Gli ETF Banca Generali fanno il loro ingresso nel panorama dei fondi passivi in Italia, ma questa volta in una maniera quantomeno singolare. Ebbene sì, la storia del risparmio gestito in Italia si arricchisce infatti di un nuovo, significativo capitolo.
Anche Banca Generali infatti ha deciso di rompere gli indugi ed entrare ufficialmente nel mercato degli ETF. Tuttavia, rispetto a quanto fatto da concorrenti come Intesa Sanpaolo (con Eurizon), Unicredit, Fideuram o Fineco, la mossa della banca del Leone si distingue per una strategia differente, con l’acquisizione diretta di Investlinx, un piccolo emittente di ETF attivi sul mercato da pochi anni.
Banca Generali compra Investlink e scopre gli ETF dopo 24 anni
Nel video la verità dietro gli ETF di Banca Generali Marco Cini, Consulente Finanziario Indipendente di SoldiExpert SCF spiega come mai la mossa di Banca Generali si differenzia nel concreto rispetto ai competitor. Vengono inoltre studiati i vari motivi per i quali c’è stata questa accelerata nel mercato degli strumenti passivi: si tratta di vera innovazione o di un modo differente per difendere margini, quote di mercato e generare commissioni?
La notizia, pur essendo passata abbastanza in secondo piano sui media generalisti, rappresenta invece un indicatore fondamentale per comprendere le manovre sotterranee dell’industria del risparmio gestito domestico.
Per i risparmiatori non è semplice curiosità: osservare dove i grandi intermediari indirizzano le proprie scelte strategiche permette di capire in anticipo le modalità con cui verranno gestiti i patrimoni dei clienti nei prossimi anni. E eventualmente decidere a chi affidarsi.
I due ETF attivi che Banca Generali eredita: costi elevati e volumi ancora limitati
Attualmente a catalogo Investlinx ha due ETF a gestione attiva (che d’ora in poi verranno dunque aggiunti alla gamma dei prodotti dalla rete distributiva di Banca Generali Private)
Il primo, Investlinx Capital Appreciation UCITS ETF, è focalizzato sulla componente azionaria e mira a identificare società di qualità che abbiano un vantaggio competitivo sostenibile e siano valutate a sconto rispetto al loro valore intrinseco. La dimensione dell’ETF è contenuta (appena 171 milioni di euro). Vi è una replica fisica dell’indice, ma con un TER piuttosto elevato: infatti le spese correnti di Investlinx Capital Appreciation UCITS ETF ammontano allo 0,85% annuo. Il TER indica il costo annuo di gestione dell’ETF, è già incluso nel prezzo del fondo e riduce il rendimento nel tempo. Un TER dello 0,85% è particolarmente elevato per un ETF, soprattutto se confrontato con molti strumenti analoghi che applicano commissioni ben inferiori.
Il secondo, Investlinx Balanced Income UCITS ETF, presenta invece una struttura bilanciata tra azioni e obbligazioni, senza un parametro specifico di riferimento. Il costo dello strumento è sempre dello 0,85%

I rischi legati a volumi di questi ETF e la scarsa liquidità
Entrambi gli strumenti, tuttavia, mostrano alcune criticità in termini di volumi e scambi. Come si può osservare dai dati di Borsa Italiana, i contratti scambiati e i volumi giornalieri risultano decisamente ridotti. Questo elemento rappresenta un fattore di rischio da non sottovalutare, poiché la scarsa liquidità sul mercato secondario rischia di penalizzare l’investitore in fase di acquisto o di vendita.

(dati Investlinx Capital Appreciation, fonte: Borsa Italiana)

