Ho un problema. Devo investire fra 500.000 e 1.000.000 di euro

 

Ha suscitato un grande interesse e migliaia di letture la precedente breve guida dove spiegavamo le basi su come investire 50.000 euro con diverse soluzioni proposte con portafogli di azioni, fondi o Etf da replicare.
Un ABC ma anche D e H per investire dove abbiamo cercato di dire tutte le cose essenziali da sapere per muoversi non alla cieca o finire vittime di chi la fa troppo facile e vi racconta o propone investimenti non adeguati e/o troppo rischiosi.

Un lavoro che consigliamo assolutamente di leggere, poiché molto di quanto contenuto rappresenta la base indispensabile per inquadrare nel modo corretto anche questo contributo.

Indice Guida su come investire 500.000 euro o 1 milioni di euro oggi

 

DOVE INVESTIRE 500.000 OPPURE UN MILIONE DI EURO

Abbiamo ricevuto diversi apprezzamenti, ma anche quesiti e, fra questi,

  • chi detiene un patrimonio superiore come per esempio fra 500.000 e 1 milione di euro (e anche oltre) come deve orientarsi?
  • Cosa cambia dal punto di vista della più corretta strategia d’investimento?
  • Maggiori munizioni a disposizione, maggiori guadagni?

Rimarrà deluso probabilmente chi si aspetta che la risposta quasi scontata sia che maggiori soldi si hanno, maggiori sono i guadagni realizzabili. Certo si hanno maggiori frecce nel proprio arco e maggiori possibilità. Ma è bene restare con i piedi per terra. Perché le cose non stanno proprio così e anzi se qualcuno vi fa questo ragionamento fossi in voi lo guarderei con un po’ di sospetto.

Chi detiene somme più importanti può attuare strategie di diversificazione (e vedremo che per noi diversificare non significa “fritto misto”, come comunemente si intende) più ampie e ottenere nel tempo risultati meno volatili e più vicini al proprio obiettivo.

E se si possiedono patrimoni significativi l’obiettivo può essere quello, magari, di farli lavorare per poter avere una rendita (qui avevamo trattato un caso pratico di una signora che a 50 anni voleva vivere di rendita ) su cui contare nel futuro e quindi paradossalmente spesso nella nostra esperienza chi dispone di maggiori capitali giustamente si pone come obiettivo soprattutto quello di non prendersi rischi eccessivi, perché il patrimonio ce l’ha e vuole preservarlo e magari lasciarlo ai propri figli e nipoti.

Una frase diffusa all’università di Cambridge recita: “a vent’anni si è incendiari, a cinquant’anni si è pompieri” e questo concetto vale anche spesso con il denaro.

Disporre di maggiori soldi non significa automaticamente poter ottenere maggiori guadagni nei mercati finanziari. Anzi il rischio è spesso solo quello di commettere errori più grandi!

Certo se si tratta di impiegare una somma per parcheggiare la liquidità in banca o effettuare un pronti contro termine (oramai un tipo di operazione che non si fa quasi più) è possibile che a fronte di un importo via via più elevato vi sia offerto un rendimento leggermente superiore.

 

LA TRAPPOLA DELLE SCOMMESSE TROPPO GROSSE

E se avete un capitale maggiore vi sono consentite possibilità magari precluse per sottoscrivere alcuni strumenti finanziari, come per esempio poter acquistare dei titoli con dei quantitativi minimi elevati, come per esempio alcune obbligazioni societarie. Alcuni bond hanno, infatti, un minimo di sottoscrizione di minimo 50.000 o 100.000 euro. E magari rispetto ai titoli “normali” (con lotto minimo 1.000 euro) offrono un rendimento lievemente superiore.

Ma attenzione. Se sono stati emessi con quantitativi minimi così elevati rispetto alla media è perché, normalmente, si tratta di titoli più rischiosi rispetto alla media per il tipo di obbligazione emessa (magari una subordinata bancaria come i famigerati titoli di questo tipo emessi nel passato da banche poi “risolte”) o per l’emittente.

