Eredità: trasferiremo 800 miliardi di euro ai nostri figli. Meglio non tutti in un colpo

Nei prossimi vent’anni in Italia oltre 800 miliardi di euro di patrimonio (mobiliare, immobiliare, aziendale) passeranno da una generazione all’altra. Come pensarci per tempo ad affrontare la staffetta generazionale e passare il testimone al meglio

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Nei prossimi vent’anni in Italia oltre 800 miliardi di euro di patrimonio (mobiliare, immobiliare, aziendale) passeranno da una generazione all’altra. Negli Stati Uniti 1 cittadino su 2 ha già risolto la questione: ovvero l’ha pianificata per tempo. In Italia meno di un quinto delle persone ha voglia di affrontare l’argomento dell’eredità.

Un po’ li capisco. Bisogna pensare a qualcosa di doppiamente spiacevole come la nostra dipartita e dall’altra trasferire denaro anzitempo a una prole che, pur adulta, potrebbe essere totalmente disinteressata all’argomento. Probabilmente molti di questi discendenti riluttanti a occuparsi di denaro sarebbero pronti a sottoscrivere la massima attribuita a David Rockefeller, il primo miliardario della storia.

Il brutto dei soldi è che poi devi occupartene

David Rockefeller

 

E allora se prima o poi come genitore ma anche come erede dovrai affrontare la questione dell’eredità, perché non iniziare ad affrontare la questione?

 

 

SUCCESSIONE: EREDITA’ SENZA FIGLI

 

Tra i miei clienti ho molti casi interessanti di persone che hanno ragionato in modo un po’ non convenzionale sul loro patrimonio. Per lasciarne di più e meglio.

Che ne è stato dell’enorme patrimonio lasciato da Rockfeller ai suoi eredi? E’ stato in gran parte trasferito: Rockefeller ha disposto donazioni a vari enti, mentre i suoi eredi hanno donato circa metà della sua eredità in beneficenza.

Avrebbero potuto farlo dopo: ovvero tenere i soldi, investirli e trasferirne alla propria dipartita una quota maggiore in beneficenza. E’ quello che ha pensato una mia cliente quando si è trovata a gestire un patrimonio di considerevole entità: anziché destinarlo subito in beneficenza si è assunta il compito di gestirlo e investirlo, per poterne trasferire una quota maggiore. Sono sicura che ce la farà.

 

 

SUCCESSIONE LEGITTIMA: LA STAFFETTA GENERAZIONALE

 

Nella successione legittima i beni pervengono in primo luogo al coniuge superstite e ai figli, cui spetta il patrimonio in parti uguali. Nel caso di un figlio solo che concorre con il coniuge alla successione, spettano ad entrambi (coniuge e unico figlio) parti uguali, ciascuna delle quali è chiaramente pari alla metà del patrimonio (mobiliare, immobiliare, aziendale).

Se i figli sono due le quote della successione legittima prevedono di suddividere il patrimonio in tre parti: 1/3 dell’eredità va al coniuge e i restanti 2/3 sono da dividersi equamente tra tutti i figli (art. 581 c.c.).

In mancanza del coniuge si attribuisce l’intera eredità nel caso di figlio unico, mentre il patrimonio viene ripartito in parti uguali nel caso di due o più figli.

 

 

EREDITA’ OGGI: ASPETTARE FINO ALL’ULTIMO CONVIENE?

 

Anticipare mentalmente certi eventi, prefigurarseli e agire anzitempo, permette di pianificare al meglio passaggi che richiedono una certa preparazione e lucidità mentale da ambo le parti: sia da parte di chi deve passare il testimone sia da chi deve riceverlo. Occorre un tempo lungo per panificare l’eredità e il passaggio di consegne. Nella maggior parte dei casi questo tempo lo abbiamo, a meno di non iniziare a pensare al passaggio generazionale in zona Cesarini.

Ci sono genitori che a un certo punto della loro vita si rendono conto che i capitali che hanno accumulato passeranno sicuramente alla loro discendenza. Non hanno abbastanza anni per spenderli e comunque non vogliono farlo: la generazione dei nonni è cresciuta in modo parco, spendaccioni non se ne vedono molti in giro. Il capitale non speso passerà di mano. Ad una coppia di miei clienti a un certo punto si è accesa la lampadina: insieme abbiamo deciso una road map per trasferire il patrimonio a tranche ai figli. Con due benefici: non sommergere gli eredi di un peso troppo grande e assisterli nella fase di investimento. Una staffetta generazionale in cui si passa il testimone in modo non traumatico ma morbido, progressivo e pianificato.

L’abitudine a investire e gestire denaro viene semplicemente facendolo. Recentemente la moglie di un mio cliente sta valutando, dopo aver ricevuto un’eredità (anche lei in anticipo, i genitori stanno benissimo), di diventare protagonista delle sue finanze. Un passo lodevole e soprattutto razionale. Perché se ti fai gestire i soldi da qualcun altro, fosse anche tuo marito, lo farà sempre considerando la sua propensione al rischio (nel caso del marito molto alta e la cosa ha pagato bene, ma non è questo il punto). Il marito si baserà sulle sue conoscenze ed esperienze, il suo orizzonte temporale. Non c’è niente di più personale che investire il proprio patrimonio: deve essere fatto proprio considerando le nostre caratteristiche, non quelle di qualcun altro.

Personalmente come consulente finanziario quando mi vengono presentati moglie o figli dai miei clienti perché inizino a investire, la prima cosa che faccio è sottoporre loro il questionario Mifid, perché il portafoglio di investimenti va tarato su di loro, sulla loro capacità per esempio di tollerare l’inevitabile volatilità dei mercati.

E ho scoperto che anche chi fa lavori pericolosissimi perché per esempio lavora nell’esercito anche in missioni in zone calde nel mondo, di fronte agli investimenti non vuole talvolta prendersi molti rischi. Il testimone va passato dal genitore al figlio, ma ognuno poi deve andare al suo passo. Per poter a sua volta passare il testimone a chi dovrà correre il prossimo giro.

 

 

SUCCESSIONE EREDITARIA: MEGLIO PENSARCI PER TEMPO

 

Personalmente come consulente finanziario quando mi vengono presentati moglie o figli dai miei clienti perché inizino a investire, la prima cosa che faccio è sottoporre loro il questionario Mifid, perché il portafoglio di investimenti va tarato su di loro, sulla loro capacità per esempio di tollerare l’inevitabile volatilità dei mercati.

Nei servizi di consulenza una tantum offerti da SoldiExpert SCF vi è anche quello della pianificazione successoria. Per pensare per tempo e guidare chi verrà dopo di noi verso il miglior impiego del patrimonio familiare.

Degli eredi di Rockfeller nessuno è diventato un capitano d’industria. E’ forse questo il patrimonio più difficile da trasferire ai figli: la passione per il lavoro, l’abnegazione, il capitale intellettuale che fa di un imprenditore un uomo che costruisce buoni affari e crea ricchezza.

Se ci pensate il capitale finanziario rispetto a questo, è la “parte facile”, in fondo, da trasferire.

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