INVESTIRE SULL’ETF SUL LITIO E’ UNA BUONA IDEA?

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Il boom previsto dell’auto elettrica suscita grandi aspettative come le prospettive di Tesla Motors,  l’azienda automobilistica californiana fondata da Elon Musk, considerata fra le più innovative al mondo e la cui capitalizzazione è arrivata a sfiorare nelle scorse settimane i 45 miliardi di dollari seppure nella sua storia non ha mai chiuso un bilancio in utile.

Sul futuro dell’auto elettrica si sta costruendo una partita da centinaia di miliardi di dollari e sono sempre più i risparmiatori che si interrogano se c’è un modo per cogliere questa tendenza e trarne profitto.

Per esempio investendo nel litio, un metallo che viene utilizzato sempre di più nelle batterie delle auto, dei computer e degli smartphone. Il litio, è il “nuovo petrolio” come ha scritto qualche tempo fa in un report Goldman Sachs, la più grande e profittevole banca d’affari del mondo?

Elon Musk, il numero 1 di Tesla, ha promesso di produrre 1 milione di auto elettriche entro la fine del prossimo decennio. E se il suo obiettivo sarà realizzato si stima che la produzione di litio, il metallo più leggero nella tavola degli elementi  che viene utilizzato per produrre le batterie di auto elettriche ma computer e smartphone , dovrà raddoppiare.  Anche perché nell’industria automobilistica mondiale non c’è solo Tesla a puntare sempre più massicciamente sulle auto a trazione elettrica.

Confronto Grafico Tesla

Lo stesso mago degli investimenti Warren Buffett ha messo da tempo un piede nel settore investendo sulle batterie puntando pesantemente su Duracell (che produce anche batterie agli ioni di litio) e prima ancora acquisendo nel 2008 una partecipazione in BYD Company Limited, una società cinese impegnata nella produzione e commercializzazione di batterie ricaricabili, portatili e componenti automobilistiche.

E la domanda ha un risvolto operativo concreto perché questo tema di investimento sta entrando nel portafoglio di molti investitori che guardano alle azioni di Tesla Motors ma anche a quello del produttore americano Albemarle Corporation (ALB), fra i primi produttori al mondo del nuovo metallo dei miracoli o all’ETF  Global X Lithium, quotato al Nyse Arca (Isin US37954Y8553) e che replica l’andamento di alcune delle principali società che operano a tutti i livelli nel ciclo del litio: dall’estrazione nelle miniere alla produzione delle batterie agli ioni di litio e auto elettriche.

Quello del litio è un megatrend da cavalcare? Un po’ di cautela (e memoria) è forse necessaria quando si parla di “investimenti del futuro” e molti risparmiatori anche italiani forse ricorderanno quello che alcuni anni fa si diceva dei “metalli rari” (dallo scandio alla itterbite, dal cerio al lantanio) con emittenti di certificati ed ETF che raccontavano meraviglie di questo tipo di metalli utilizzati soprattutto nella produzione di schermi piatti, pannelli solari, batterie per i veicoli elettrici, computer e telefonini. La domanda sembrava destinata a volare nell’iperspazio a fronte di un’offerta sempre più limitata. Invece i poveri sventurati che hanno creduto ciecamente a questo ennesimo sogno di facile ricchezza finanziaria ci hanno rimesso nella migliore delle ipotesi  i 2 terzi del capitale!

I metalli rari, tanto rari non erano… e il governo cinese che ne aveva fatto salire dal 2007 al 2012 artificialmente i prezzi, ha dovuto cedere alle pressioni del WTO che richiedeva il ritorno a prezzi di mercato non manipolati. E le conseguenze sono state disastrose con società del settore finite in bancarotta.

Il mercato del litio è un vero mercato seppure dominato da alcune nazioni produttrici e società del settore, ma secondo diversi esperti indipendenti le quantità del litio sono comunque abbondanti ed è difficile immaginare “shortage” ovvero carenza di questo metallo per un lunghissimo periodo.

Ci potranno essere invece presumibilmente fasi in cui l’offerta non sarà sufficiente a soddisfare la domanda con un certo ritardo tra investimenti nell’estrazione mineraria e aumento dell’offerta in un trend dove la crescita dei veicoli elettrici sarà sicuramente molto sostenuta. Ed è noto che diversi costruttori automobilistici, come Toyota (ma anche Apple si vocifera che possa entrare nel settore), stanno investendo da tempo per cercare alternative al litio nelle batterie per evitare di finire legati mani e piedi ai fornitori di questa preziosa materia prima.

Entro il 2040 secondo una ricerca pubblicata da Bloomberg intervistando gli analisti del settore le previsioni sono di una crescita del 35% dei nuovi veicoli a trazione elettrica. E le batterie agli ioni di litio rappresentano al momento la tecnologia più popolare.

The rise of electric cars

E’ certo che Elon Musk, padre padrone di Tesla, per dimostrare che sta facendo sul serio sta costruendo (in partnership con Panasonic) una mega fabbrica di batterie agli ioni di litio da 5 miliardi di dollari, la Gigafactory, che è già stato completato per un terzo. Qui verranno prodotte migliaia di batterie agli ioni di litio ogni anno, tra cui quelle dell’attesissima Model 3, l’auto che con un prezzo di circa 35.000 dollari dovrebbe iniziare la “rivoluzione elettrica” americana o perlomeno quella firmata Tesla. Dallo stabilimento usciranno ben mezzo milione di auto elettriche a partire dal 2018, e batterie per 50 GWh di capacità complessiva, mentre quando l’impianto sarà ultimato “sfornerà” 1,5 milioni di auto e 150 GWh di batterie.

Dal punto di vista operativo per chi vuole scommettere sul litio non è facile perché non esistono società pure che operano solo su questo materiale e se si investe sull’ETF Global X Lithium (che non è fiscalmente armonizzato in Italia) significa essere “lunghi” anche di altre commodity e società legate al settore come si può vedere analizzando le 10 principali posizioni detenute da questo clone nel sito della società emittente.

Il trend attuale è comunque rialzista e nell’ultimo anno questo ETF ha recuperato interamente la perdita del 40% che aveva generato dal lancio fino al febbraio 2016 a dimostrazione se ce ne fosse bisogno che nessun investimento (anche su un presunto mercato del “futuro”) non è mai una passeggiata.

Confronto Grafico Lithium

Intanto se sul litio non è facile investire in modo diretto l’altro minerale più legato al trend di crescita dei veicoli elettrici è il cobalto, le cui riserve sono più limitate e concentrate in aree più ristrette.  In una Tesla Model S si stima ci siano 63 kg di carbonato di litio, ma anche 54 kg di grafite e 22,5 kg di cobalto. Rio Tinto e Glencore, i due colossi dell’estrazione delle materie prime, hanno incrementato recentemente l’esposizione sul cobalto e se si guardano i prezzi di questo minerale (trattato anche al London Metal Exchange) si noterà come i prezzi sanno salendo quasi ininterrottamente dal gennaio 2016 passando dai 20.000 dollari ai 48.000 dollari la tonnellata. Altro che investire sui diamanti i cui prezzi anche a febbraio hanno segnato i nuovi minimi degli ultimi 4 anni…

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