BAIL IN: COME SCOPRIRE SE LA TUA BANCA E’ SICURA

Dal 1° gennaio 2016 con la normativa del “bail in” (è possibile qui ascoltare l’audio dell’intervista a Roberta Rossi su RadioInBlu sul tema)  che entrerà in vigore se la banca presso cui si sono depositati i propri risparmi o di cui si è creditori (per esempio possedendo delle obbligazioni) ha dei problemi finanziari seri, il problema potrebbe diventare anche vostro ed essere chiamati a partecipare con i vostri risparmi al “salvataggio”.

Meglio cercare quindi di evitare di trovarsi in questa antipatica situazione. Come? Cercando di non detenere i vostri risparmi presso banche in cattive acque naturalmente, per non rischiare di restare incastrati in situazioni antipatiche.

Ma come può un risparmiatore capire se il banco sta saltando? In teoria ci sono le autorità di vigilanza che dovrebbero evitare che si arrivi a questa situazione e se detenete risparmi sul conto corrente o depositi sotto i 100.000 euro c’è poi il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che garantisce che nessun cent è a rischio e questa garanzia varrà anche nei prossimi anni.

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Nella pratica però quello che sta succedendo da alcuni mesi intorno ad alcune banche dissestate (Banca Marche, Carichieti, Carife ed Etruria e che sono presenti fra la banche commissariate, vedi qui l’elenco ) sta dimostrando che le risorse a disposizione del Fidt per come è costruito possono essere anche insufficienti o considerate dall’Unione Europea non utilizzabili per salvare banche decotte e c’è ancora una certa confusione sotto il cielo che si spera si diradi entro il 2024 quando a livello europeo dovrà entrare in funzione un meccanismo di salvataggi (Single Resolution Mechanism) su base europea.

Vale quindi dedicare un po’ di tempo all’anno a informarsi sullo stato di solidità della vostra banca e a prendere un po’ di confidenza con alcuni indicatori di solidità che ciascuna banca è obbligata a fornire nel proprio bilancio (sulla Rete sono disponibili quasi tutti) se il vostro impiegato allo sportello di fiducia si mostrasse troppo reticente al riguardo.

Come evitare quindi di scoprire troppo tardi che la propria banca ha dei grossi guai? Può un risparmiatore capire se ci sono le avvisaglie di una forte crisi per evitarne di restare incastrato?

Non tutti i risparmiatori magari avranno il tempo e le competenze di leggere il bilancio della propria banca ma qualche precauzione possono prenderla per monitorare periodicamente lo stato del proprio istituto. Un indicatore che è diventato molto importante per misurare la solidità degli istituti bancari è il Common equity tier 1 in sigla Cet1.

Qui potete vedere nella tabella quelli che abbiamo rilevato dalle…

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