Conviene sottoscrivere un PAC (Piani Accumulo Capitale)? Pro e contro di investire a rate

Strategia di investimento: il PAC. Ecco tutto quello che devi sapere su questo strumento prima di iniziare a investire

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Prima di scegliere la propria strategia d’investimento è bene rivolgersi probabilmente a un vero consulente finanziario indipendente che ti possa aiutare a porti le domande fondamentali. Soprattutto quando hai a disposizione piccole somme da investire e devi stare attento che i tuoi profitti non vengano rosicchiati dalla tua banca, a suon di commissioni, perchè magari è troppo cara per questo tipo di operazioni o ti consiglia un prodotto che non è il migliore.

In questo articolo ecco alcuni segreti e trucchi importanti che devi sapere se hai piccole o grandi somme da investire in modo frazionato: in questo caso (ma anche se hai paura di investire in un momento “no”) ti verrà proposto un PAC (ovvero un Piano di Accumulo del Capitale).

In questo articolo analizziamo la soluzione di investimento PAC (o Piano di Accumulo del Capitale), quali sono i presupposti per scegliere questo tipo di strategia, come può essere influenzata dai costi e quali sono i limiti in termini di perdita di capitale in caso di drawdown (indicatore di rischio che misura l’andamento del patrimonio come escursione negativa nel momento peggiore dell’investimento).

Ma facciamo un passo alla volta.

 

PAC: che cos’è e perché si sceglie

 

Con Piano di Accumulo di Capitale (noto con l’acronimo di PAC) si intende la sottoscrizione “rateale” di alcuni strumenti finanziari, come i fondi di investimento e gli ETF (gli Exchange Traded Fund) o, più in generale, gli organismi di investimento collettivo del risparmio.

L’investimento avviene generalmente con cadenza periodica (mensile, trimestrale, semestrale, annuale…), indipendentemente da ciò che sta accadendo sul mercato con l’obiettivo di mediare le varie fasi di ascesa e discesa dei mercati e costituirsi un capitale di riserva senza doversi preoccupare eccessivamente delle oscillazioni borsistiche.

Dalla definizione si può dedurre che il PAC è un tipo di investimento a cui ha accesso anche l’investitore che non dispone di un capitale iniziale elevato, ma al contrario, è sufficiente una piccola somma da investire periodicamente. In questo senso è un valido strumento per accantonare piccole somme nel tempo, magari per creare un capitale per i propri figli.

 

PAC: con ETF o fondi?

 

Quando si parla di PAC ci si chiede se è meglio scegliere un ETF (uno strumento passivo di investimento che ha l’obiettivo di replicare un indice) o investire a rate tramite un fondo. La tabella seguente mostra la simulazione che noi consulenti finanziari indipendenti di SoldiExpert SCF abbiamo fatto confrontando diversi fondi con un ETF: il nostro scopo è rispondere alle domande di ottimizzazione per raggiungere un determinato obiettivo di investimento del risparmiatore.

La tabella mostra l’andamento da maggio 2011 a maggio 2021 di una serie di fondi e un ETF accomunati dal fatto di investire tutti sui mercati azionari mondiali (composizione azionaria superiore al 95%). La cosa interessante è che tra lo strumento migliore e quello peggiore, nel periodo di osservazione, in termini di montante finale “ballano” quasi 14.000€!

 

Se non sai cosa sono gli ETF scarica la guida

 

In particolare, lo strumento peggiore è il fondo Mediolanum Challenge International Equity e ottiene un montante finale di 44.628€, mentre quello migliore è l’ETF Lyxor MSCI World e ottiene un montante finale di 58.510€ (è una differenza del 25%!).

 

 

Da questo confronto è inevitabile una riflessione: il bello di rivolgersi a un consulente finanziario indipendente è che non essendo legato a una mandante può suggerirvi un fondo (attivo o passivo) ritenuto da lui migliore in modo imparziale e nell’interesse del cliente non avendo budget di vendita di prodotti o strumenti da collocare… Chi invece non è autonomo tenderà a proporvi prima di tutto i “prodotti della casa” e quelli con il marchio della banca mandante sono quelli sui quali il consulente finanziario e la banca per cui opera guadagnano di più perché come ha dichiarato recentemente Saverio Scelzo, fondatore di Copernico Sim, decano della consulenza in Italia “il multibrand non paga abbastanza e per questo non lo fa nessuno (o quasi)”. 

Da qui la domanda successiva di Scelzo sempre valida: “il consulente finanziario non indipendente mi sta davvero consigliando il prodotto più conveniente per me o quello che lo fa guadagnare di più?“.

