Certificati o certificates di investimento: 20 motivi per starne (quasi sempre) alla larga

Il video di approfondimento dedicato ai certificati di investimento (clicca qui se te lo sei perso o vedi in fondo all’analisi) che abbiamo pubblicato del webinar organizzato da AssoTAG,  l’Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall’Autorità Giudiziaria, e con la partecipazione di diversi consulenti finanziari indipendenti ha riscosso un forte interesse e abbiamo pensato di fare cosa utile (sollecitati anche da numerosissime richieste) di pubblicare i 20 punti che Salvatore Gaziano, responsabile Strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, consulente finanziario autonomo ovvero indipendente ha evidenziato e che ciascun risparmiatore dovrebbe secondo noi avere chiari prima di acquistare un certificato o certificates a occhi chiusi.

Troppe volte abbiamo visto risparmiatori che sono rimasti incastrati in questi strumenti finanziari derivati (venduti sempre più massicciamente in collocamento da emittenti o sponsorizzati per ragioni non sempre nobilissime e disinteressate da consulenti) e sia nel video che in altri nostri contributi (vedi questa analisi molto significativa come caso di un risparmiatore che puntava a guadagnare il 30% per recuperare delle minusvalenze e ne ha perso alla fine il 30%….) abbiamo evidenziato il lato anche rischioso di questi prodotti che non regalano nulla ma realizzano solo uno dei principi base della chimica moderna: “Nulla si creanulla si distruggetutto si trasforma”.

Ecco i 20 punti da conoscere e che secondo i consulenti finanziari indipendenti di SoldiExpert SCF sconsigliano l’utilizzo o la messa in portafoglio dei certificati per la maggior parte dei risparmiatori e chi naturalmente guadagna dal collocamento di questi prodotti (che possono arrivare a retrocedere anche il 4-5% del capitale al collocamento) non la penserà così perchè nessun oste vuole che parli male del suo vino da che mondo è modo.

 

1. I CERTIFICATI SONO PRODOTTI STRUTTURATI

2. SONO PRODOTTI RELATIVAMENTE COMPLESSI IL CUI METODO E I MECCANISMI DI CALCOLO DEVONO ESSERE COMPRESI, COMPRENDENDO COSA ACCADE NEI VARI SCENARI

3. Non dovresti mai dimenticare che si tratta di un’obbligazione a medio termine, quindi presti denaro all’emittente (la banca) con condizioni di rimborso predeterminate. Sono soggetti quindi al rischio di credito dell’emittente, poiché al verificarsi di un evento di credito per l’emittente, il certificato è equiparato alle obbligazioni senior non garantite e non privilegiate. Fra le obbligazioni a capitale protetto e in generale è possibile fare migliori affari spesso comprandosi “smontati” i pezzi ovvero il bond e l’opzione o il derivato ma questa è cosa più da specialisti.

4. POSSONO NON ESSERE FACILMENTE LIQUIDABILI PRIMA DELLA SCADENZA OVVERO LIQUIDABILI SI’ MA CON SPREAD (PREZZI DI VENDITA INFERIORI AL REALE VALORE OVVERO SCONTO) NON INDIFFERENTI IN DETERMINATE CONDIZIONI DI MERCATI E CHE SONO SEMPRE PIU’ FREQUENTI

5. I prodotti strutturati sono prodotti che combinano un investimento finanziario tradizionale, come indici o titoli di borsa, con derivati. Questa combinazione dà vita a un nuovo prodotto finanziario con le sue caratteristiche.

6. Il prodotto ha una durata fissa, spesso integrata da un meccanismo di rimborso anticipato che si attiva automaticamente se la performance dell’attività sottostante dalla data di rilevazione iniziale è positiva o zero in una delle date di rilevazione fisse.

7. Le prestazioni del prodotto strutturato sono definite secondo una formula matematica. Se viene realizzato uno scenario di mercato, si prevede una performance superiore al tasso privo di rischio. Questa performance può essere pagata sotto forma di coupon periodici o di un premio di rimborso alla scadenza.

8. Il prodotto strutturato può anche prevedere un sistema di rimborso anticipato se il sottostante (indice, azioni, ecc.) realizzata determinate condizioni

9. Se alla data di scadenza del prodotto, lo scenario di mercato non è stato realizzato, l’investitore riceve tutto il suo capitale, a condizione che il mercato di riferimento non abbia subito un calo superiore a un limite fissato a l ‘origine.

10. In caso contrario, l’investitore subisce una perdita di capitale fino al totale della riduzione registrata dall’attività sottostante. Quindi troviamo sul mercato certificati che generalmente offrono protezione del capitale, fino a un calo del 40% del sottostante ma bisogna leggere bene le condizioni.

11. I prodotti strutturati possono comprendere una garanzia di protezione del capitale parziale o totale ma nessuno sui mercati finanziari regala nulla. Maggiore è la garanzia (e quindi la potenziale protezione), minore è il rendimento atteso o offerto.

