebbe un buon “protettore”, visto che la media si attesta al di sopra del 4% ma va evidenziato che in questa serie storica c’è stato un anno super ovvero il 1979 dove il metallo giallo è balzato all’insù del 107,28%. Statisticamente rispetto alla distribuzione dei rendimenti un movimento secondo alcuni anomali (“outlier”) che andrebbe normalizzato.

 

Liquidità. Come anticipato, è tenere soldi liquidi per periodi lunghi attraversati da momenti di alta inflazione si sarebbe rivelata la scelta peggiore. La media del -7,16% parla da sola.

 

 

Con l’inflazione meglio azioni o obbligazioni?

 

Ciò che emerge dallo studio di SoldiExpert SCF (che naturalmente non è da prendere come oro colato perchè le performance passate non possono considerarsi sinonimo di uguali risultati nel futuro) è crediamo un punto di vista basato sui numeri e sul passato che cerca di fare un confronto oggettivo su quello è accaduto.

Non esiste una soluzione magica per proteggersi sempre e comunque dall’inflazione nel breve come da qualunque altro evento finanziario avverso. Anche se per l’inflazione il significato di “avverso” deve essere compreso in modo approfondito.

L’unica strada percorribile è prepararsi ad ogni evenienza attraverso la costruzione di un portafoglio diversificato e in parte dinamico basato su un profilo di rischio specifico e su obiettivi ragionevoli,.

Azionario, obbligazionario, oro, liquidità sono leve a disposizione del manovratore che deve portare i treno sano e salvo in stazione. Ma l’esperienza e l’indipendenza del manovratore non s’improvvisano.

 

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