Costi più elevati e rendimenti non garantiti: è questo il quadro che emerge dall’analisi delle polizze unit linked alla luce di uno studio ufficiale della Banca d’Italia pubblicato nel febbraio 2025. Le polizze unit-linked sono prodotti presentati come strumenti di protezione e pianificazione, ma espongono il risparmiatore ai mercati finanziari, senza garanzie sul capitale.
Di polizze unit linked ci occupiamo da anni, analizzandole dal punto di vista di chi investe davvero i propri risparmi. Le criticità delle polizze unit linked trovano conferma in un’analisi dell’Autorità monetaria italiana: una struttura di costi spesso più onerosa rispetto alle alternative di investimento dirette .
Cosa sono le polizze unit linked
Partiamo dalle basi, utilizzando il Soldiario, il glossario economico-finanziario di SoldiExpert SCF.
Le polizze unit linked sono polizze assicurative il cui valore è collegato all’andamento di uno o più fondi di investimento.
Nella pratica, queste polizze possono investire:
– in fondi interni creati dalla compagnia;
– in fondi esterni, come SICAV o fondi comuni di diritto italiano o estero;
– oppure in combinazioni predefinite di fondi.
Il capitale nelle polizze unit-linked investito viene convertito in quote (unit) di fondi interni o esterni alla compagnia assicurativa, e il rendimento finale dipende esclusivamente dalla performance di tali strumenti.
Dal punto di vista finanziario, il rischio di investimento è interamente a carico del sottoscrittore.
Polizze unit linked a capitale garantito: esistono?
Le polizze vita si dividono principalmente in due categorie:
– polizze a gestione separata (ramo I);
– polizze unit linked (ramo III).
Le prime offrono una forma di garanzia sul capitale o sul rendimento minimo e il consolidamento dei risultati nel tempo. Le polizze unit linked, invece, non offrono alcuna garanzia né sul capitale né sui rendimenti.
Come indicato chiaramente nei documenti informativi dei prodotti:
La polizza unit linked non offre alcuna garanzia di restituzione del capitale né di rendimento minimo dell’investimento finanziario. Le somme dovute in caso di riscatto o di decesso possono risultare inferiori al capitale investito.
Eventuali coperture accessorie, come il cosiddetto “caso morte”, hanno nella maggior parte dei casi un valore economico limitato e marginale rispetto alla componente finanziaria del prodotto, che resta preponderante.
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Non è un caso che questi strumenti siano molto utilizzati dalle compagnie: rispetto alle polizze tradizionali assorbono meno capitale regolamentare e trasferiscono il rischio finanziario direttamente sul cliente.
Costi delle polizze unit linked: cosa dice oggi Banca d’Italia
Nel febbraio 2025 la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio intitolato “The cost differential between unit-linked policies and mutual funds”, che analizza in modo sistematico la differenza di costo tra le polizze unit linked e i fondi comuni sottostanti acquistati direttamente.
Lo studio confronta prodotti finanziariamente equivalenti e misura l’impatto complessivo dei costi attraverso un indicatore chiamato Reduction in Yield (RIY). L’indicatore RIY mostra quanto i costi riducono, anno dopo anno, il rendimento potenziale dell’investimento: in altre parole, misura la differenza tra ciò che il mercato potrebbe offrire e ciò che il risparmiatore incassa realmente dopo aver pagato tutte le commissioni.
I risultati sono chiari:
– le polizze unit linked risultano mediamente più costose dei fondi acquistati direttamente secondo lo studio di Bankitalia;
– il differenziale di costo annuo varia indicativamente tra 0,5% e 2,5%;
– la differenza è dovuta soprattutto a costi ricorrenti, non ai costi iniziali;
– il gap aumenta su orizzonti temporali lunghi e quando il sottostante è in particolare un ETF;
– le polizze collocate tramite reti di consulenza presentano in media costi più elevati.
Anche ipotizzando sconti, rebate o costi di switching, lo studio mostra che il differenziale resta positivo e significativo nella maggior parte dei casi.
Polizze unit linked: tassazione leggera ma costi pesanti
Le polizze unit linked non vanno demonizzate a prescindere. Possono offrire vantaggi fiscali e successori interessanti in situazioni specifiche, ma non sono adatte a tutti e soprattutto non sono mai prodotti “a basso costo”.
Dal punto di vista di chi le colloca, questi strumenti garantiscono:
– commissioni elevate;
– elevata fidelizzazione del cliente;
– maggiore redditività rispetto a fondi ed ETF tradizionali.
Se il costo complessivo annuo di una polizza unit linked si colloca tra il 4% e il 5%, l’impatto sul capitale nel lungo periodo può essere rilevante, anche in presenza di mercati favorevoli.
Vantaggi e svantaggi delle polizze unit linked
Molti risparmiatori sottoscrivono polizze unit linked senza una reale consapevolezza dei costi complessivi e della struttura del prodotto. Non è raro che vengano percepite come “gratuite” o poco onerose, soprattutto quando proposte all’interno di una relazione bancaria consolidata.
In realtà si tratta di contenitori complessi, con più livelli di costi: gestione assicurativa, gestione finanziaria, distribuzione, eventuali coperture accessorie. Ogni soggetto coinvolto trattiene una parte del valore.
Polizze unit linked: opinioni
Le polizze unit linked vengono spesso presentate come strumenti quasi miracolosi per i vantaggi fiscali e successori. Tuttavia, questi benefici vanno valutati attentamente alla luce dei costi, soprattutto in un Paese come l’Italia dove l’esenzione dall’imposta di successione opera già entro soglie molto elevate.
Nella nostra esperienza di consulenti finanziari su base indipendente, i costi effettivi di questi prodotti risultano spesso sottostimati o poco chiari al momento della sottoscrizione.
Polizze unit linked: chi le colloca di più
In Italia, tra i principali collocatori di polizze unit linked figurano grandi gruppi bancari e reti finanziarie come Azimut, Banca Generali, Fideuram, Mediolanum, Intesa Sanpaolo Life, Zurich e altri.
Ecco in questo video come funzionano le polizze unit linked, quali costi presentano e come reperire le informazioni chiave per valutarle in modo consapevole.
A chi sono adatte le polizze unit linked (e a chi no)
Le polizze unit linked non sono prodotti da scartare in assoluto. In alcune situazioni specifiche – come esigenze successorie complesse, protezione patrimoniale o pianificazione avanzata – possono avere una loro funzione.
Il problema nasce quando vengono utilizzate come soluzione standard di investimento, senza un’analisi indipendente dei costi, delle alternative disponibili e delle reali esigenze del risparmiatore.
In questi casi, il rischio è di pagare tre o quattro volte il costo di un investimento diretto per benefici di cui spesso non si ha reale necessità.



