Negli ultimi anni gli investimenti sostenibili sono stati raccontati come la soluzione ideale per unire rendimenti finanziari e impatto positivo su ambiente e società. Ma oggi, alla luce dei dati più recenti, questo racconto appare molto meno lineare e molto più complesso di quanto spesso venga presentato al grande pubblico.
A dirlo non sono opinioni, ma i numeri pubblicati da ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (European Securities and Markets Authority), cioè l’organismo che a livello europeo vigila sul funzionamento dei mercati finanziari e sulla tutela degli investitori.
Nel report pubblicato a marzo 2026 sui prodotti di investimento retail, ESMA evidenzia un cambio di passo: l’interesse per i prodotti ESG non è scomparso, ma è diventato più selettivo e meno “automatico”, con flussi in rallentamento e risultati che non sempre confermano le aspettative.
La crescita in calo nel 2024 degli investimenti sostenibili
Investimenti sostenibili: costano di più?
Investimenti ESG: rendono di più o di meno?
Le performance dei fondi sostenibili 2020–2024
Il rischio greenwashing nei fondi ESG
Cosa sono gli investimenti sostenibili e cosa si intende per ESG
Gli investimenti sostenibili rappresentano l’integrazione di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei processi decisionali di investimento. Questo approccio mira a generare rendimenti finanziari a lungo termine e, contemporaneamente, promuovere effetti benefici su ambiente e società.
L’acronimo ESG è composto da tre parole (Enviromental, Social and Governance) che a loro volta racchiudono tre distinti universi di sensibilità agli investimenti sostenibili.
Il primo, Environmental, riguarda i temi ambientali: cambiamento climatico, emissioni di CO2, inquinamento, gestione delle risorse naturali e tutela degli ecosistemi.
Il secondo, Social, include aspetti legati alle persone: diritti umani, condizioni di lavoro, politiche di inclusione, rapporti con dipendenti, clienti e comunità.
Il terzo ambito, Governance, riguarda il modo in cui le aziende sono gestite: composizione del consiglio di amministrazione, politiche di remunerazione, controlli interni, trasparenza e rispetto delle normative.
Gli investimenti sostenibili ESG si basano quindi sull’idea di valutare un’impresa non solo per i risultati economici, ma anche per il modo in cui opera e per l’impatto che genera nel tempo.
Negli ultimi anni questo approccio ha attirato sempre più attenzione, soprattutto tra gli investitori che vogliono allineare le proprie scelte finanziarie a determinati valori. Tuttavia, come vedremo nei prossimi paragrafi, capire come questi criteri vengono applicati nella pratica è fondamentale per evitare semplificazioni e aspettative poco realistiche.
Investimenti sostenibili: SRI e ETF legati alle tematiche ESG
Oltre agli investimenti ESG, un altro approccio rilevante nell’ambito degli investimenti sostenibili è rappresentato dagli investimenti Socially Responsible Investing (SRI).
Mentre gli investimenti ESG utilizzano criteri ambientali, sociali e di governance per selezionare le aziende, gli investimenti sostenibili SRI vanno un passo oltre, eliminando attivamente dalle loro scelte di portafoglio le aziende che non rispettano determinati standard etici. Questi standard possono includere, ad esempio, l’esclusione di industrie legate a tabacco, armi, gioco d’azzardo e combustibili fossili.
Gli investimenti sostenibili SRI cercano non solo di evitare i rischi associati a pratiche non sostenibili, ma anche di promuovere positivamente il cambiamento. La differenza principale rispetto agli investimenti ESG è quindi l’enfasi sulla responsabilità sociale e sull’impatto etico diretto delle scelte di investimento.
Un altro strumento popolare tra gli investitori che voglio fare investimenti sostenibili è rappresentato dagli ETF (Exchange-Traded Funds) legati alle tematiche ESG. Gli ETF sono fondi passivi che replicano l’andamento di un indice di mercato e possono essere comprati e venduti in borsa come se fossero azioni. Gli ETF ESG, in particolare, sono progettati per offrire esposizione a un portafoglio diversificato di aziende che eccellono in pratiche ambientali, sociali e di governance.
I Deflussi dai Fondi Sostenibili e la Pubblicità Insostenibile
Negli ultimi anni gli investimenti sostenibili hanno beneficiato di una forte spinta commerciale e mediatica. Oggi però il quadro è cambiato: l’interesse non è sparito, ma è diventato molto più selettivo.
Secondo gli ultimi dati disponibili di ESMA relativi al 2024 i fondi ESG retail europei hanno raccolto circa 7 miliardi di euro, contro i 231 miliardi dei fondi non ESG. Inoltre, i prodotti più orientati alla sostenibilità — quelli che puntano esplicitamente a obiettivi ambientali o sociali — hanno registrato deflussi, mentre i fondi tradizionali hanno attirato la maggior parte dei capitali.
Gli investimenti sostenibili non stanno scomparendo, ma non attraggono più capitali in modo automatico come in passato.
Uno dei motivi è anche il crescente timore di greenwashing, cioè il rischio che un fondo venga presentato come “sostenibile” più per ragioni di marketing che per le reali scelte di investimento. In pratica, l’etichetta ESG può nascondere approcci molto diversi, a volte poco incisivi o difficili da verificare.
A questo si aggiunge un dato importante: nel 2024 i fondi ESG hanno nel complesso reso meno rispetto ai fondi tradizionali. Questo non significa che siano sempre peggiori, ma ridimensiona l’idea — molto diffusa negli anni passati — che sostenibilità e rendimenti superiori vadano automaticamente insieme.