(dati Investlinx Balanced Income, fonte: Borsa Italiana)
Essendo inoltre strumenti di recente costituzione e privi di un benchmark ufficiale dichiarato, effettuare una comparazione rigorosa delle performance risulta complesso.
Resta poi il nodo dell’efficienza: a fronte di un costo di gestione dello 0,85% annuo (una commissione non trascurabile per il mondo degli ETF, anche tra quelli a gestione attiva) la sfida principale sarà dimostrare la capacità di generare un reale valore aggiunto (alfa) nel tempo, giustificando tale costo rispetto ai tradizionali strumenti passivi a basso costo. In finanza, l’alfa indica la capacità da parte di un gestore di investimenti di battere il mercato, dimostrando quanto il suo tocco sia stato effettivamente in grado di fare la differenza.
Ma questo alfa c’è stato? Nel video vengono analizzate nel dettaglio le questioni e problematiche relative a questa tipologia di prodotti.
La corsa agli ETF di Banca Generali, Intesa, Fineco, Fideuram, UniCredit
Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una vera e propria corsa tricolore verso questa tipologia di strumenti. Lo schema si è ripetuto con puntualità:
- Fineco ha aperto la strada con la gamma FAM ETF;
- Fideuram ha risposto con i D-X ETF;
- Intesa Sanpaolo (Eurizon) ha strutturato i prodotti YourIndex;
- UniCredit più recentemente si è mossa in partnership con BNP Paribas utilizzando la piattaforma OneMarkets
Ciò che accomuna tutte queste iniziative è l’adozione di brand commerciali criptici, non sempre facilmente associabili al concetto di ETF a basso costo.
Pur inserendosi in questa accelerazione competitiva, la strategia di Banca Generali di acquistare Investlinx serve per comprare tempo come spiega Marco Cini nel video Banca Generali compra Investlinx: la verità dietro gli ETF delle banche
Gli ETF nei portafogli di Banca Generali Private: valore reale o difesa dei margini?
Come anticipato nell’attuale scenario del wealth management, l’apertura verso gli strumenti passivi sta spingendo le reti a ridisegnare la propria offerta. Banca Generali Private muove sugli ETF per proteggere la redditività e non perdere appeal agli occhi dei clienti.
L’introduzione dei nuovi ETF attivi si inserisce esattamente in questa dinamica, dove la consulenza di Banca Generali si trova a dover bilanciare la richiesta di efficienza espressa dai risparmiatori con i costi industriali del servizio. I banker di Banca Generali Private inseriranno questi nuovi prodotti all’interno dei portafogli dei loro clienti?
La sfida commerciale dei prossimi mesi non sarà semplicemente proporli, ma dimostrare, report alla mano, se l’inserimento di tali strumenti all’interno di gestioni patrimoniali o polizze di gruppo porti un reale valore aggiunto al portafoglio.
Cosa cambia per l’investitore?
L’arrivo di un nuovo attore nel segmento degli ETF è un segnale di dinamismo positivo, poiché la concorrenza tende storicamente a ridurre i costi commerciali. Tuttavia, l’esperienza maturata da SoldiExpert SCF in 25 anni di attività analizzando i prodotti distribuiti da reti e banche tradizionali suggerisce prudenza.
Il rischio concreto è che questi nuovi strumenti “prodotti in casa” non nascano per essere venduti in modo diretto e trasparente sul mercato secondario, bensì per essere utilizzati come mattoni all’interno di involucri assicurativi, polizze unit-linked o gestioni patrimoniali.
La corsa delle banche agli ETF serve davvero al tuo portafoglio?
L’ingresso di un colosso come Banca Generali nel mercato degli ETF attivi conferma una tendenza ormai evidente: gli investitori sono sempre più attenti ai costi, alla trasparenza e all’efficienza degli strumenti utilizzati per investire.
Al di là delle strategie commerciali adottate dai diversi operatori, una domanda resta centrale: la tua pianificazione finanziaria è davvero costruita nel tuo esclusivo interesse? E i costi che sostieni sono coerenti con il valore che ricevi?
In molti casi, una maggiore attenzione ai costi, alla struttura degli strumenti utilizzati e all’asset allocation può contribuire a migliorare nel tempo i risultati degli investimenti. Non esistono soluzioni valide per tutti, ma vale sempre la pena verificare se il proprio portafoglio sia efficiente e adeguato agli obiettivi personali.
Per questo ti offriamo un check-up iniziale gratuito di 30 minuti. Insieme a un consulente finanziario indipendente di SoldiExpert SCF potrai analizzare i tuoi investimenti, ricevere una seconda opinione professionale e valutare eventuali aree di miglioramento, senza alcun obbligo successivo.
La nostra struttura opera senza conflitti di interesse: non distribuiamo prodotti finanziari e non riceviamo incentivi dagli intermediari. Il nostro unico obiettivo è aiutare i clienti a prendere decisioni più consapevoli.
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