I costi della consulenza finanziaria? Sono doppi quando non si paga la parcella (un bel paradosso!)

Quando vi affidate al vostro consulente finanziario fate attenzione ai costi? Questa indagine dimostra che sono doppi nel caso in cui non si paga la parcella. I diversi tipi di consulenza messi a confronto!

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Sembra un paradosso ma non lo è: pagano maggiori costi per la consulenza finanziaria (mediamente doppi) coloro che non pagano una esplicita parcella per la consulenza che ricevono.

È quanto è emerso da un’indagine sul campo del settimanale Plus24 il Sole 24 Ore a giugno 2020, riguardante il tema dei costi della consulenza finanziaria, e che per la sua attualità riproponiamo oggi visto che nuove statistiche diffuse anche dall’Esma, la massima autorità europea sugli strumenti finanziari e i mercati, confermano che l’Italia è il Paese in Europa fra quelli con i più alti costi per i risparmiatori.

I clienti retail pagano in media circa il 40% in più rispetto agli investitori istituzionali in tutte le classi di attività e un risparmiatore italiano a parità di fondo “retail” paga commissioni di gestione più elevate poiché le piattaforme delle banche e delle Reti gli offrono classi con costi più elevate…

 

Costi consulenza finanziaria

 

Plus24 aveva chiesto a 10 delle principali reti di consulenti presenti sul mercato (Azimut, Banca Generali, Consultivest, Deutsche Bank, Fideuram Intesa PB, Fineco, IWBank, Mediolanum, Widiba) quanto guadagnava il loro consulente abilitato all’offerta fuori sede se

  • si fa pagare con retrocessioni sui prodotti consigliati al risparmiatore e dove il risparmiatore apparentemente non paga nulla
  • se il cliente paga una parcella esplicita al consulente finanziario (e non ci sono retrocessioni sui prodotti) per una consulenza “simil indipendente” (anche se giuridicamente non lo è)

 

 

Costo consulenza finanziaria: quanT’è in caso di retrocessioni?

 

Quanto costa un consulente finanziario? Da questa indagine (alcune società come Deutsche Bank, Mediolanum, Widiba non hanno voluto rispondere) emergeva che se il consulente è pagato con retrocessioni sui prodotti consigliati guadagna di più e, soprattutto, guadagna di più la banca o rete mandante a spese naturalmente del risparmiatore.

Quanto? Se il consulente percepisce retrocessioni sui prodotti raccomandati, che è il modello di consulenza finanziaria che si presta ai maggiori casi di conflitto di interesse (come puoi leggere in un nostro articolo che parla di un consulente dipendente deluso dal sistema), il consulente riceve fino al 40% delle commissioni di gestione che gravano sul prodotto consigliato, oltre a eventuali commissioni di ingresso e un bonus sulla raccolta.

Considerando i costi medi dei fondi in Italia calcolati da Morningstar (2%) per non parlare di prodotti più complessi come polizze unit linked che possono arrivare a costare anche il 4% annuo al cliente, su un portafoglio da 200 mila euro il cliente pagherà quindi 4000 euro all’anno di cui se il 40% va al consulente finanziario, questi si porterà a casa 1600 euro mentre tutto il resto (2400 euro) se lo spartiranno a cascata la società di gestione e in maggior parte la catena distributiva on the top (banca o rete, capi area…).

In questa tabella viene rappresentata l’erosione dei rendimenti, nel corso degli anni, in base ai costi di gestione annui. Considerando un costo del 2,5% annuo, in 30 anni, si può veder dimezzato il proprio rendimento. Come abbiamo visto precedentemente, nel caso di polizze unit linked con costi annui del 4%, il rendimento può essere quasi interamente degradato dai costi di gestione.

I costi di gestione erodono i rendimenti

 

Tutta la ricerca dimostra, che il settore degli investimenti cerca di tenere nascosti ai clienti tutta una serie di costi, che gravano sul patrimonio dell’investitore senza che questi riceva in cambio alcun beneficio. Questi costi spesso servono a remunerare soprattutto la catena distributiva ovvero di vendita.

 

I costi spesso nascosti della consulenza finanziaria di banche e reti

 

Più il prodotto costa al cliente, più la rete guadagna se il consulente abilitato all’offerta fuori sede viene pagato non con una parcella ma con retrocessioni sui prodotti raccomandati: un caso da manuale di conflitto di interesse.

 

 

CostO consulenza finanziaria: quanT’è in presenza della parcella?

