E’ UNA BUONA IDEA INVESTIRE SUI MEGATREND E QUALI I PIU’ IMPORTANTI?

(da questo lavoro è stata tratta l’inchiesta pubblicata sul numero di dicembre di Patrimoni, il mensile di finanza personale allegato a Milano Finanza)
“Le predizioni sono molto difficili, specialmente per il futuro” sosteneva Niels Bohr, uno dei padri della fisica quantistica. Eppure il fascino di cercare di prevedere quali saranno le tendenze future resta uno dei mestieri più praticati, soprattutto nel campo degli investimenti. John Naisbitt ha inventato il concetto di “Megatrends” nel 1980 e fu fra i primi a scrivere di globalizzazione e di come il mondo nuovo sarebbe cambiato.
Per Gerda Pfeiffer, gestore responsabile del fondo Credit Suisse Solutions Megatrends. «Il fondamento dell’approccio megatrend risiede nel presupposto che l’esposizione a solidi elementi di sviluppo di lungo termine, come i cambiamenti demografici o il riequilibrio economico, si tradurrà in creazione di valore nel lungo periodo”

Capire e “salire” su un megatrend ovvero capire da che parte tira il vento (e non un semplice venticello passeggero) può significare quindi partecipare a movimenti rialzisti molto rilevanti, traendone un beneficio anche economico se si è investito al momento giusto, nel modo giusto e per il tempo giusto. E’ qualcosa di possibile?

I gestori dei fondi tematici e che puntano proprio sui megatrend pensano di sì ed è numerosa la gamma di fondi d’investimento che puntano a cercare di cogliere questi movimenti significativi di medio/lungo periodo. Qualcosa di ben diverso dall’inseguire i mercati finanziari nelle oscillazioni quotidiane, facendo proprio il celebre detto “quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. E’ una buona strategia puntare sulla luna? E può essere consigliata a chi vuole investire per i propri figli, con un orizzonte temporale quindi non ravvicinato, un patrimonio da trasmettere ai propri eredi?

Le opinioni da parte degli addetti ai lavori sul tema sono molto differenti e c’è anche naturalmente chi mostra scetticismo su questo tipo di impostazione. “Cercare di capire quali saranno i temi del futuro è certo affascinante – spiega Daniele Bevacqua, amministratore di Sofia Sgr – ma è un esercizio molto rischioso. Basti ricordare alle aziende del ‘futuro’ che oggi non sono nemmeno più quotate perche il settore dove operavano è totalmente cambiato o il management non ha saputo interpretare il cambiamento in atto o si semplicemente dimostrato fallimentare. Si pensi poi al tema della fine del petrolio di cui si parla da decenni come tendenza ineluttabile. Già nel 1972 il Club di Roma, un’associazione non governativa, no-profit, di scienziati e economisti prevedeva l’esaurimento delle risorse. Salvo poi scoprire che il pianeta può avere risorse nascoste notevoli o nuove tecniche estrattive possono cambiare tutte le carte in tavola. Come è accaduto con lo shale gas che ha fatto diventare gli Stati Uniti negli ultimi anni autosufficiente sul fronte petrolifero mentre il prezzo del gas naturale è crollato e anche le azioni delle società delle energie rinnovabili hanno visto in molti casi i prezzi precipitare. Per questo credo che sia meglio investire per un risparmiatore normale con una media propensione al rischio non sui megatrend ma sui trend. Sui ‘mega’ se si sbaglia si possono prendere anche mega perdite e si deve essere in grado di sopportare volatilità e perdite anche molto forti. E’ un tema interessante ma non per tutti e la scelta del gestore è ancora più strategica che negli altri fondi perché la delega è molto ampia e non esistono benchmark da seguire e se si sceglie di operare su questi temi è bene operare comunque con una logica di controllo del rischio”.

Sono numerose le società di gestione che offrono fondi collegati ai tematici. Da Pictet a Credit Suisse, da Alliance Bernstein a Zeta, da Nordea a Julius Baer, da Dws a Ubs, da Allianz a Symphonia.