12. Il prezzo tiene conto dell’andamento dei prezzi di azioni o indici che non tengono conto del dividendo. I certificati non danno diritto ai dividendi distribuiti dalle azioni o indici sottostanti e tale rinuncia permette di finanziare l’acquisto della struttura e quindi va a chi struttura il prodotto. Questo dividendo viene trattenuto dall’emittente per strutturare il prodotto e finanziarsi insieme alle commissioni di collocamento e strutturazione che qundi paga… il sottoscrittore. E che possono assommare anche al 5% complessivo in collocamento dei certificati.

13. Pertanto, è necessario tenere conto di 2 concetti importanti anche sui certificati “a capitale garantito”:
a) la garanzia del prodotto stesso (a seconda delle condizioni determinate di ciascun prodotto strutturato);
b) la garanzia dell’emittente che struttura questo prodotto, se l’emittente ha problemi e si teme che “salti” il prezzo del certificato incorporerà anche questo rischio.

14. Rischio di liquidità molto presente con prodotti strutturati
Numerosi prodotti strutturati sono abbastanza illiquidi, anche se esiste un mercato secondario dove si possono vendere quando necessario, con un periodo di investimento che è spesso relativamente lungo. Illiquidi vuol dire che se si vogliono liquidare il prezzo che si può ricavare dalla vendita è inferiore a quello magari teorico e fra migliore proposta di acquisto e migliore proposta di vendita ci possono essere anche diversi punti percentuali di differenza e su quantità limitate. E’ bene saperlo e tenere conto anche di questa cosa.

15. Non è quindi un prodotto finanziario magico o miracoloso.
I prodotti strutturati non sono prodotti miracolosi che garantiscono un rendimento più elevato senza rischi.
Si tratta di derivati il cui movimento verso l’alto o verso il basso nell’attività sottostante può essere favorevole o sfavorevole per l’investitore, a seconda dell’entità delle variazioni e della formula matematica fornita dal prodotto strutturato.

16. I prodotti strutturati modificano solo i profili di rischio e rendimento per adattarli alle preferenze degli investitori e alla loro visione del mercato. In nessun caso aumentano i rendimenti di una classe di attività senza correre rischi aggiuntivi.
Possono magari rispetto alla detenzione di uno strumento azionario o obbligazionario offrire alcuni vantaggi ma anche alcuni svantaggi e quindi è bene comprenderne il meccanismo prima di acquistarli (e stesso argomento vale naturalmente anche per l’acquisto di azioni e obbligazioni)

17. Quando vediamo comunicazioni su prodotti strutturati e certificati generalmente non vediamo i costi associati a questi ultimi poiché insistono sul rendimento atteso offerto; la durata. la protezione del capitale e il prodotto sottostante. Ma i costi ci sono e li state pagando a voi a detrimento del rendimento obiettivo offerto. E sono nei mercati finanziari spesso l’unica cosa certa. I rendimenti non lo sono.

18. Il peso commissionale fa sì che un prodotto una volta collocato nel cosiddetto mercato primario quando arrivi sul secondario (ovvero è quotato e non più in sottoscrizione) valga meno del prezzo  di collocamento. Acquistare un certificato sul secondario è quindi più “furbo” ma sempre conoscendone funzionamento e regole.  Di ogni prodotto e strumento finanziario è importante leggere il (il KID) dove in 3 paginette massimo ci sono scritte le informazioni salienti. E se non capite cosa avete sottoscritto o acquistato meglio non firmare o acquistare come regola.

19. Le commissioni non sono visibili perché sono una componente del rendimento proposto. Quando un prodotto strutturato viene assemblato, lo strutturatore richiede informazioni sul sottostante, la durata, la protezione del capitale e la protezione dei coupon (effetto airbag o meno) ma anche i margini di distribuzione. Quest’ultimo prende anche i suoi margini e richiede la quotazione di tutti i componenti del prodotto permettendo di costruire la promessa e fornire un prezzo. Pertanto, maggiore è il margine, minore è il rendimento atteso sul rendimento!

20. I redditi generati dai certificati sono da considerarsi redditi diversi e per questo sottostanno all’applicazione della tassazione del 26% sul capital gain con possibilità di compensazione delle minusvalenze maturate entro il quarto anno antecedente. Questo è sicuramente un plus dal punto di vista fiscale ma attenzione: esporsi a rischi talvolta maggiori per recuperare le perdite può provocare anche maggiori perdite o minori guadagni!  Da valutare che secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate sono da considerarsi redditi diversi quei redditi derivanti da rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto (cedole condizionate o il profilo di rimborso a scadenza, in assenza di protezione del capitale investito, rendono incerte anche cedole incondizionate).

Questo il video-tutorial che avevamo pubblicato in collaborazione con AssoTag:

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