Pochissimi i promotori finanziari ora consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (questa sarebbe la definizione esatta ) o che si fanno chiamare private banker, family banker, wealth manager o Re Mida che consigliano infatti ETF nonostante è assodato che nell’85% dei casi battono i fondi consigliati in banca o dalle Reti.

 

Consulenza Una-tantum Consulenza Una-tantum

 

E’ bene, quindi, anche in questo caso riguardo al PAC con queste doverose precisazioni per chi non avesse ancora chiaro il giro del fumo e perché SoldiExpert SCF da oltre 20 anni ha invece sposato solo la consulenza a parcella fra le prime in Italia (ed è fra le prime iscritte all’Albo nell’apposita sezione) guardare la colonna dei costi in tabella.

Si nota che in termini di costi, l’ETF risulta il meno caro: quello 0,30% di costi non sarà spartito da nessuno se non dalla casa emittente dell’ETF.

Al contrario i costi sostenuti per il fondo (che superano anche il 2% saranno spartiti tra emittente e collocatore del prodotto normalmente nella proporzione del 20 % e 80% dove l’ultimo anello della catena ovvero il promotore finanziario della banca o della Rete è quello in verità a cui sono riservate le briciole e per questo è spesso costretto a collocare e vendere a manetta anche se è un fior di professionista.

 

PAC CON ETF, cara banca quanto mi costi?

 

Prima di parlare e vedere alcune simulazioni sull’evoluzione di un PAC con ETF è bene soffermarsi sui costi: questi infatti possono incidere in modo significativo ed erodere non di poco il vostro capitale risparmiato con sudore! Il fatto che i costi erodono il capitale è un fatto ormai noto, quello che invece bisogna valutare è quanto questi incidono rispetto al vostro investimento.

Ogni volta che farete un versamento sull’ETF dovrete pagare alla banca una commissione di transazione.

Se la banca vi chiede un costo fisso minimo elevato per operazione eseguita, poniamo 10 euro, infatti, è facile capire che, a parità di numero di operazioni, se investite piccole somme i costi incideranno parecchio.

Il compito del consulente finanziario è anche questo: ottimizzare la soluzione anche in termini di costi, consigliando eventualmente, di aprire un conto apposito per questa soluzione di investimento. Con quale banca? Il consulente finanziario indipendente come quello di SoldiExpert SCF, non essendo legato a nessun intermediario, potrà sicuramente indicare la banca più adatta al cliente.

Di seguito, riportiamo una tabella in cui sono mostrati i costi richiesti per eseguito su ETF e per la tenuta del conto di tre banche scelte a caso per spiegare quanto su un PAC possono incidere i costi:

  1. Intesa Sanpaolo, che ha recentemente lanciato una nuova piattaforma
  2. Fineco che ha un profilo commissionale ad hoc per i PAC
  3. Banca Sella

La scelta ricaduta sui tre intermediari è casuale, essendo una società di consulenza finanziaria indipendente, SoldiExpert SCF opera in assenza di conflitto di interesse e per questo non ha interesse a spingere un intermediario piuttosto che un altro, ma ha lo scopo di ottimizzare la scelta di investimento del cliente in funzione del capitale che può investire.

 

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La scelta delle tre banche è dovuta all’elevata differenziazione dei prezzi proposti e serve unicamente per capire quando in un PAC su ETF i costi di transazione (ovvero di acquisto in questo caso a rate) sono importanti. Rivolgersi a un consulente finanziario indipendente è importante in questi casi: l’esperto farà attenzione alle commissioni e valuterà quali sono i costi che il tuo capitale può sopportare.

Esaminiamo i costi applicati da Intesa Sanpaolo, che ha lanciato la piattaforma di trading InvestoPro, quelli di Fineco, che propone il servizio Replay come strumento di investimento a rate con ETF e Sella, che non ha uno strumento specifico per il PAC con ETF ma è molto conveniente in termini di pricing. In questa tabella ecco i costi per operazione di acquisto di un PAC su ETF a rate e di tenuta conto delle tre banche:

 

commissioni sui PAC

 

Di seguito illustriamo i casi in cui si voglia investire in un PAC 250€ al mese. Vediamo insieme quanto incidono i costi in base a quanti ETF decidiamo di acquistare con queste cifre tenendo conto che la maggior parte degli intermediari ha un costo minimo per operazione che fa schizzare l’incidenza delle commissioni sul risultato finale.