Identificare le grandi tendenze è più agevole che prevedere l’evoluzione dei mercati finanziari – spiega Luca Patrizi, Group Managing Director & Country Head Italia di Pictet Asset Management –
L’investimento tematico è stato talvolta criticato come una strategia che segue le mode. Ma questo non fa onore alla verità. L’esperienza ci ha dimostrato che investire nei megatrend costituisce un modo semplice ma efficace per partecipare allo sviluppo dei settori con crescita secolare. La chiave del successo sta comunque in una gestione disciplinata e in una selezione rigorosa dei titoli nell’ambito di ciascuno dei temi che possono essere identificati come un megatrend”.
Nel caso di Pictet sono 9 i fondi tematici dedicati (Agriculture, Clean Energy, Timber, Water, Biotech, Generics, Security, Premium Brands e Digital Communication) e il fondo Pictet Global Megatrend Selection è il fondo che opera su tutti questi temi ma non come un fondo di fondi ma selezionando direttamente le azioni più interessanti di questi settori.

Ma quali sono le megatendenze che cercano di cavalcare le differenti società di gestione? Quali i settori e le aziende del futuro? Ci sono molti temi in comune nei diversi fondi specializzati ma ciascun gestore ha le sue preferenze e vision.

I megatrend su cui i gestori si concentrano appartengono a cinque grandi aree:

  1. urbanizzazione ed effetti demografici,
  2. cura della salute e invecchiamento della popolazione,
  3. globalizzazione e polarizzazione,
  4. sostenibilità del pianeta e cambiamenti climatici,
  5. tecnologia e sicurezza.

Tutte opportunità di investimento per i fondi ‘tematici’, prodotti che cercano di individuare le aziende che trarranno i maggiori benefici da particolari trend in atto o dai ‘megatrend’ che dispiegano i loro effetti su più settori industriali.

Urbanizzazione ed effetti demografici

urbanizzazione

 

Si calcola che nel 1950 solo 1/3 della popolazione mondiale viveva in città, mentre nel 2030 saranno i 2/3 degli abitanti a risiedere nei centri urbani; la migrazione sarà rappresentata per l’83% dal movimento delle popolazioni di Asia e Africa.
Secondo Pictet i megatrend collegati ai fenomeni demografici si perpetuano con un elevato grado di certezza e offrono agli investitori selettivi numerose opportunità nel corso del tempo. “Si pensi al fenomeno della crescita della popolazione mondiale.

Secondo le Nazioni unite, da oggi al 2050 la popolazione della Terra crescerà del 40%. Questa evoluzione determinerà inevitabilmente numerosi cambiamenti in diversi campi. Come l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico”. Produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale costituisce già oggi una sfida impegnativa. Quale sarà la situazione in futuro? E quasi tutti i fondi collegati ai megatrend puntano perciò ad alcuni fenomeni come l’urbanizzazione che è una tendenza già evidente nei Paesi Emergenti.

Ma l’irrompere sul pianeta di una nuova classe media e ricca come l’aumento del potere d’acquisto delle popolazioni dei paesi emergenti significa anche profondi cambiamenti a livello socio-economico, ad esempio per quanto riguarda l’evoluzione delle abitudini dei consumatori

“Le vendite in Cina del gruppo Moët Hennessy Louis Vuitton (LVMH) si sono moltiplicate di undici volte tra il 2005 e il 2012 e sono solo uno degli esempi più evidenti “ osserva Luca Di Patrizi di Pictet secondo cui nei prossimi decenni la crescita demografica e l’aumento dei redditi determineranno un robusto incremento della spesa per beni e servizi di consumo.
Anche il gruppo bancario Credit Suisse vanta da diversi anni un fondo che opera sui megatrend (Credit Suisse Solutions Megatrend) che investe prevalentemente in azioni globali (circa 60 titoli) e comprende inoltre veicoli di investimento collettivi a gestione attiva e passiva. Gli investimenti si focalizzano sui megatrend del “mondo multipolare”, demografia e sostenibilità. Multipolare perché avanza una nuova generazione di “ricchi” ma anche di nuovi poveri. Da una parte si sviluppano così i fondi legati al lusso e ai premium brands ma anche al tempo libero (come l’Invesco Global Leisure Fund) dall’altra il low cost potrebbe presto diventare un tema per fondi specializzati.

Quello demografico è il megatrend più importante è secondo Michael O’Sullivan, responsabile della strategia di portafoglio e di ricerca tematica del Credit Suisse ed è determinato principalmente da un mondo sviluppato che invecchia e da una forte crescita della popolazione nei mercati emergenti. “
“La dimensione della classe media globale dovrebbe crescere dagli attuali 2 miliardi a quasi 5 miliardi nel 2030, interamente guidato dai mercati emergenti”, scrive O’Sullivan. “Di conseguenza, la quota della spesa globale in Asia dovrebbe salire dal 25 per cento a quasi il 60 per cento nel 2030.” Il tema dell’urbanizzazione e delle infrastrutture è quindi seguito in questo fondo ma anche il settore idrico, dei trasporti e delle smart city sono alcuni dei temi che attualmente il fondo di Credit Suisse ha messo soprattutto nel mirino.
La migrazione dalle zone rurali verso le città nelle economie emergenti del mondo è un megatrend acclarato e nel caso della società Nordea nel fondo Emerging Consumer si punta soprattutto su questo tema.

