Inflazione: alberi di Natale +30%. Domanda boom e carenza di offerta fanno esplodere i prezzi

Una tempesta perfetta si è abbattuta sugli alberi di Natale, tanto da spingere il loro prezzo al rialzo. E intanto anche l'inflazione sale.

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Natale incombe anche se sull’ultimo numero del settimanale The Economist si segnala il problema che negli Stati Uniti quest’anno potrebbero non esserci alberi da decorare per tutti. Uno dei tanti motivi è l’inflazione che ha spinto in Usa il prezzo degli alberi di Natale a +30%. Ma non è l’unica ragione.

Oltre a questo preoccupa la crisi della catena di approvvigionamento, indotta dalla pandemia, che ha reso più difficile l’accesso a molti prodotti, alberi di Natale compresi. E l’aumento dei costi di spedizione e gli arretrati nei porti rappresentano una minaccia molto più grande per la fornitura di alberi artificiali rispetto a quelli vivi.

L’85% degli alberi piantati dalle famiglie americane lo scorso anno erano falsi, ovvero artificiali; la maggior parte di questi sono importati dalla Cina. Già a settembre, l’American Christmas Tree Association ha avvertito che quest’anno potrebbero essere disponibili meno abeti finti. Sarà questo che, oltre all’inflazione, ha contribuito alla spinta +30% degli alberi di Natale?

E la cosa curiosa è che la carenza di alberi veri, ovvero abeti, risale alla Grande Recessione del 2008-2009 dove gli americani a corto di soldi hanno acquistato meno alberi. “Di conseguenza, alcuni coltivatori hanno cessato l’attività, mentre altri hanno piantato meno piantine. Gli alberi di Natale possono impiegare fino a 15 anni per maturare, con il risultato che oggi sul mercato arrivano meno alberi” spiega l’Economist.

Aggiungete a questo il fatto che le generazioni più anziane di agricoltori stanno andando in pensione e c’è meno interesse da parte della generazione più giovane a rilevare l’attività. C’è carenza di piantine e, inoltre, alcuni agricoltori hanno venduto tutti i loro alberi per vendere la loro terra agli sviluppatori.

Una tempesta perfetta si è abbattuta insomma sugli alberi di Natale e, per questo motivo, in buona parte del mondo costeranno anche fra il 20-30% in più rispetto allo scorso anno (ecco perché l’inflazione sale) e se ci saranno meno alberi decorati (veri o finti) è comunque un bene.

La cosa potrebbe, infatti,  anche avere un qualche beneficio sanitario, perché le assicurazioni Usa hanno calcolato che fra gli incidenti domestici delle famiglie americane ai primi posti vi è proprio il momento della preparazione dell’albero. Le cause? Prese sovraccaricate, luci difettose, animali domestici che ci saltano sopra, lacerazioni da lampadine rotte, incendi, gente che casca dalle scale e dalle sedie mentre addobba l’albero.

La tradizione dell’albero di Natale resta comunque forte anche se sono soprattutto gli europei (con i tedeschi in testa) a preferire l’albero di Natale vero rispetto a quello sintetico.

 

Albero di Natale vero o finto?

 

Sarà per tutti questi motivi ma in ufficio in SoldiExpert SCF non abbiamo fatto l’albero e restiamo e attenti all’andamento dei mercati.

 

 

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