HA ANCORA SENSO INVESTIRE IN BORSA GUARDANDO SOLO I FONDAMENTALI?

Chi si può fidare ancora dell’analisi fondamentale “tout court”? Comprare un titolo perchè considerato sottovalutato e tenerlo in posizione finchè il “vero” valore non emerga?

Pochi  ne parlano ma nell’ultimo decennio i mercati finanziari hanno messo in crisi una delle più accreditate teorie per far soldi in Borsa. Quella di coloro che puntano sulle azioni sottovalutate del listino, bilanci alla mano e comprano a 5 perchè sono convinti che verrà il momento di vendere a 10. Si tratta solo di saper aspettare… Dicono.

Alla maniera di Warren Buffett magari i più accaniti fondamentalisti citano (come se tutti avessero il suo “fiuto”…). Colui che è il terzo uomo più ricco del mondo (patrimonio stimato 47 miliardi di dollari) nonché amministratore delegato e presidente di una holding, la Berkshire Hathaway, in cui applica da 47 anni il suo credo:  investire su azioni con buoni fondamentali.

Con quali risultati? Eccezionali nel lungo periodo. Un po’ meno negli ultimi 10 anni anche per lui.

  • Ma cosa è cambiato in Borsa nell’ultimo decennio al di qua e al di là dell’Oceano? E cosa può imparare da questa lezione un investitore che ha puntato, per esempio, nel 2007 su uno dei fondi azionari Italia migliore della categoria (Oyster Italian Value)?
  • L’analisi fondamentale non funziona più?
  • O ha sempre ragione il saggio di Omaha che alla lunga i titoli sottovalutati torneranno al loro fair value ovvero al giusto valore? E sempre immaginando con un po’ di presunzione di avere le sue qualità nell’individuare le giuste prede, naturalmente…

Esistono strategie alternative o complementari per investire in Borsa che prendano il buono dell’analisi fondamentale attenuando le perdite nelle fasi di ribasso dei mercati?

Ecco cosa abbiamo imparato dai mercati azionari degli ultimi vent’anni: quali sono le strategie “più adatte” come direbbe Charles Darwin per performare nei mercati degli ultimi anni.

La Woodstock della finanza: la lezione di Warren

Quasi 40 mila azionisti giungono da tutti gli Stati Uniti per ascoltare ogni anno Warren Buffett, il guru di Omaha, il terzo uomo più ricco del mondo grazie alla propria capacità di selezionare aziende (quotate e non) su cui investire. Dal 1967 Buffet è alla guida della Berkshire Hathaway, una holding quotata che vanta partecipazioni dal settore assicurativo (dove rappresenta uno dei più importanti riassicuratori mondiali) a quello editoriale (Washington Post), dalla Coca Cola all’American Express, dal noleggio aereo al trasporto ferroviario, dall’estrazione petrolifera ai servizi bancari e finanziari per un totale di oltre 73 partecipate.

Chiunque può investire nella sua holding alla modifica cifra di 127 mila dollari (se non vi sentite però degli azionisti di serie A… potete acquistare però le azioni Berkshire B che fino a qualche anno fa valevano un trentesimo e poi sono state ulteriormente splittate e ora valgono…

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