“Secondo la Banca Mondiale nei paesi emergenti 70-80 milioni di persone su base annua stanno entrando a far parte del ceto medio rappresentando quindi potenze economiche. E più alto è il reddito più i beni più discrezionali diventano rilevanti: i consumatori iniziano a sentire il bisogno di assistenza sanitaria, istruzione, beni voluttuari spiegano i gestori. Sulla base di tali presupposti nel fondo Nordea Emerging Consumer Fund si punta sui “nuovi consumatori urbani” e coloro che possono permettersi di comprare “marchi di lusso”.

futuremega

E fra i mercati preferiti si guarda con particolare attenzione a Indonesia, Malesa, Filippine, Singapore e Thailandia che hanno visto negli ultimi anni un tasso di crescita del reddito pro-capite del 9,6% negli ultimi anni.
Consumatori con gli occhi a mandorla che spenderanno il loro reddito acquistando beni di aziende sia localizzate nei mercati emergenti che in quelle (multinazionali) situate nei paesi sviluppati.

Anche per Fidelity i consumi futuri saranno sempre più trainati dai paesi emergenti e oltre a un fondo globale (Fidelity Global Consumer Industries) il team a stelle e strisce ha anche un fondo specifico (Fidelity China Consumer) dedicato a cogliere le opportunità create dalla crescita dei consumi nei mercati emergenti sostenuti dalla crescita demografica e dall’aumento dei redditi. Secondo le analisi di Fidelity riguardo i “megatrend consumption” sempre più la selettività sarà fondamentale e tra gli altri fattori che sostengono l’aumento dei consumi in questi mercati l’urbanizzazione avrà un ruolo importante in quanto in genere chi vive in città guadagna di più. Si fa grande attenzione anche alla relativa giovane età della popolazione di molti paesi, in particolare in Africa, in cui i giovani che entrano nel mondo del lavoro mostrano stili di vita sempre più ambiziosi; infine, la maggiore penetrazione bancaria, che costituisce un ulteriore moltiplicatore del potere di spesa viene seguita dagli analisti con grande attenzione per comprendere l’evoluzione dei consumi.
Secondo uno studio McKinsey, tra il 2010 e il 2025, i mercati emergenti dovrebbero registrare una crescita dei consumi oltre sei volte più rapida rispetto ai mercati sviluppati. Quali i temi su cui puntare? Nei fondi dedicati in Fidelity guardano con attenzione a quello che sta accadendo soprattutto in Cina e pensano che si potrebbe assistere un’accelerazione delle vendite di veicoli privati in virtù dell’aumento dei livelli di reddito rispetto al livello attuale. E fra le società nel mirino anche alcune società collegate ai servizi internet perché offrono un’esposizione eccellente non soltanto al crescente potenziale dei consumi della Cina, sostenuto dall’aumento dei redditi e dall’urbanizzazione, ma anche alla maggiore penetrazione di Internet.

Attenzione. Se il tema dello sviluppo dei consumi nei paesi emergenti sembra chiaro ciò non significa guadagni sicuri per gli investitori e il 2013 e l’avvio del 2014 l’andamento azionario dei mercati emergenti in forte calo insegna che i profitti facili non esistono da nessuna parte. Nemmeno con i megatrend. La corporate governance di molte società quotate in paesi emergenti non viene giudicata totalmente affidabile (e nemmeno la governance politica) e molti investitori preferiscono in questa fase puntare su multinazionali europee o americane che operano come esportatrici in questi mercati.

E va poi ricordato che nelle Borse dei cosiddetti Bric un peso importante hanno le società legate alle materie prime che nel 2013 sono state molto penalizzate dai mercati finanziari in un quadro finanziario che è stato condizionato da maggio anche dal temuto avvio del tapering, ovvero la riduzione da parte degli Stati Uniti della liquidità impiegata per riacquistare titoli di Stato e obbligazioni. Una possibile minore liquidità sui mercati globali che ha innescato una sorta di fuggi fuggi dalle Borse azionarie e obbligazionarie di diversi Paesi emergenti perché considerati a torto o a ragione più rischiosi in quadro di eventuale risalita dei tassi d’interesse.

