IL CASO DEI FONDI H2O E DELL’ACQUA PAZZA

Il mese di giugno 2019 passerà alla storia per il caso H20 dopo che il Financial Times ha rivelato non solo la forte presenza di bond non quotati ma soprattutto il legame forte con il controverso finanziere tedesco Lars Windhorst.

Questo ha provocato una serie di reazioni a catena come la decisione di Morningstar, una delle società mondiali più conosciute di rating nel settore dei fondi d’investimento, di sospendere il rating su numerosi fondi di questa società di gestione francese e questo a sua volta ha dato il via a un mole significativa di riscatti che il management di H2O ha cercato di frenare liberandosi di buona parte dei bond illiquidi (che sfioravano il 10% su alcuni fondi come H20 Multibonds). Se non l’avesse fatto, il rischio che aleggiava su alcuni fondi di H2O era che la banca depositaria bloccasse la possibilità per i risparmiatori di effettuare liberamente riscatti dal fondo.

Una situazione decisamente complicata che ha fatto perdere quasi un quarto delle masse a H20 (che ha la maggior parte dei propri sottoscrittori di fondi proprio in Italia) visto che le richieste di riscatti hanno superato 6,5 miliardi di euro in pochi giorni. E il fondo H20 Multibonds (che era anche quello con la maggiore presenza di bond non quotati in portafoglio) è quello che ha maggiormente pagato il conto con un -7,2% circa di performance nel mese di giugno nel momento peggiore come si può vedere nella nostra tabellina Top&Flop.

 

Cosa potrà accadere nel futuro è difficile da pronosticare poiché se è stato risolto o quasi il problema dei bond illiquidi, la reputazione di H20 ne è rimasta comunque un bel po’ ammaccata (difficile capire perché gestori così scafati detenessero obbligazioni di quel tipo che per loro stessa ammissione contribuivano in modo positivo alle performance annuali per poche decine di basis point).

Sarà interessante vedere nelle prossime settimane da una parte se la fuga dei sottoscrittori continuerà e dall’altra se i gestori di questo fondo riusciranno comunque a mantenere quel passo incredibile che li aveva portati in vetta fra i migliori gestori di fondi obbligazionari oppure a scoprire se qualcosa si è rotto e c’è anche magari dell’altro in questa storia.

Secondo il Sole 24 Ore di martedì 22 luglio alcune banche e reti hanno consigliato ai propri clienti di investire fino al 40% del proprio capitale sui fondi di questa società di gestione. Una scelta che non va certo nella direzione di fornire una consulenza “super partes” diversificata e attenta a non concentrare i rischi dell’investimento.

Sono numerose le considerazioni che si possono fare su questa vicenda e da parte nostra non abbiamo mai per diverse…

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