Il risultato è un mercato più maturo e meno “di moda”, in cui diventa fondamentale capire cosa si compra davvero, al di là delle etichette.
Confronto tra Investimenti Sostenibili e Tradizionali
Non esistono soluzioni facili per guadagnare nel mondo degli investimenti. Nel 2008, molti fondi o ETF legati alle energie rinnovabili subirono perdite superiori al 70%, mentre chi investì in settori “discutibili” come alcol, tabacco o armamenti spesso ottenne rendimenti superiori.
Investire in ESG o SRI è positivo e possibile se si scelgono gestori più bravi di altri nel selezionare le società e fare “market timing”. Tuttavia, il nostro consiglio come SoldiExpert SCF da consulenti finanziari indipendenti (che non hanno prodotti da piazzare e devono inventarsi sempre nuovi argomenti di vendita) è non credere mai che esista un prodotto finanziario adatto a tutte le stagioni. Gli investimenti sostenibili possono essere più volatili e non sempre garantire rendimenti superiori.
Confrontiamo alcune performance di alcuni investimenti sostenibili rispetto ai benchmark generici tradizionali. Al 31 marzo 2026 l’indice MSCI World ha ottenuto un rendimento a un anno del 10,44% e del 48,85% a tre anni. L’indice MSCI Europe ha visto un rendimento del 12,08% a un anno e del 38,13% a tre anni. Per fare un confronto BNP Paribas Climate Impact Clas EUR (codice ISIN LU0406802339) è salito dell’11,65% a tre anni mentre il Nordea 1 Global Gender Diversity BC Eur (codice ISIN LU1939214851) ha perso in un anno l’1,48%.
Alcuni strumenti sostenibili, hanno superato questi benchmark ma la maggior parte di tutti gli altri investimenti sostenibili hanno ottenuto performance generalmente inferiori rispetto all’indice MSCI World tradizionale e in diversi casi anche all’indice Msci Europe.
Questo solleva una questione chiave: quanto siamo disposti a rinunciare in termini di rendimento per investire in modo sostenibile?

La Questione dell’Eticità degli investimenti sostenibili esg e sri
Un aspetto controverso degli investimenti sostenibili riguarda la reale eticità delle società incluse nei fondi o ETF etichettati come ESG o SRI. La concessione di tali “bollini” o certificazioni può spesso risultare opinabile e soggetta a interpretazioni variabili. In molti casi, le aziende inserite in questi panieri non sempre rispecchiano gli ideali di sostenibilità e responsabilità sociale in modo uniforme.
Ricorderò sempre nella mia vita quando in Sardegna a un tavolo di ristorante durante la visita a un’azienda un manager di una società di comunicazione mi beatificò la figura di Calisto Tanzi come esempio di imprenditore illuminato e attento a tutti i valori etici e cristiani: qualche mese dopo Parmalat, la società di cui era il maggior azionista e amministratore diede vita a uno dei più clamorosi crac della finanza italiana (14 miliardi di euro) con la scoperta che i bilanci di questa società erano stati da anni falsificati.
La vaghezza degli standard ESG contribuisce a questo problema, consentendo ai gestori di fondi una certa flessibilità nel definire quali società includere nei loro portafogli. Questo ha portato al fenomeno del greenwashing, dove le aziende appaiono più sostenibili di quanto siano realmente. Alcune di esse potrebbero quindi beneficiare di un’immagine ingiustificatamente positiva, attirando investitori sulla base di informazioni potenzialmente fuorvianti.
Inoltre, la composizione di molti fondi ESG può imitare ampiamente gli indici tipici, escludendo solo settori specifici come quello petrolifero, senza un’analisi approfondita della sostenibilità complessiva delle aziende. Ciò solleva dubbi sulla reale efficacia di questi fondi nel promuovere un cambiamento positivo.
La questione dell’eticità degli investimenti sostenibili è ulteriormente complicata dal fatto che le valutazioni ESG possono variare significativamente da un fornitore all’altro. Un’azienda considerata etica da un rating provider potrebbe non soddisfare i criteri di un altro, rendendo difficile per gli investitori ottenere una valutazione chiara e coerente.
Considerazioni finali
In conclusione, gli investimenti sostenibili e i fondi ESG rappresentano una scelta etica e responsabile, ma non sono privi di complessità e incertezze. La scelta delle società da includere nei panieri di fondi o ETF ESG può essere opinabile e soggetta a variabili interpretazioni, sollevando legittimi dubbi sull’autenticità dei “bollini” di sostenibilità. Le valutazioni ESG possono variare significativamente e la trasparenza delle pratiche aziendali non sempre è garantita.
Chi desidera investire seguendo i principi ESG deve essere consapevole di queste sfide e comprendere che non esiste un prodotto finanziario perfettamente allineato a tutte le preferenze dichiarate. La confusione e le incongruenze in questo campo sono ancora numerose, e una scelta informata richiede un’analisi approfondita e imparziale.
Come SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente, ci impegniamo a fornire ai nostri clienti una visione obiettiva sui pro e contro degli investimenti ESG, basata su una rigorosa analisi delle normative e delle reali performance di mercato. La nostra indipendenza ci permette di offrire consigli senza conflitti di interesse, poiché non percepiamo commissioni sugli strumenti finanziari che raccomandiamo. E tra questi perchè non preferire investimenti diretti in titoli azionari e obbligazionari con il pieno controllo su cosa si sta investendo rispetto ai fondi comuni di investimento? E volendo diversificare e non concentrarsi su singoli titoli perchè non preferire ETF ESG rispetto a fondi ESG con il vantaggio di risparmiare ogni anno anche l’80%?
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