(L’esperto risponde) IL MIO CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE E’ UN FAKE?

La domanda su chi fa in Italia la consulenza su base indipendente e chi no….

Buona sera,

vi seguo da un po’ di tempo e vi trovo preparati e mi piace l’idea della consulenza indipendente e quello che spiegate. Ma leggendovi mi è venuto un dubbio perché anche nella banca che gestisce i miei soldi (Banca W) il mio consulente dice di essere indipendente e di svolgere l’attività quindi di consulenza indipendente. E’ possibile? Chi mente ? Se non potete rispondermi capirò che ho fatto una domanda non pertinente

RS

Rispondono Salvatore Gaziano e Roberta Rossi, consulenti finanziari autonomi di SoldiExpert SCF

Gentile lettore,

come è scritto a pagina 4 della “Nota informativa sui servizi di investimento e sui servizi accessori” di Banca W che ho trovato sul sito “Il Servizio di Consulenza fornito dalla Banca si qualifica come servizio di consulenza su base non indipendente ai sensi dell’art. 4, paragrafo 4 della MiFID II il quale consente alla Banca di poter percepire, a determinate condizioni, gli incentivi retrocessi da terzi.” (fonte sito internet della Banca W alla sezione TRASPARENZA).

I consulenti finanziari di Banca W non possono permettersi di dire che svolgono l’attività di consulenza indipendente o far credere al risparmiatore che sono consulenti indipendenti. Non sono certo i soli, visto che anche alcuni consulenti di Banca F, di Banca G e anche quelli di Banca A abbiamo avuto modo nel tempo di verificare da quanto ci hanno detto risparmiatori o gli stessi consulenti sul loro sito web o in presentazioni si considerano “indipendenti” e dicono ai loro clienti di “proporre consulenza indipendente” ma solo pochi soggetti in Italia possono fregiarsi di questo aggettivo.

La consulenza su base indipendente è riservata ai soggetti (come SoldiExpert SCF e non è l’unica) che sono pagati unicamente dal cliente e svolgono consulenza su un’ampia gamma di prodotti. Il consulente della Banca W è invece un consulente abilitato all’offerta fuori sede, non è indipendente ma  “esercita l’attività di promozione nell’interesse di un unico soggetto il quale può essere una banca, una SIM o una SGR”.

Sottigliezze? No secondo il regolamento delegato 2017/565 della Commissione Europea all’articolo 52:

  1. Le imprese di investimento spiegano in maniera chiara e concisa se e perché la consulenza in materia di investimenti si configura come indipendente o non indipendente e il tipo e la natura delle limitazioni applicabili, incluso, nel caso di consulenza in materia di investimenti su base indipendente, il divieto di ricevere e trattenere incentivi. Quando a uno stesso cliente è offerta o fornita consulenza su base sia indipendente che non indipendente, le imprese di investimento spiegano l’ambito di entrambi i servizi per consentire agli investitori di comprendere le differenze tra l’uno e l’altro, e non si presentano come consulente in materia di investimenti indipendente per l’attività complessiva. Nelle comunicazioni con i clienti le imprese non danno risalto in modo indebito ai loro servizi di consulenza in materia di investimenti indipendente rispetto ai servizi di investimento forniti su base non indipendente.

2. Le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti, su base indipendente o non indipendente, spiegano al cliente la gamma di strumenti finanziari che potrebbero raccomandare,incluso il rapporto dell’impresa con gli emittenti o fornitori degli strumenti.

3. Le imprese di investimento forniscono una descrizione dei tipi di strumenti finanziari considerati, della gamma degli strumenti finanziari e dei fornitori analizzati per ciascun tipo di strumento in base all’ambito del servizio e, qualora forniscano una consulenza indipendente, in che modo il servizio soddisfa le condizioni applicabili alla fornitura di consulenza in materia di investimenti su base indipendente e i fattori presi in considerazione nel processo di selezione adottato dall’impresa di investimento per raccomandare gli strumenti finanziari, quali i rischi, i costi e la complessità degli strumenti finanziari.

Questo è quello che dice la normativa ma in Italia come giustamente è facile rilevare, molte banche, reti e consulenti giocano sull’ambiguità di alcuni termini, la Grand Complications della legge e l’ignoranza e soprattutto buona fede dei risparmiatori italiani.

Lo spirito della normativa originale era quello di evitare che qualcuno poteva andare dal cliente con 2 valigette, quella della consulenza basata sulle provvigioni (commission based) e quella sulla parcella (fee based) e in base alla situazione proporre una o l’altra con il rischio di confondere il cliente. La normativa in vigore dice certo che anche banche e reti possono svolgere l’attività di consulenza su base indipendente ma devono farlo con strutture e reti completamente separate con presidi differenti.

 

Chi offre consulenza su base indipendente dice la normativa:

  1. non può farsi pagare a provvigioni dai collocatori ed emittenti di prodotti finanziari (come sono ad esempio Amundi, Axa, Fidelity, Schroeders, BlackRock, Franklin Templeton…)
  2. non può ricevere incentivi non monetari da case terze (come i soggetti di cui sopra)
  3. deve valutare un’ampia gamma di strumenti e prodotti finanziari

Chi viceversa offre consulenza basata sul sistema delle retrocessioni (la norma in Italia) non può offrire consulenza su base indipendente.