 

 

E questo perché magari quando le società emittenti hanno deciso di raccogliere sul mercato dei capitali le autorità di controllo (Consob, Banca d’Italia…) hanno dato il disco verde ma a patto magari che queste obbligazioni fossero sottoscritte da investitori istituzionali come fondi d’investimento e operatori qualificati ed esperti che potevano giudicare meglio tutti i rischi.

Capita però poi che questi titoli, emessi nel mercato cosiddetto primario, poi vengano successivamente scambiati su altri mercati come il Mot, Tlx o mercati non regolamentati come il cosiddetto OTC e a questo punto possano essere acquistati anche da risparmiatori privati e non più solo da investitori istituzionali.

E qui purtroppo si rischia l’autogol che molti risparmiatori commettono. Se possedete, per esempio, 500.000 euro e sottoscrivete uno di questi bond con quantitativo minimo 100.000 euro vuol dire che avete messo il 20% del vostro patrimonio (e su un titolo magari con caratteristiche di rischiosità non proprio basse) su un unico emittente. Risultato? Rischio di concentrazione eccessiva che tradotto significa che se quell’obbligazione crolla per i più svariati motivi (e queste cose possono capitare come per esempio abbiamo raccontato nel caso di Portugal Telecom o è successo con i bond Astaldi più recentemente) i problemi possono diventare grossi.

 

Investire in obbligazioni con lotti minimi elevati?

Solo se ve lo potete permettere e siete mega milionari… ed esperti

Se si parla di investimenti sui mercati azionari o obbligazionari dovreste quindi soffermarvi prima sui rischi e poi sui rendimenti. Ma purtroppo pochi risparmiatori adottano questo tipo di lente e nel settore c’è chi ci sguazza (anche fra gli addetti ai lavori) su questa forma di miopia dove ci si concentra eccessivamente sui rendimenti attesi e ci si preoccupa troppo poco degli eventuali scenari negativi.

Se detenete quindi un capitale fra 500.000 e 1 milione di euro (e più) una volta individuato il corretto vostro profilo di rischio e orizzonte temporale il miglior modo per sfruttare questo vantaggio è quello di poter far lavorare il vostro capitale per ottenere maggiore diversificazione e protezione dalle fasi avverse utilizzando maggiori strumenti sottostanti (possibilmente non tutti correlati), ma soprattutto seguendo diverse strategie d’investimento.

 

L’andamento grafico nel tempo di azioni e obbligazioni indica, infatti, che l’andamento può essere nel tempo anche decorrelato, ovvero avere andamenti diversi seppure negli ultimi lustri la correlazione è andata crescendo.

Una volta se tendenzialmente andavano bene le azioni, il ciclo inverso era per l’obbligazionario e così all’interno del mercato azionario c’erano settori che potevano avere anche andamenti difformi nel tempo; oggi tutto questo è sempre più rimasto nel mondo della teoria o dei portafogli “vecchio stile” (ispirati alla teoria di Markowitz), poiché molte cose sono cambiate nel modo.

Ed hanno cambiato drasticamente il mondo anche degli investimenti come la globalizzazione  oppure l’intervento sempre più massiccio delle banche centrali con manovre non convenzionali di politiche monetarie come il cosiddetto Quantitative Easing attuato dalla Banca del Giappone alla BCE, dalla Federal Reserve Usa alla Bank of England. Una marea di liquidità (si stima in oltre 12 miliardi di dollari se riuscite voi a figurare quanti sono) per cercare di rilanciare l’economia e i consumi che ha evidentemente però modificato (e non poco) il mercato degli investimenti e modificherà sempre più in futuro tutti i vecchi equilibri e le presunte correlazioni.

Tutto è cambiato e sta cambiando e investire è diventata una cosa sempre più complicata dove il semplice “compra e tieni” e “diversifica” non è più la ricetta valida per tutte le stagioni.

Se investite sulle azioni sapete che temi di investimento, mercati, settori e titoli possono avere andamenti anche completamente difformi. Ci possono essere andamenti fortemente positivi per i mercati azionari ma anche mesi e anni di sofferenza anche forte. E strategie che possono funzionare in determinati contesti di mercato possono essere veramente pessime in altre.

