Banca Mediolanum torna con una nuova promo sul conto deposito: un 3% annuo lordo sulle somme vincolate 6 mesi. Sulla carta sembra un buon parcheggio di liquidità, ma tra durata del vincolo, tassazione e imposta di bollo il rendimento effettivo nel 2026 del Conto Deposito Mediolanum 3% è molto più basso. In questa guida vediamo quanto rende davvero e quali condizioni servono per ottenere il tasso promesso.
Promo vincoli 3%: scadenze e requisiti (edizione gennaio 2026)
La promozione è presentata come “Promo vincoli 3% edizione gennaio 2026” ed è valida fino al 09/04/2026. In fondo alla pagina informativa della banca si legge che l’iniziativa è riservata ai nuovi clienti e richiede la costituzione di depositi a tempo entro il 16/04/2026, con vincolo di 6 mesi e accredito dello stipendio entro tempistiche precise.
In un contesto di tassi meno “generosi” rispetto al recente passato, il 3% lordo può attirare chi cerca un parcheggio temporaneo della liquidità. Ma la domanda corretta è: quanto rende davvero il conto deposito Mediolanum al 3% una volta fatti i conti fino in fondo?
Banca Mediolanum: profilo della banca italiana
Banca Mediolanum è un istituto bancario italiano attivo dal 1982, noto per un modello basato sui consulenti (“family banker”) e su un approccio di relazione continuativa con il cliente. Offre una gamma completa di servizi: conti correnti, carte, mutui, soluzioni assicurative e prodotti d’investimento.
Come molte banche, utilizza anche promozioni su conti deposito e strumenti di liquidità per favorire l’ingresso di nuovi clienti e avviare un rapporto che può proseguire su altri prodotti e servizi.
Conto deposito Mediolanum 3%: offerta civetta?
Le offerte sui nuovi conti deposito spesso hanno una logica chiara: proporre un tasso promozionale per un periodo breve per attirare nuova clientela. È un meccanismo già visto in passato nel settore bancario: si presenta un numero “forte” in comunicazione (oggi 3% annuo lordo) e si costruisce una relazione che può evolvere verso prodotti a maggiore marginalità per l’istituto.
Il punto non è “demonizzare” queste offerte (sono legittime), ma capire con lucidità che il tasso pubblicizzato è solo l’inizio: quello che conta è il rendimento netto effettivo e la flessibilità reale delle condizioni.
Caratteristiche del Conto Deposito Mediolanum 3%
In sintesi, la promo prevede:
- 3% annuo lordo sulle somme vincolate
- Durata vincolo: 6 mesi
- Promo riservata ai nuovi clienti
- Necessaria apertura di conto corrente (SelfyConto, Conto Mediolanum o Conto Professional)
- Richiesta di accredito dello stipendio entro tempistiche indicate dalla banca
- Scadenze promo: 09/04/2026 (validità) e richiesta deposito entro 16/04/2026
Il dettaglio chiave è che il tasso promozionale del Conto Deposito Mediolanum 3% è subordinato al rispetto di requisiti specifici. Se anche una sola condizione non viene rispettata, la remunerazione può scendere a livelli molto più bassi rispetto a quanto atteso dal risparmiatore.
Il 3% annuo lordo: cosa significa davvero
Il 3% di Banca Mediolanum è un tasso annuo e lordo, ma la durata del deposito è di 6 mesi. Questo è un passaggio fondamentale perché dimezza subito l’interesse lordo rispetto a quanto molti immaginano leggendo “3%”.
In più entrano in gioco:
- la tassazione del 26% sugli interessi
- l’imposta di bollo (0,20% annuo sul capitale, quindi 0,10% su 6 mesi)
Risultato: a causa della tassazione del 26% sugli interessi e dell’imposta di bollo il rendimento effettivo del Conto Deposito Mediolanum 3% è sensibilmente più basso del numero messo in evidenza nella comunicazione commerciale.
Conto Deposito Mediolanum 3%: quanto rende davvero?
Facciamo un esempio concreto, utile per capire che il conto deposito Mediolanum al 3% una volta applicate durata, imposte e tasse rende poco più dell’1%.
Esempio pratico: 100.000 euro vincolati per 6 mesi
1) Interessi lordi Conto Deposito Mediolanum 3%
3% annuo lordo su 6 mesi = 1,5% sul capitale.
Su 100.000 euro: 1.500 euro lordi.
2) Tassazione del 26%
26% di 1.500 = 390 euro.
Interessi netti dopo tasse: 1.110 euro.
3) Imposta di bollo
0,20% annuo sul capitale → 0,10% per 6 mesi.
0,10% di 100.000 = 100 euro.