In Italia pochissime realtà hanno adottato il modello di separazione delle Reti perché probabilmente non vogliono  pregiudicarsi nessuna possibilità di chiudere contratti e rinunciare a provvigioni sui prodotti raccomandati (il “petrolio” delle banche è costituito dal risparmio degli italiani…).

    E’ nato un modello ibrido in diverse banche e reti che viene fatto passare come “consulenza evoluta” o “consulenza fee only” ovvero a parcella dove al risparmiatore viene fatto spesso credere che è la stessa cosa della consulenza su base indipendente.  Come è scritto nella normativa invece non lo è e comprendiamo che questo confonde (volutamente?) molti risparmiatori e non far capire nulla sui modelli di consulenza e il servizio ricevuto.

 

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Alcuni  consulenti di Banca W come di Banca G o Banca F o addirittura di Banca M (alcuni lo mettono pure come bollino di qualità sul profilo linkedin la parola indipendente…. ma mi faccia il piacere!)  e di tante banche e reti italiane non potrebbero assolutamente permettersi di dire che fanno i consulenti indipendenti . La consulenza su base indipendente è riservata ai soggetti come noi, i consulenti autonomi e le società di consulenza finanziaria iscritti in un’apposita sezione dell’Albo dei Consulenti Finanziari, sono pagati unicamente dal cliente e svolgono consulenza su un’ampia gamma di prodotti e non detengono i soldi della clientela.

Il consulente finanziario della banca W è invece un consulente abilitato all’offerta fuori sede non indipendente che “esercita l’attività di promozione nell’interesse di un unico soggetto il quale può essere una banca, una SIM o una SGR”.

 

 

Nell’albo dei consulenti ci sono tre rami come diceva il Manzoni a proposito del Lago di Como:

– i consulenti abilitati all’offerta fuori sede (come i consulenti di Banca W. M. F. e G e quelli della maggior parte di banche e reti italiane seppure si possano presentare con termini commerciali di private bankers, family bankers, wealth manager e chi più ne ha più ne metta…). Tutti questi consulenti prestano nella stragrande maggioranza dei casi (tranne che la banca o rete hanno una divisione autonoma) consulenza su base non indipendente come è scritto nero su bianco nei loro contratti di consulenza.

– le società di consulenza finanziaria come SoldiExpert SCF che prestano consulenza su base indipendente come è scritto chiaramente nei nostri contratti di consulenza

– i consulenti finanziari autonomi (in SoldiExpert i nostri consulenti sono iscritti anche a questo ramo dell’albo) che prestano consulenza su base indipendente

Un consulente abilitato all’offerta fuori sede che si spaccia per consulente indipendente dice il falso ed evidentemente vuole confondere la clientela (non basta offrire prodotti finanziari di più case d’investimento per definirsi indipendente come avrà quindi capito seppure c’è chi tende a confondere proprio su questo piano il risparmiatore).

Tutti coloro che prendono retrocessioni sui prodotti collocati non sono consulenti indipendenti. Nemmeno far pagare una fattura o una parcella definisce chi è un consulente indipendente nel momento in cui il professionista prende anche (da altri clienti magari) retrocessioni sui prodotti collocati. Il legislatore pone una separazione netta: se anche con solo 3 dei tuoi clienti sei pagato con il sistema delle retrocessioni e gli altri ti pagano a parcella non puoi definirti un consulente indipendente. Non puoi avere due cappelli.

In ogni caso per capire se un consulente è indipendente basta vedere come prima ricerca a che ramo dell’albo dei consulenti indipendenti uno è iscritto o meno e sul sito dell’OCF a questo indirizzo può verificare se è presente in una delle tre sezioni e se è un consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (cosi viene definito quello che prima era chiamato “promotore finanziario” che riceve remunerazione dalla società mandante per i prodotti che consiglia o colloca), la sezione dei consulenti finanziari autonomi (consulenza su base indipendente svolta come persone fisiche) e quella delle Società di Consulenza Finanziaria (come SoldiExpert SCF) che sono i soggetti che svolgono esclusivamente consulenza su base indipendente in forma societaria.

Anche le banche e reti, secondo l’attuale regolamentazione, possono fornire “consulenza finanziaria su base indipendente”, ma per farlo dovrebbero creare delle strutture e reti di vendita e consulenza ad hoc di professionisti che non possono offrire anche simultaneamente consulenza di tipo differente basata sulla retrocessione delle commissioni (“commission based”). Un modello che in Italia non è molto presente, seppure diversi consulenti e reti, in modo improprio, dicano di fornire ai risparmiatori un servizio di consulenza indipendente (magari usando termini semantici o pubblicitari simili) che creano grande confusione sotto il cielo.

Anche perché poi ci sono altri soggetti che forniscono o dicono di fornire consulenza finanziaria (e sulla Rete è zeppo di soggetti di tutti i tipi che offrono corsi e consigli) ma non sono iscritti da nessuna parte. Un numero di questi probabilmente e non di poco conto sta svolgendo questa attività in modo abusivo ma di questo magari ne parleremo in futuro su come riconoscere anche questi “furbetti”.  E ricordiamo che sul sito della Consob e’ possibile segnalare comportamenti sospetti o illeciti e in questa pagina si spiega come.

Questo è il quadro complessivo. Incasinato come è solito essere tutto incasinato e “all’italiana” quasi qualsiasi cosa ma vivere in Italia, uno dei Paesi più belli del mondo, significa anche questo.

 

 

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