CURA DELLA SALUTE E INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE

invecchiamento-popolazione

 

Il fondo Lombard Odier Golden Age si concentra sugli effetti dell’invecchiamento della popolazione; tra gli investimenti figurano prodotti e servizi sanitari, alimentazione sana, cosmetici, tempo libero e pianificazione finanziaria. E questo tema è presente anche nel fondo Schroders Global Demographic Opportunities e in numerosi fondi tematici.
Il team di Nordea sul tema demografico ma anche della cura della salute ha puntato anche con un fondo tematico particolare, Nordea Senior Generations Equity Fund che punta in modo specifico sull’invecchiamento della popolazione a livello mondiale.

Per il 2050 il trend demografico mondiale dice che saranno per la prima volta nella storia dell’umanità in maggior numero coloro che hanno più di 60 anni rispetto agli under 15. Oggi nel mondo per ogni anziano ci sono 12 persone che lavorano; nel 2050 saranno solo 4.

Negli Stati Uniti si calcola che da qui al 2030 il numero di baby boomers (i nati nel periodo 1945-1964) andranno in pensione con un ritmo di 30.000 a settimana. Le conseguenze di queste tendenze avranno dei forti riflessi nell’economia e il fondo Nordea Senior Generations cerca di selezionare le società che meglio possono cavalcare questo megatrend puntando soprattutto sui servizi per gli anziani, cure e trattamenti, salute e benessere, soluzioni low cost, case di cura.
“Nei paesi sviluppati, l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno inarrestabile, così come la diminuzione della fertilità. E a questo proposito, le aziende biotecnologiche e i produttori di farmaci generici sono ben posizionati per concepire nuovi farmaci, più efficaci e/o più economici” osserva Luca Patrizi di Pictet.

In Pictet sono 2 i fondi che puntano su questo tema con 2 fondi distinti, Pictet Biotech e Pictet Generics, un comparto che ha come obiettivo l’investimento a livello globale nelle azioni delle società che operano nel segmento dei farmaci generici con buona gamma di prodotti ed elevato potenziale commerciale

Nel ramo cura della salute del futuro la casa statunitense Alliance Bernstein ha una visione forte e punta con decisione sulla medicina molecolare come megatrend. Per il team di gestione la mappatura del genoma dove i costi sempre più bassi nelle analisi stanno ridivenendo il settore si sta profilando una nuova era della medicina. Secondo Tassos Stassopoulos, responsabile degli Investimenti Tematici di Alliance Bernstein “la genomica sta innescando una rivoluzione che porterà a controllare nei prossimi 10/15 anni le malattie che oggi colpiscono maggiormente la popolazione. E ciò comporterà profonde implicazioni per il settore della sanità, per gli investimenti e per le pensioni. Le malattie cardiache, il cancro e il diabete sono le principali cause di decesso dei nostri giorni. Tuttavia, la scienza della genomica affronta questo problema: si prevede che, nel 2020, sarà possibile ridurre significativamente l’impatto di queste malattie con un conseguente aumento della vita media. La genomica porterà ad una attenuazione della richiesta dei farmaci esistenti. Questi funzionano solamente per una percentuale del 50% circa dei pazienti che li utilizzano. Una volta che le persone potranno effettuare un test genetico per scoprire quale farmaco è giusto per loro, una parte significativa di questo mercato scomparirà. E un’altra area promettente su cui investire è la diagnostica, ovvero l’impiego dei test genetici per identificare malattie e trattamenti”.
Sono numerosissimi poi i fondi che investono con focalizzazione sul biotech, un settore che ha dato grandi soddisfazioni in questi anni e che viene visto ancora con buone prospettive offerte da un’ondata di fusioni e acquisizioni e da un gran numero di prodotti in pipeline secondo gli analisti di Swiss & Life che nel settore operano con il fondo JB Biotech Fund .
CAMBIAMENTI CLIMATICI, AMBIENTE ED ENERGIE ALTERNATIVE

