COME ERA PIÙ FACILE INVESTIRE 30 ANNI FA, ANZI NO

E’ più facile investire oggi sui mercati azionari o lo era nel passato?

Sovente mi capita di rilevare confrontandomi con alcuni risparmiatori una sorta di nostalgia per i bei tempi passati dove investire veniva ritenuto più facile e meno pericoloso rispetto a oggi.

Le cose stanno realmente in questo modo?  E la tecnologia come la globalizzazione possono essere considerate come qualcosa di “amico” o “nemico”  per il proprio gruzzolo di risparmi ?

Sulla base di questi argomenti in occasione del Tol Expo, la conferenza annuale organizzata da Borsa Italiana sul trading e sugli investimenti, sono stato invitato a tenere una conferenza a Piazza Affari presso Palazzo Mezzanotte.

Dal “panino e listino” al robadvisoring

Il punto di partenza era se e come l’innovazione tecnologica possono aiutare noi risparmiatori ad affrontare i mercati e mi è sembrato necessario inquadrare la situazione cercando di capire se veramente oggi viviamo in tempi eccezionalmente turbolenti e difficili sui mercati finanziari.

Siamo presenza veramente di mercati più volatili e difficili? Oggi il risparmiatore è più facilmente soggetto a “fregature” rispetto al passato?  Esistono oggi minori o maggiori opportunità (e con quali costi) rispetto al passato per il risparmiatore italiano di investire i propri risparmi?

Vi invito perciò a vedere questo video se volete trovare una risposta a queste domande e soprattutto qualche suggerimento utile per il futuro facendo tesoro del passato.

Ci sono un sacco di miei ricordi personali dentro questa conferenza ma soprattutto dati e confronti. La conclusione in sintesi?

Le cose non sono più quelle di una volta e probabilmente non lo sono mai state. O per dirla con una frase alla Roberto Gervaso: “abbiamo nostalgia del passato anche perché ce lo siamo dimenticati”.

Sicuramente 20, 30 o 40 anni fa eravamo più giovani e avevamo più fiducia nel futuro ma se andiamo a indagare bene non si era in presenza nemmeno allora di un’età dell’oro per il risparmiatore, come talvolta ci piace ricordare distorcendo però il passato.

Personalmente nel 1986 iniziavo proprio a lavorare nel settore e ho un ricordo molto nitido di quel periodo. L’anno precedente Piazza Affari era salita quasi del 100% e si vagheggiava di un nuovo secondo miracolo economico italiano.

Sappiamo poi che le cose non sono andate esattamente in quel modo e conoscere bene quel periodo ritengo sia molto importante per comprendere come funzionano i mercati finanziari compreso il circo delle previsioni se ancora qualcuno ritiene che abbia un razionale fondamento.

Si scoprirà così che 30 anni fa sui mercati azionari la volatilità a Piazza Affari o a Wall Street era assolutamente comparabile con quella di oggi.

I finanzieri imbroglioni esistevano anche allora e facevano razzia di risparmi nel silenzio o nella distrazione delle autorità. L’informazione pluralista o tempestiva era merce rarissima. E la tosatura del piccolo risparmiatore era perfino ancora più sistematica di oggi se si guarda anche al capitolo costi (da quelli di intermediazione e gestione).

Le banche erano certo istituzioni più affidabili e dalla migliore reputazione e certamente non avevano quella disperata necessità di fare profitti che hanno oggi per restare in piedi e remunerare i banchieri al vertice.

Non viviamo naturalmente nel migliore dei mondi possibili e oggi per un risparmiatore la vita non è assolutamente in discesa. Di informazione se prima ce n’era poca, oggi ce n’è troppa ed è difficile isolare il rumore.

La correlazione dei mercati è diventata sempre più elevata e nemmeno la diversificazione protegge come nel passato: viviamo in un villaggio globale. Nel bene e nel male. E questo comporta per noi risparmiatori un cambio inevitabile (e doloroso) rispetto a un approccio statico e passivo.

“Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”  si domandava 50 anni Edward Lorenz, meteoreologo del Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT). Sì è la risposta che stanno da diversi lustri indicando con sempre maggiore evidenza i mercati finanziari.

E bisogna pur tenerne conto….  Buona visione!

 

 

 

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