Il perito che valutò Popolare Vicenza 6,2 miliardi di euro prima del falò è più forte di pria. E forse anche di Tria.

Si celebra oggi 1° ottobre a Milano presso l’aula Magna dell’Università Bocconi di Milano il convegno nazionale dell’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), il pensatoio più importante in Italia dei valutatori aziendali.

Quegli esperti col bollino che dicono che l’azienda A può valere 10 fantastiliardi o 10 nichelini in base a stime sui flussi futuri da qui al 2101, al valore teorico degli asset tangibili o intangibili facendo un’interpolazione con i “comparable” internazionali e l’andamento della Borsa di Kuala Lumpur quando sale.

L’ingresso all’evento è gratuito previa registrazione al sito della Bocconi e danno pure i crediti formativi oltre che il coffee break e il lunch. Altro che “non esistono i pasti gratis” come diceva quella buonanima di Milton Friedman. E c’è tanto su cui formarsi a vedere il curriculum di alcuni relatori di questa Fondazione promossa da CNDCEC, AIAF, ANDAF, ASSIREVI, Borsa Italiana e Università Bocconi e alla quale hanno aderito anche diverse società quotate (Atlantia compresa).

Tema della giornata è infatti il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo con interventi della Consob e dei grandi sacerdoti italiani sul tema: dal professore e notaio potentissimo Piergaetano Marchetti a Mauro Bini, il gran visir dell’OIV (ovvero il presidente del consiglio di gestione) che concluderà i lavori. Proprio quel professor Mauro Bini della Bocconi che è passato alla storia per essere stato chiamato per anni come esperto (naturalmente indipendente) dalla banca del-vignaiolo Zonin a valutare la Banca Popolare Di Vicenza. Lo stesso professore Bini che formulò un prezzo di 62,5 euro in base ai “flussi reddituali” (pochi anni dopo il valore si sgretolò a 0,10 centesimi e infine a zero spaccato). E poi per essere stato incaricato per anni di valutare le attività di bilancio (impairment test) de “Il Sole 24 Ore” (autore anche della perizia sul patrimonio ai tempi della quotazione in Borsa) prima che scoppiasse il bubbone con gli ex vertici del gruppo di Via Monte Rosa indagati nel 2017 per false comunicazioni sociali da Procura di Milano e Consob.

C’è grande attesa insomma per la relazione del professor Bini che sarà dedicata a: “Valutazione a fini di bilancio”. Ad ascoltarlo nel tempio dei poteri forti della Bocconi di cui fu rettore quel Mario Monti (che ieri sul Corriere della Sera ha sparato a pallettoni contro il Def del nuovo governo) alcuni dei contafagioli più potenti d’Italia, quelli che danno i numeri giusti. Fossimo nel traballante ministro dell’Economia Giovanni Tria che si trova ora circondato da economisti e opinionisti che dicono che i numeri della manovra annunciata nel triennio 2019-2021 non stanno in piedi e non sono credibili assolderemmo qualcuno degli esperti qui confluiti. Torturateli e i numeri vi diranno quello che volete.

p.s. Nel 2013 sul nostro blog MoneyReport.it avevamo pubblicato un’ approfondita analisi  in cui dicevamo che le valutazioni di Popolare Vicenza e di molte altre banche non quotate (tra cui Veneto Banca e Popolare di Bari) erano campate in aria, consigliando di liquidare al più presto se possibile le azioni. Purtroppo avevamo ragione.

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