 

Qual è il costo della consulenza finanziaria? Nella consulenza chiamata “evoluta” ovvero simil indipendente, in cui il risparmiatore paga una parcella e il consulente non incassa un euro sui prodotti che consiglia, le cifre cambiano. Se il costo della consulenza finanziaria per il cliente è dell’1,3% all’anno (ovvero 2600 euro all’anno), e al consulente viene retrocesso il 50%, il guadagno del consulente abilitato all’offerta fuori sede difficilmente supererà i 1300 euro e anche la rete guadagnerà meno.

Ma quanto possono incidere queste differenze di costi annui sul rendimento finale?

Nel grafico sottostante abbiamo confrontato il rendimento di 3 portafogli da 100.000€ con il medesimo profilo di rischio, applicando però costi annui dello 0%, 1,2% e 3%. Nel corso di 30 anni, applicando un costo annuo del’1,2% rispetto al 3% si possono ottenere 116.681€ in più, quasi il 40% in più.

 

Come varia il valore del portafoglio in base al costo annuo?

 

Non stupisce visti questi numeri che la maggior parte delle banche e delle reti non puntino troppo sul modello di consulenza “evoluta” e si tengano lontano soprattutto dalla vera consulenza su base indipendente: paura di chiedere una parcella esplicita al cliente (che finora ha pagato a sua insaputa) o desiderio di mantenere i guadagni di un tempo?

 

Alla fine le vecchie retrocessioni assicurano i maggiori guadagni con commissioni addebitate sui prodotti collocati. Con buona pace del conflitto di interesse e di chi racconta che dentro le banche o le reti (anche ai piani alti) che la consulenza finanziaria su base indipendente è solo una modalità di prestazione del servizio e quindi “c’est la même chose” ovvero è la stessa cosa. E’ proprio “autre chose”, totalmente un’altra cosa poiché nella consulenza finanziaria indipendente (svolta da tutti i consulenti autonomi e le Società di Consulenza Finanziaria) esiste il divieto categorico di ricevere retrocessioni sui prodotti raccomandati ai clienti, non si può un giorno indossare un cappello e l’altro giorno metterne un altro.

 

 

Quanto costa un consulente finanziario indipendente: il caso SoldiExpert SCF

 

Come già anticipato, la consulenza finanziaria indipendente è tutta un’altra cosa rispetto alla classica consulenza fatta dai promotori finanziari abilitati all’offerta fuori sede per conto di mandanti quali banche e reti.

Quindi è lecito chiedersi: quanto costa un consulente finanziario indipendente? Per i motivi appena descritti i costi relativi a questo tipo di consulenza saranno differenti.

Nel settore finanziario, indipendenza è una parola più che abusata e, da qualche tempo, anche banche e reti sbandierano il fatto di poter offrire una consulenza “indipendente” ai loro clienti, ovvero priva di conflitti d’interesse.

Questo all’apparenza, ma in sostanza? In sostanza non è così. L’indipendenza non è un’etichetta da mettere su una brochure ma un vero e proprio modo di pensare e di stare dalla parte del cliente al 100%, senza compromessi e senza conflitti di interesse. 

Nei Paesi finanziariamente evoluti, come Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda, la commissione a parcella (fee only) ovvero indipendente è la norma e 9 americani su 10 ritengono che il consulente debba mettere i loro interessi al di sopra dei propri e debba informarli su eventuali conflitti di interesse.

 

Consulenza finanziaria indipendente

 

In Italia questa NON è la norma e anzi la norma è pagare il costo della consulenza tramite i prodotti consigliati, alimentando un forte potenziale conflitto d’interesse e la moltiplicazione dei costi addebitati agli investitori.

Chi è consulente finanziario indipendente come SoldiExpert SCF non vende prodotti ma solo consulenza finanziaria e patrimoniale. Dal lato dei costi, la consulenza finanziaria indipendente è remunerata esclusivamente dai propri clienti e non percepisce retrocessioni, né provvigioni da intermediari bancari, fondi o da emittenti di prodotti o di certificati, come indicato nella normativa italiana che regola questo tipo di consulenza. E nel caso di SoldIExpert SCF a questa pagina è possibile leggere da sempre in modo trasparente il costo della parcella per i vari tipi di consulenza fornita e prenotare un primo check up gratuito.

 

Una consulenza gratuita iniziale Una consulenza gratuita iniziale

Abbiamo pubblicato anche un video dove spieghiamo nel dettaglio quanto possono incidere i costi di gestione sul risultato dei rendimenti nel corso del tempo. In un esempio pratico si può vedere le differenze tra una consulenza finanziaria “Tradizionale” e un servizio di consulenza finanziaria indipendente.