 

PAC con ETF 250 euro 1 o 2 ETF

 

Quello che emerge dal confronto di queste tabelle è che se si decide di investire in un PAC 250€ al mese i costi applicati da banca Sella come si vede nella tabella sono più convenienti, soprattutto se confrontati con quelli di Intesa Sanpaolo che tra tenuta del conto e costo delle operazioni arrivano a mangiarsi tra il 14% e il 17% del capitale investito sul PAC. I costi sostenuti scegliendo di operare con banca Sella hanno un peso minore, sia nel caso in cui si compri un solo ETF sia nel caso se ne acquistino due, ma incidono comunque sul rendimento portandosi via nel caso di due ETF più di un punto e mezzo percentuale di rendimento (1,60%) per ogni versamento sul PAC. E’ bene dire che questo costo di acquisto si paga una volta sola, ma è comunque troppo elevato.

 

Se la scelta è di acquistare 2 ETF, anche se dei tre operatori (Intesa Sanpaolo, Fineco e Sella), la più conveniente è Banca Sella, balza subito all’occhio che se si hanno da investire 250€ al mese, 2 ETF sono troppi. Si può decidere in questo caso di “compattare” i versamenti che per esempio da mensili potrebbero diventare trimestrali o annuali in modo da avere un costo spalmato su un capitale maggiore.

Fineco diventa conveniente nel caso si riesca ad accedere alle tariffe silver (5,90 euro al mese per l’acquisto di 4 ETF) o gold (13,95 euro al mese per l’acquisto di 10 ETF) ma il capitale che si deve investire per “rimanere” nel costo di transazione obiettivo del 2 per mille riuscendo ad avere una buona (4 ETF) o ottima diversificazione del capitale (10 ETF) richiede investimenti mensili superiori ai 7000 euro nel caso di 10 ETF mentre diventa di circa 3500 euro nel caso di acquisto di 4 ETF. Se si hanno cifre inferiori meglio ridurre il numero di ETF.

Non esiste quindi una banca migliore in senso assoluto ma solo relativamente al capitale che si può investire e alle somme che ci si può impegnare a investire. Inoltre come abbiamo visto compattare i versamenti e il numero di acquisti può dare grossi benefici in termini di rendimento.

La figura del consulente indipendente è importante anche per questo, per trovare un abito su misura considerando la banca più conveniente e soprattutto ottimizzando il numero di ETF da comprare e il numero di versamenti da fare in funzione del capitale che ogni anno si decide di risparmiare.

 

 PAC CON ETF O FONDI, mentalmente una passeggiata

 

Qual è la cosa peggiore che può capitare davanti a un piano di investimento a lungo termine? Interromperlo.

L’interruzione può dipendere da due motivi: o l’investitore non ha più i soldi per investire oppure non lo regge psicologicamente: tutti sono leoni quando il mercato sale, e diventano agnelli quando il mercato scende!

Di seguito una simulazione su un periodo di 14 anni, dal 2008 al 2021, di un PAC che investe 1000€ all’anno. La tabella mostra la performance ottenuta da un paniere di ETF azionari.

 

PAC investire a rate bassi rischi

 

In questo caso il primo anno la performance è di -28,05% subendo una perdita in valore assoluto di 281€.

Il secondo anno il mercato si è ripreso registrando un +34,96% e in valore assoluto si è recuperato il valore perso l’anno precedente, e così via fino ad arrivare alla fine dei 14 anni.

Investendo un capitale piccolo, per esempio sottoscrivendo un PAC, anche se si prende il drawdown il primo anno, la perdita non fa così paura perché non è così elevata, così come le oscillazioni. Investire a rate significa non avere grosse somme esposte al mercato e questo può aiutare l’investitore dal lato psicologico.

In questo specifico caso il rendimento medio annuo è del 6,45%: le performance anno per anno, essendo un investimento totalmente azionario, sono molto lontane dal livello medio e quindi si dice che è un investimento molto volatile.

Per quanto riguarda la performance finale è del +90,28% rispetto al conferito di 14.000€, ottenendo un montante finale di circa 26.000€.

E se avessi investito in un’unica soluzione quanto avresti guadagnato? Scoprilo qui

 

Drawdown, nel PAC meglio prenderlo subito

 

Nel PAC prendere il drawdown a inizio investimento piuttosto che alla fine fa un’enorme differenza. Lo si può vedere nelle tabelle. In questo tipo di investimento la “mazzata” è meglio prenderla subito. Perché?

Dall’esempio si vede come evolve il PAC con versamenti di 1.000€ all’anno, nei casi di drawdown del 50% a inizio e a fine periodo, supponendo che durante gli altri anni si ottenga un rendimento del 6%.

E’ logico, nel PAC si investono piccole somme periodicamente, in questo caso 1000€, e per questo se il drawdown capita il primo anno, colpirà soltanto quella parte di capitale investito. Se i successivi anni l’investimento avrà un rendimento medio annuo positivo riuscirà a recuperare. Al contrario, se il drawdown capiterà a fine investimento diventerà una vera e propria “mazzata” perché l’intero capitale è esposto al mercato.