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Un tema che assume un interesse importante è quello legato alla salvaguardia dell’ambiente e ai cambiamenti climatici. E sono numerosi i fondi che puntano a questo megatrend puntando su titoli azionari di emittenti a livello globale le cui attività comprendono lo sviluppo, la produzione, la promozione di tecnologie, servizi o prodotti che contribuiscono a contenere o limitare le emissioni di gas serra o che consentono di adattarsi all’impatto delle variazioni climatiche.
Nel caso del fondo Nordea Climate and Environment Equity Fund i gestori dal punto di vista operativo pongono particolare attenzione alle società che producono materiali compositi e in fibra di carbonio. Un materiale sempre più usato per esempio nell’industria aeronautica (dove da alcuni anni si sta assistendo a un boom degli ordini) perché consente di costruire velivoli sempre più leggeri e con consumi di carburante più bassi.
Esistono poi diversi fondi che investono sul tema dell’acqua. E entro il 2025, secondo l’International Water Management Institute, i paesi classificati come carenti di acqua dolce saranno 36. Per investire in idrogenerazione, trattamento delle acque o infrastrutture idriche ci sono i fondi di Amundi, Julius Baer, Pictet, Sarasin e anche diversi Etf (come l’S&P Global Water) repliche di altrettanti indici tematici.

La preservazione delle risorse idriche è, infatti, una sfida fondamentale di questo secolo, perché l’incremento demografico e il miglioramento del tenore di vita determinano un fabbisogno crescente di acqua potabile. In un report Didier Le Menestrel, presidente di Financière de l’Echiquier ricorda come ogni cinese consuma già 90 litri d’acqua al giorno, avvicinandosi al consumatore francese (150 litri/giorno), anche se rimane molto indietro rispetto a quello americano con i suoi 580 litri al giorno. A questi ritmi, i volumi di estrazione di acqua nel pianeta, triplicati dagli anni ’50 a oggi, dovrebbero ancora aumentare del 40% entro il 2030.

E di fronte a queste sollecitazioni si moltiplicano le soluzioni tecnologiche per aumentare la risorsa (in particolare con le tecniche di desalinizzazione) e razionalizzare la domanda (riduttori di flusso, efficientamento delle reti di distribuzione). Il settore è promettente con un mercato dell’acqua stimato a 1000 miliardi di dollari l’anno entro il 2020.
Ma come sappiamo anche in Italia il settore è molto regolamentato e fonte di posizioni politiche opposte fra chi invoca la statalizzazione e chi la liberalizzazione.
E le “Water Utility” sembrano far fatica ad equilibrare il proprio modello economico perché l’acqua non è una materia prima come le altre come ricorda Didier Le Menestrel il prezzo dell’acqua al metro cubo (da 0,5$/m3 a Hong Kong a 9$/m3 a Copenhagen) non è un dato così semplice da gestire come il prezzo al barile del petrolio o l’oncia d’oro.
Il settore resta comunque molto interessante da monitorare e variegato con società quotate che si occupano non solo di fornitura ma anche di infrastrutture, depurazione, desalinizzazione, trattamento delle acque reflue. Nel caso dei fondi legati alle risorse idriche il tema è seguito nei diversi fondi ma diverse società di gestione come Pictet, Sarasin, Julius Baer hanno lanciato da tempo dei fondi specifici e sono presenti anche degli Etf collegati al comparto (come l’S&P Global Water).

Un altro tema che continuerà a preoccupare le generazioni future è la protezione dell’ambiente. Lo sviluppo delle energie pulite resta comunque un tema forte e sia in America che in Cina sono fortissimi nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari gli investimenti previsti per le energie verdi.

In questi anni il tema delle energie pulite e rinnovabili non è stato in verità un grande opportunità per molti investitori se si pensa che nonostante i rialzi degli ultimi 2 anni l’indice S&P Global Clean Energy è sotto dai massimi del maggio 2008 del -77%!

Un utile memento per chi pensa che per investire bene e con semplicità basti sposare un megatrend e un’industria del futuro!

Sui megatrend legati a questi temi Pictet opera con diversi fondi monotematici come Agriculture, Clean Energy e Timber (foreste).

Le terre coltivabili diminuiscono a ritmo allarmante e l’urbanizzazione accelera, in particolare nei paesi emergenti – osserva Luca Patrizi di Pictet – Gli attuali rendimenti agricoli dovranno pertanto raddoppiare nell’arco di quarant’anni solo per mantenere lo stesso livello di consumo medio di calorie giornaliere pro capite. Oggi è necessaria una nuova rivoluzione agricola, con diverse aziende – in alcuni casi quotate in borsa – che si evidenziano già per i loro meriti nell’aumento dei rendimenti agricoli. La produzione di cereali, carne e altri prodotti agricoli costituisce anche l’attività economica che necessita della maggiore quantità di acqua. L’approvvigionamento di acqua dolce per gli agricoltori, le imprese e le persone rappresenta pertanto una delle maggiori sfide dei prossimi anni. Se non riusciremo a farvi fronte, numerose popolazioni in tutto il mondo dovranno fronteggiare gravi difficoltà. La problematica è complicata dal fatto che il ritmo di crescita della domanda di acqua dolce è pari al doppio di quello della popolazione. Se le tendenze attuali dovessero continuare, un terzo dell’umanità si troverà entro il 2025 in una situazione di penuria cronica di acqua. Alcuni titoli di società che offrono soluzioni, servizi e infrastrutture per l’approvvigionamento idrico, sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti, sono quindi particolarmente attraenti”.

