(mini dossier) NEGOZIARE FONDI & SICAV IN BORSA O IN BANCA: QUELLO CHE DOVETE SAPERE E NEL CASO CHIEDERE AL VOSTRO ISTITUTO PER NON ESSERE TOSATI A VOSTRA INSAPUTA

Dopo la conferenza che abbiamo svolto a Rimini (vedi qui video e slide) molti risparmiatori ci hanno domandato lumi sulle condizioni migliori per operare in fondi e cosa chiedere alla propria banca come condizioni.

Dalla nostra esperienza e dalla nostra conferenza sono infatti venute fuori (ma chi ci segue da tempo già lo sapeva naturalmente) che:

  1. In una gestione flessibile e dinamica come quella attuata nel nostro tipo di consulenza finanziaria indipendente non è scritto assolutamente sulla pietra che gli ETF sono migliori dei fondi nonostante l’apparente vantaggio dei minori costi di gestione annui. Un conto è ragionare se voglio acquistare uno strumento finanziario da qui a 20 anni senza movimentarlo e allora i vantaggi degli ETF possono essere interessanti; un altro se su un portafoglio di ETF voglio operare con un minimo di movimentazione dinamica.
    E da questo punto di vista in base alla nostra esperienza sul campo un buon consulente finanziario sui fondi potrebbe farvi ottenere migliori risultati rispetto agli ETF.
    Gli ETF sono certo un ottimo strumento (e se la propria banca non consente di negoziare un’ampia gamma di fondi a condizioni convenienti e/o si gestisce una somma sotto i 50.000 euro rappresentano un’ottima alternativa) con alcuni vantaggi come la negoziabilità in tempo reale ma nel tempo abbiamo visto che portafogli fatti con fondi possono performare di più per le ragioni che abbiamo spiegato nella conferenza(vedi qui video e slide)
  2. Fra portafogli fatti con fondi di una sola casa (monomanager) o di più case d’investimento (multimanager) come il buon senso suggerisce, sarebbe meglio (se l’obiettivo è ottenere nel tempo i migliori risultati) preferire un portafoglio di fondi multimanager come il Migliori Fondi Focus Azionario Multimanager. Naturalmente fra gli eventuali contro da valutare una gestione leggermente più impegnativa in tema di switch, dato che occorrerà quando si vende un fondo di una casa d’investimento ottenere prima la liquidità per poi poterla impiegare su un fondo di un’altra casa d’investimento, anche se alcune piattaforme di fondi (per esempio quella di Fundstore prevedono questa opzione se si dispone di un conto presso di loro)
  3. Qualsiasi strumento si negozi e soprattutto quando si parla di fondi d’investimento è bene avere chiaro il livello dei costi che si pagano al proprio broker. Ed evidentemente meno si paga, più si guadagna…
    E’ quindi consigliabile conoscere le condizioni offerte per la sottoscrizione, negoziazione o gestione dei fondi che si vogliono negoziare e nel caso siano fuori mercato rinegoziarle o anche valutare di cambiare banca o intermediario se queste sono particolarmente onerose. Un 1-2% all’anno di maggiori costi complessivi che si potrebbero magari evitare di pagare non sono da trascurare e dopo…

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