 

 

E’ evidente nelle tabelle, nel primo caso (tabella a sinistra) con drawdown all’inizio, il valore finale dell’investimento è di 3.175€ Nel secondo caso (tabella a destra) con drawdown alla fine, il valore finale dell’investimento è di 2.117€.

 

Quanto azionario/obbligazionario?

 

La risposta a questa domanda è: dipende dal tuo profilo di rischio.

La composizione dell’investimento quando si parla di consigli personalizzati viene valutata dai consulenti finanziari indipendenti di SoldiExpert SCF (come impone peraltro la normativa a ogni consulente iscritto all’Albo OCF (l’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari) salvo che non sia un abusivo se non trovate il suo nome in questo elenco) in base al vostro profilo di rischio. L’obiettivo dell’esperto è che voi possiate mantenere l’investimento nel tempo e che l’investimento sia adatto a voi.

Qual è la cosa peggiore che può capitare davanti a un piano di investimento a lungo termine? Interromperlo prima della scadenza.

L’interruzione può dipendere da due motivi: o l’investitore non ha più i soldi per investire oppure non lo regge psicologicamente: tutti sono leoni quando il mercato sale ma alcuni diventano agnelli quando il mercato scende!

Quando si deve definire un piano di investimento chi fa consulenza deve sottoporre al cliente il questionario MiFID, capire qual è il profilo di rischio adeguato alla sua situazione finanziaria, al suo orizzonte temporale, al suo obiettivo di investimento e alla sua conoscenza ed esperienza in materia di investimenti.

In questo senso non si devono mai perdere questi quattro aspetti tenendo bene a mente che l’obiettivo deve essere consigliarti un investimento in linea con il tuo profilo di rischio in modo da non inceppare nell’unico errore che si possa fare quando si investe con un orizzonte temporale a lungo termine: interromperlo.

In questo senso è meglio avere un profilo di rischio più basso in modo da avere un drawdown (ossia una perdita massima) più contenuto. Il rischio, infatti, aumenta all’aumentare dell’esposizione azionaria.

Se si investe per il lungo periodo o per lasciare il capitale ai propri eredi una quota azionaria anche elevata può avere il suo perché ma dipende da caso a caso e per questo è bene soppesare pro e contro, rischi e rendimenti con un professionista che parla prima di tutto di scenari negativi e poi di rendimenti passati o ipotetici che nei mercati finanziari non sono mai garanzia di risultati futuri.

Di seguito una tabella esplicativa i diversi profili di rischio e i relativi drawdown abbastanza realistici perché calcolati su 20 anni di andamento “live” dei mercati:

 

I profili di rischio con i relativi drawdown

 

Capitale o tempo: cosa hai in abbondanza?

 

Quanti soldi si hanno da investire? E’ bene sottolineare che chi dispone di meno capitale può usare il tempo a suo favore mentre chi ha già un capitale più grosso può avere a disposizione meno anni per investire.

Ecco un esempio di costituzione di capitale per esempio per i propri figli:

Federconsumatori ha evidenziato in un report del 2017 che per mantenere gli studi quinquennali di un figlio in un’università fuori sede, è necessario mediamente un capitale di 45.000 euro (tenendo conto di abitazione, trasporti, tasse universitarie, costo del materiale didattico).
Come viene evidenziato nel seguente esempio, si può cercare di ottenere un capitale di questo tipo mettendo a frutto i propri risparmi in due modi distinti. Investendo minor capitale iniziale ma per un tempo elevato oppure maggiore capitale iniziale ma per un arco temporale minore.
Capitale o tempo? Un esempio concreto

 

Da questo esempio emerge che chi ha un minor capitale deve essere più previdente e pianificare prima un obiettivo di investimento perché avrà bisogno di più tempo per raggiungerlo, mentre chi ha più capitale è favorito dal fatto che, essendo maggiore, il capitale “lavora” con più velocità (anche se il rischio di investire con un orizzonte temporale breve è più alto).

Si deve tenere conto che esiste “giustizia” per chi ha meno capitale visto che il tempo è amico dell’investitore: chi ha meno capitale investirà per un periodo più lungo di tempo e molto probabilmente avrà un mercato che avrà un rendimento medio annuo superiore. Questo perché più è lungo l’orizzonte temporale di investimento più le oscillazioni del mercato (sia positive che negative) tendono ad attenuare quelle negative.

Se vuoi approfondire questo argomento e confrontarti con un esperto indipendente di SoldiExpert SCF per valutare la tua situazione patrimoniale e richiedere un check up gratuito puoi fissare qui un appuntamento 

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