Il “compra e tieni” sui mercati azionari espone mediamente a perdite anche del -50% del capitale se si guarda cosa è accaduto negli ultimi 2 decenni e al semplice andamento dell’indice MSCI World che rappresenta l’andamento di un paniere di tutte le azioni mondiali (e quindi stra-diversificato)!

Per questa ragione, se vi apprestate a investire il vostro capitale o state valutando se come investito è corretto, è bene quindi ribadire perciò che non esiste sui mercati finanziari nessuna asset allocation ideale per tutti e nessuna strategia infallibile per guadagnare in qualsiasi condizione dei mercati!

Ed è perciò importante ribadire di basarsi, indipendentemente dal capitale con cui operate, sui 4 Pilastri che abbiamo spiegato che dovrebbero essere alla base di qualsiasi investitore (nella guida gratuita che potete scaricare gratuitamente qui) e che sono in sintesi:

  1. Attento ai conflitti d’interesse!
  2. Segui un piano o affidati a chi ne ha uno o meglio anche più di uno…
  3. Conosci le regole del gioco
  4. Conosci te stesso

 

I RISCHI DI UN’ECCESSIVA CONCENTRAZIONE MA ANCHE DIVERSIFICAZIONE. LE TRAPPOLE DEL PRIVATE BANKING ALL’ITALIANA

Se disponete quindi di un patrimonio medio elevato attenti alle classiche trappole in cui cadono molti risparmiatori, come la concentrazione eccessiva su pochi strumenti, ma anche l’eccessiva diversificazione fine spesso solo a se stessa o ad arricchire il vostro broker!

Se avete un capitale fra i 200 mila e un milione di euro in banca e nelle Reti, siete un’eccitante oggetto del desiderio, perché nel linguaggio del settore venite considerati High Net Worth Individuals (HNWI) oppure Very High Net Worth Individuals (VHNWI) se siete nella fascia 500.000/1.000.000.

Vi sarà raccontato che otterrete accesso alla migliore consulenza e quella riservata alle persone più “affluent” (lo slang anglosassone è fondamentale per darsi un’aria ai piani alti delle banche e delle Reti), ma nella realtà purtroppo questo spesso non significa affatto quello che vi viene raccontato. E potreste per esempio scoprire che opererete su una gamma minore di fondi che potreste, per esempio, negoziare con una banca online e con condizioni di costi nettamente superiori!

 

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Abbiamo, infatti, in tanti anni di consulenza finanziaria indipendente sul campo (quella vera) visto poi portafogli di clienti High Net Worth Individuals, Very High e anche Ultra High (dai 5 ai 50 milioni di euro) composti anche da centinaia di strumenti come fondi d’investimento azionari e obbligazionari in quantità all’ingrosso. Addirittura centinaia di Isin (con questo termine si indica il codice associato ad ogni strumento finanziario, una sorta di targa per poterlo identificare in modo univoco sulle varie piattaforme di negoziazione) di fondi o sicav detenuti in portafoglio (magari tramite una costosissima unit linked) su consiglio della banca o del consulente !

Ma investire a pioggia (e ne ho parlato anche qui in questa intervista per Morningstar, la più importante società di analisi dei fondi al mondo) anche se disponete di un patrimonio ingente e diversificare su tutto non è una strategia così geniale come potrebbe apparire, perché (ma questo in banca o il vostro consulente magari non ve lo spiegheranno) se invece di avere 40 fondi che investono su tutto (Usa, Europa, Italia, Emergenti, Cina, Giappone, Tecnologia, Salute, Energia e così via…) e la strategia è quella del “compra e tieni” probabilmente se deteneste un unico strumento come un ETF (vedi qui) che replica l’indice azionario mondiale (ovvero l’andamento di tutti i principali mercati azionari) avreste la stessa cosa, ma risparmiando un sacco di costi (e anche più del 2-3% all’anno!). E discorso analogo si può fare anche per la parte obbligazionaria.