Guadagno netto finale
1.110 – 100 = 1.010 euro netti in 6 mesi.
In termini percentuali: circa 1,01% netto sul capitale in 6 mesi.
Numeri alla mano, è evidente la differenza tra un “3% da vetrina” e il rendimento che il risparmiatore incassa davvero.
Il vincolo nascosto dietro la parola “svincolabile”
Nella comunicazione commerciale il deposito viene spesso percepito come “svincolabile”, lasciando intendere una disponibilità piena della liquidità. In pratica, la tenuta del tasso promozionale del è legata al rispetto delle condizioni: il vincolo temporale resta centrale e un’uscita anticipata dal Conto Deposito Mediolanum 3% può cambiare in modo sostanziale la remunerazione.
Per questo è importante leggere bene i requisiti: la liquidità non è così “libera” come potrebbe sembrare, soprattutto se l’obiettivo è ottenere davvero il tasso pubblicizzato.
Le condizioni da rispettare per ottenere il tasso promesso
Il rendimento del 3% non è automatico: è subordinato a requisiti specifici, tra cui apertura del conto, tempistiche e accredito dello stipendio. Il mancato rispetto di anche una sola condizione può far decadere la promozione, con una remunerazione che può scendere a livelli molto bassi.
In pratica, il tasso promozionale agisce come leva commerciale per favorire l’apertura del conto e l’accredito, più che come strumento “neutro” di remunerazione della liquidità.
Surf tra le offerte bancarie: vantaggi a breve e rischi a lungo
Fare “zapping” tra le promozioni sui conti deposito può sembrare una strategia furba nel breve periodo, ma nel lungo periodo raramente è efficiente. Tra burocrazia, cambi di banca, vincoli e condizioni variabili, si rischia di trasformare la gestione della liquidità in un’attività continua, senza costruire vero valore.
Il punto è che un conto deposito è un parcheggio: se va bene, può aiutare a limitare l’erosione dell’inflazione. Ma non è uno strumento pensato per creare crescita reale del capitale nel tempo.
Che rischi si corrono con un conto deposito? (FITD e solidità dell’istituto)
Come molte banche italiane, Banca Mediolanum aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che tutela fino a 100.000 euro per depositante per banca. È un elemento importante, ma non significa che “il rischio sia zero” in ogni scenario.
Parcheggiare la liquidità resta una scelta che implica rischio di controparte (pur mitigato dalla tutela fino a 100.000 euro) e richiede sempre attenzione alla solidità della banca, soprattutto quando si inseguono tassi promozionali.
Conviene il conto deposito Mediolanum 3%?
Dipende dall’obiettivo. Se serve un parcheggio di breve periodo e si accettano vincoli e condizioni (conto nuovo, stipendio, scadenze), l’offerta può essere valutata come operazione tattica. Ma se l’obiettivo è ottenere un rendimento reale positivo nel medio-lungo periodo, un conto deposito non è la soluzione.
Il fattore decisivo è l’orizzonte temporale: oltre i pochi mesi, diventa sensato ragionare su strumenti più efficienti e coerenti con un piano di investimento.
Considerazioni finali
Il Conto Deposito Mediolanum 3% è un esempio classico di promo bancaria: il numero in evidenza cattura l’attenzione, ma la realtà del rendimento dipende da durata, fiscalità, bollo e condizioni. Tradotto in euro, su 100.000 euro vincolati 6 mesi, parliamo di circa 1.010 euro netti.
In finanza non esistono pasti gratis: spesso, quello che sembra un “3%” è soprattutto un incentivo a costruire una relazione con la banca.
Ok ai conti deposito se usati come investimento tattico: no se in senso strategico. In questo senso meglio optare sull’obbligazionario su un portafoglio ben diversificato: le obbligazioni possono offrire rendimenti sulla base dei tassi attuali potenzialmente più elevati.
Tra l’altro si può usare il conto che si ha già senza aprire un nuovo conto. Perché se va bene parcheggiando i soldi su un conto deposito si sarà portata a casa una rivalutazione pari all’inflazione e in termini di potere d’acquisto reali non si avrà più capitale di prima (e nella maggior parte dei casi un capitale inferiore) mentre in questi 12 anni se si fosse investito sull’azionario o sull’obbligazionario i ritorni reali sarebbero stati nettamente positivi (e ben superiori all’inflazione).
Salvo certo non investire in prodotti e strumenti che costano facilmente il 2-3-4% annuo e che vanno a remunerare proprio le filiere di distribuzione dei prodotti finanziari. Oggi esistono strumenti come gli ETF (i preferiti dai consulenti finanziari indipendenti), che costano pochissimo al risparmiatore. Richiedi qui un eventuale consulenza o informazioni.