Fondo pensione: investire oggi sul domani

Chi dovrebbe pensare di investire in un fondo pensione? Se hai queste tre caratteristiche, dovresti assicurarti subito la tua pensione complementare

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Chi studia Economia all’Università prima o poi si confronta con la piramide di Maslow: questo psicologo statunitense dice che la nostra realizzazione procede a gradoni a mo’ di piramide egizia: l’individuo cerca in primis di sfamarsi e sopravvivere, poi di acquisire sicurezza e protezione, soddisfatti i quali andrà alla ricerca di amicizia e affetti e una volta ottenuti punterà a rafforzare la propria autostima e poi cercherà quella degli altri.

Ma quale legame con il fondo pensione o, più in generale, a quella che sarà la nostra pensione futura? Quando si parla di bisogni finanziari, anche qui c’è una scala progressiva che bisognerebbe avere in mente. Che parte dal lavoro e finisce con la pensione , passando da gradoni intermedi progressivamente soddisfacenti.

Pensare alla pensione futura implica quindi aver raggiunto già un buon grado di benessere personale, almeno a livello basico: avere un lavoro. La cosa interessante però è che come probabilmente accade per la piramide di Maslow ognuno ha la sua piramide e riterrà più importante raggiungere prima o dopo un determinato bisogno. C’è chi per esempio è più interessato al riconoscimento da parte del proprio gruppo di pari rispetto agli affetti personali. E chi invece mette al primo posto la necessità di investire in un fondo pensione.

 

 

Il fondo pensione conviene?

 

Quando si parla di bisogni finanziari non siamo tutti uguali. C’è chi il bisogno di avere una pensione congrua rispetto alle sue necessità lo mette al secondo posto della sua classifica delle necessità finanziarie, chi all’ultimo. C’è chi mette al primo posto la necessità di investire in un fondo pensione e chi no.

Tra Paesi e Paesi c’è, per esempio, molta differenza: la seconda cosa che pensano gli inglesi dopo aver ottenuto un lavoro è sottoscrivere un fondo pensione, mentre in Italia questo tema non è in cima alle preoccupazioni finanziarie. Anche se qualcosa lentamente sta cambiando. Già, perché è importante chiedersi se il fondo pensione conviene e più in generale se attraverso questo strumento sia necessario investire oggi sul domani.

Noi, per esempio, come consulenti finanziari indipendenti veniamo sempre più interpellati su questo fronte e ci viene chiesto nei servizi di consulenza una tantum che offriamo il calcolo della pensione, o meglio di calcolare quale sarà l’importo della pensione “statale”, il primo pilastro cui avremo diritto. Se sei interessato a sapere quale sarà la tua pensione futura puoi cliccare sull’immagine che segue.

 

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Quando si calcola l’importo della pensione futura le sorprese non mancano quando, dopo aver raccolto i dati necessari per fare la stima, diamo il risultato. Soprattutto per certe categorie di lavoratori che non sono consapevoli di versare molto meno rispetto ad altri, diversamente inquadrati, nel fondo pensione, e poi si stupiscono se la pensione futura sarà striminzita.

Ma non è certo solo colpa dei pochi contributi versati, ma anche del famoso patto generazionale che via via prenderemo sempre meno di pensione. Pur a parità di contributi versati. Per questo è necessario pensare a oggi per il domani e capire se il fondo pensione conviene oggi più che mai o se si può aspettare.

Per fare un esempio, il dipendente pubblico che è andato in pensione nel 2020 prende di pensione l’80% dell’ultimo stipendio, chi ci andrà nel 2060 avrà una pensione calcolata sul 66% del proprio stipendio: c’è una bella differenza!

Inutile girarci intorno: spesso i soldi su cui possiamo contare oggi grazie al lavoro, domani non saranno sufficienti ad assicurarci una pensione all’altezza dei nostri bisogni e dovremo aggiungere una seconda gamba che è la pensione complementare. Perciò sì, aderire ad un fondo pensione conviene! Ma quale scegliere?

Qui si apre il vaso di Pandora perché ci sono 191 fondi pensione aperti e 188 PIP (acronimo di Piani Individuali Pensionistici) tra cui poter scegliere.

Tutti offrono un beneficio fiscale ma anche qui è molto diverso a seconda della propria aliquota contributiva: chi viene tassato con il 43% di aliquota sull’Irpef a parità di contributo versato alla propria seconda pensione complementare ottiene un beneficio fiscale doppio rispetto a chi versa il 21%.

Chi, quindi, ha più vantaggi e dovrebbe sottoscrivere un fondo pensione complementare? Chi dovrebbe sentire maggiormente il bisogno di attivare ASAP (come dicono i giovani acronimo di “as soon as possibile” tradotto prima possibile) il fondo pensione o il piano pensionistico complementare?

Il lavoratore autonomo rispetto al dipendente, perché prenderà meno di pensione (per esempio il dipendente pubblico che andrà in pensione tra vent’anni con 42 anni di contributi prenderà il 63% dell’ultimo stipendio, il lavoratore autonomo solo il 48%).

Dovrebbe seriamente pensare al fondo pensione complementare chi paga un’aliquota superiore al 41% (succede a chi ha un’imponibile superiore ai 55.001 euro) perché scarica tanto di tasse. Chi andrà in pensione molto in là dovrebbe pensare alla pensione complementare perché rispetto a chi è andato in pensione oggi, domani prenderà uno spicchio più piccolo dell’ultimo stipendio e dovrà trovare il modo di integrare.

Detto questo non c’è alcun dubbio che investire oggi sul domani attraverso un fondo pensione sia una necessità a cui dover prestare molta attenzione. Per questo, più che un patto generazionale, la pensione dovrà essere sempre più un patto con sé stessi.

 

 

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