TECNOLOGIA & SICUREZZA

tecnologia-sicurezza

Il tema della sicurezza, fisica e informatica, è coperto da CS Equity Fund Global Security e da Pictet Security. Pictet Digital Communication punta sulle società che utilizzano la tecnologia digitale per offrire prodotti e servizi interattivi, come eBay, Vodafone o Google.

Alliance Bernstein, casa di gestione statunitense, gestisce un fondo (AB US Thematic Research) che ha proprio nella ricerca dei megatrend il suo focus. E di distingue per un approccio a 360° originale. Nel settore tecnologia il team di gestione ritiene che automobili senza guidatore, chirurgia robotica e «robot di servizio», in grado di rimpiazzare receptionist di hotel o personale di pulizia, diventeranno una realtà entro i prossimi 15 anni. Ma i macro-tema di maggiore attualità secondo Alliance Bernstein sono quelli legati al web 3.0 come il cloud computing e il digital e social networking che stanno generando grandissime quantità di data e guideranno la prossima onda della Rete.

Ma sono diversi gli altri macrotemi che nel fondo AB US Thematic Research sono seguiti come la crescente automazione nei processi industriali (si pensi alle stampanti 3D) e nel settore finanziario alle continue novità che rivoluzioneranno il settore.

Un tema invece molto particolare e d’attualità che viene cavalcato dal fondo tematico Pictet Security è quello della sicurezza per la protezione di privati, aziende e Stati. Il Datagate e le rivelazioni sulle attività di spionaggio del governo degli Stati Uniti sono solo il caso più clamoroso ma da tempo l’industria della sicurezza cresce a ritmi impetuosi.

“Ogni venti minuti un visitatore indesiderato entra in un computer non protetto collegato a Internet – ricorda Luca Di Patrizi di Pictet – I firewalls e i sistemi antivirus sono in continua evoluzione per proteggere i nostri dati dagli hacker. La sicurezza nelle comunicazioni è vitale in tutti gli aspetti della nostra vita: dalla sfera personale a quella sociale e governativa”.

La domanda di soluzioni di sicurezza tecnologicamente all’avanguardia è destinata quindi ad aumentare nei prossimi anni in tutti i campi: controlli a mezzo raggi X, dispositivi di riconoscimento biometrico (mediante identificazione di caratteristiche del corpo, come l’iride, il viso, le impronte digitali, ecc.), sistemi di rilevamento EDS (Esplosive Detection Systems). L’anno scorso il fatturato mondiale del settore ha raggiunto la cifra record di 295 miliardi di dollari, di cui 129 miliardi solo negli Stati Uniti. L’Italia non è da meno: la spesa per la sicurezza, raddoppiata nell’ultimo decennio, oggi si attesta intorno ai 15 miliardi di Euro.

IL NOSTRO CONSIGLIO SULL’APPROCCIO AI MEGATREND

Il tema dei megatrend è sicuramente interessante ed è un approccio che piace molto a numerosi investitori. Ma comprendere quali saranno i settori e mercati del futuro non è un esercizio facile anche perché pure nell’ipotesi che si individuino quelli corretti diverse sono le variabili che entrano in gioco nei mercati finanziari e che possono comunque vanificare il risultato sperato finale.
Per questo motivo il nostro consiglio è avere un approccio flessibile e attivo (come quello attuato nei nostri portafogli di Etf e Fondi che selezionano anche quelli legati ai megatrend) monitorando continuamente il trend e controllando il rischio. Rischia altrimenti essere pericoloso fare scommesse definitive anche sui “megatrend” perchè i mercati finanziari hanno insegnato che gli “investimenti sicuri” e “senza rischi” o “facili” esistono solo nel libro dei sogni ed è bene invece essere consci non solo dei pro ma anche dei contro che soprattutto un investimento statico (come è spesso il tipo di approccio suggerito con questo tipo di allocazione) viene consigliato.

 

 

 

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