SE DETENETE (o vi vogliono vendere) AZIONI DI BANCHE NON QUOTATE ATTENTI! IL LORO PREZZO POTREBBE ESSERE UN’OPINIONE.

Siete soci di una banca locale? Magari non quotata? O conoscete qualcuno che l’ha fatto in questi anni? Convinto dal proprio banchiere o bancario di riferimento e attirato in questo investimento per le ragioni più disparate?

Come per esempio i dividendi promessi, la solidità dell’istituto, il legame col territorio, le performance passate, la voglia di diventare un cliente speciale un pochino proprietario della banca con la quale opera o semplicemente l’incapacità di dire “no”.

Bene anzi male perché essere soci di queste banche potrebbe diventare un bel problema per alcune di queste la cui valutazione sembra oramai completamente slegata dalla realtà e dal mercato.

E se volete essere più prudenti di una lepre e realisti del Re dovreste valutare attentamente questo consiglio: andare dal vostro funzionario di banca, dirgli che avete un amico o un parente che forse vorrebbe acquistare azioni della sua banca e poi dirgli il giorno dopo che il vostro amico non può più perché su pressione della moglie ha preferito optare per un paio di scarpe “gioiello” e un vestito di Cavalli mentre voi pensandoci sopra sull’argomento avete pensato di uscire dalla banca e comunicate al vostro interlocutore che a quel prezzo volete voi liquidare le vostre azioni della banca perché avete bisogno disperato di liquidità.

A quel punto non stupitevi se nel volto del vostro banchiere “amico” inizierete a vedere un certo pallore, lo sguardo farsi più vitreo. Lo sventurato si aprirà magari l’ultimo bottone della camicia e inizierà a biascicare una frase del tipo :” Di questa cosa bisogna parlarne alla Direzione. Il prezzo che le ho detto era per chi voleva acquistare. Occorre fare una domanda e vedere se viene accolta ehhm ehhm…”.

Soci di una banca non quotata? Attenti al prezzo !

Gli azionisti in Italia di banche non quotate, quasi sempre piccoli risparmiatori, sono stimati nell’ordine di grandezza di oltre 300.000 persone. Un vero e proprio piccolo esercito di azionisti di banche popolari e di credito cooperativo ai quali nel passato le cose sono andate anche bene in molti casi visto che le azioni di queste banche, lontane dai listini quotati, hanno visto fra la seconda metà degli anni ’90 e il decennio successivo le quotazioni crescere in modo sensibile e staccare dividendi non disprezzabili.

Quando si sono verificati negli anni passati crolli in Borsa come è avvenuto per i “cugini maggiori” i titoli delle banche non quotate resistevano come Highlander, oltre l’infinito. Non essendo quotate e avendo di fatto un unico compratore che ne faceva il prezzo (sostanzialmente la banca stessa) i risparmiatori ne erano rassicurati non vedendone le quotazioni oscillare o ricevendo rassicurazioni dalla propria banca: “Dotto’ vada tranquillo, i nostri titoli sono una roccia…”.

Di seguito…

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