 

COME MUOVERSI FRA AZIONI, FONDI ED ETF

Per risparmiatori e investitori con patrimoni da 200.000 a qualche milione di euro la nostra società (e fra le prime in Italia come testimoniato dai numerosi riconoscimenti, vedi qui) ha concepito e realizzato già 15 anni fa un servizio di consulenza finanziaria su misura che è fra i più avanzati del mercato. Come possibilità di personalizzazione, ma anche tipo di strategie adottate sottostanti nel segno della più totale indipendenza (siamo pagati direttamente dal cliente e non riceviamo retrocessioni sui prodotti collocati da parte delle banche) e flessibilità.
Una consulenza personalizzata che si affianca ai  portafogli “self service” di SoldiExper SCF che possono invece essere replicati su capitali da 25.000/30.000 euro in su.

 

Come funziona la nostra consulenza finanziaria personalizzata?

 

Solo un esame completo può consentire di fare delle diagnosi il più possibili corrette e questa fase è molto importante e non è qualcosa di “burocratico”: per un vero consulente patrimoniale senza conflitti d’interessi è la più importante.

Se detieni già un portafoglio investimenti, grazie a questo servizio puoi ricevere una prima valutazione sintetica dei tuoi investimenti, e capire se sono corretti dal punto di vista della diversificazione e del rapporto costo/rischio/rendimento.
Una volta analizzata la tua situazione di partenza e i tuoi obiettivi di investimento ti consiglieremo come investire il tuo patrimonio in modo molto dettagliato con una consulenza continua e attiva che significa per noi non fornirti semplicemente una “torta” con una serie di strumenti da comprare ma una consulenza continua dove monitoriamo continuamente gli strumenti consigliati oltre che i mercati per consigliarti nel tempo gli opportuni adeguamenti consigliati.

Con la tua banca potrai replicare le indicazioni di acquisto o vendita e naturalmente possiamo adeguarci agli strumenti d’investimento che ti mette a disposizione la tua banca o valutare se esistono alternative migliori come gamma di prodotti offerti e condizioni di negoziazione.

L’incidenza di commissioni elevate su titoli e fondi può infatti costare anche al risparmiatore su capitali fra 500.000 e 1 milione di euro anche diverse migliaia di euro all’anno di costi assolutamente abbattibili anche del 80% cambiando intermediario o scegliendo prodotti meno costosi! E una società di consulenza finanziaria indipendente è nelle condizioni di avere i propri interessi completamente allineati con il cliente
Puoi trovare qui maggiori indicazioni sul servizio di consulenza patrimoniale di SoldiExpert SCF rivolto agli investitori che ricercano una consulenza più su misura e per patrimoni elevati

E’ impossibile fornire un portafoglio base che vada bene per tutti; per chi vuole investire una somma come quella indicata in questo contributo quanto spiegato può aiutare a comprendere quali sono i giusti passi da affrontare e perché secondo noi un consulente finanziario con il proprio cliente deve parlare di rischi e non solo rendimenti, di strategie e non solo di diversificazione.

Ed è quello che portiamo avanti noi nel nostro lavoro di consulenti finanziari indipendenti, cercando in presenza di capitali via via più elevati di aumentare non tanto solo il numero di titoli da detenere (azionari e obbligazionari), ma soprattutto il tipo di strategie che si possono replicare, perché maggiore è il numero di “motori” su cui si può contare maggiore è la probabilità di arrivare nella destinazione prescelta (un obiettivo per esempio di rendimenti del 7% annuo su un orizzonte temporale di 15 anni) con minori turbolenze (rispetto all’andamento di mercato) nel lungo viaggio.

Dove ci troveremo sicuramente nel tempo ad affrontare periodi brillanti ma anche di tensione. E dove è fondamentale avere per questo motivo un piano da seguire e poter contare su consulenti finanziari che stanno dalla vostra parte e hanno un valore aggiunto da offrirvi. Quello che crediamo possiamo offrire con il nostro lavoro.

 

 

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