MENO TESTOSTERONE PIU’ AMIGDALA: PERCHE’ LE DONNE INVESTITRICI SONO DOTATE DI UNA MARCIA IN MENO

Le ricerche parlano sempre più chiaro: essere donna quando si tratta di investire è un plus e non un minus. I maschi? Hanno troppo testosterone in circolo. Queste le conclusioni cui sono arrivati alcuni ricercatori dell’università di Cambridge osservando la frenetica giornata lavorativa di un gruppo di gestori di un hedge fund londinese.

Persone che possono guadagnare anche centinaia di milioni di dollari in un anno speculando sull’oro o sui mercati emergenti, sulle valute o sui titoli di debito. Come Henry Paulson gestore dell’omonimo fondo: nel 2010 ha intascato oltre cinque miliardi di dollari. Gli fanno buona compagnia altri illustri colleghi con guadagni annuali compresi tra i due e i tre miliardi di dollari. Sono tutti gestori di fondi speculativi meglio noti con il termine inglese di hedge funds. Fondi che possono scommettere tanto sul rialzo quanto sul ribasso di uno strumento finanziario.

 

Fund managers

 

I soldi? Ai maschi danno alla testa

Il più noto gestore di hedge funds è sicuramente George Soros, passato alla storia come l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra. Grazie a una speculazione ribassista sulla valuta inglese guadagnò nel 1992 in un mese 1,1 miliardi di dollari. Contemporaneamente partì l’attacco alla Banca d’Italia che fu costretta a far uscire la lira dallo SME e a svalutarla del 30%. Mentre Soros diventava uno degli uomini più ricchi del mondo grazie a queste speculazioni, le perdite subite dalla nostra valuta nazionale furono nell’ordine di 48 miliardi di dollari. Dettagli irrilevanti per Soros, che più assumeva rischi e più inanellava operazioni vincenti, più il suo testosterone aumentava portandolo ad assumersene ancora di più.

 

George Soros

 

Vincere, costi quel che costi

Nel celebre film “Il denaro non dorme mai” seguito del cult finanziario “Wall Street” in cui Michael Douglas interpreta il personaggio di Gordon Gekko (liberamente ispirato secondo alcuni alla figura di George Soros) il protagonista dice

 

“Non sono importanti i soldi, è la competizione. E’ giocare la partita e vincere. E’ solo questo”.

 

Ovviamente può andare bene e si portano a casa bonus milionari, come può andar male, e le perdite le deve coprire qualcun altro. Nel 1995 Nick Leeson provoca alla Barings Bank, un istituto britannico con 233 anni di storia alle spalle, una perdita di 1300 milioni di sterline che costringe la banca a portare i libri in tribunale. Nel 2008 Jerome Kerviel ha causato una perdita di 4,9 miliardi di euro a Société Générale. Nel 2012 un trader di Credit Suisse a Londra fa perdere alla banca svizzera 6 milioni di dollari. 

E’ tutta colpa del testosterone

 

Usando campioni di saliva di un gruppo di gestori di hedge fund con base a Londra, i ricercatori dell’Università di Cambrige hanno osservato che nei giorni in cui il testosterone era già alto di suo, prendevano più rischi, e se quelle operazioni avevano successo, i livelli di testosterone aumentavano, facendogli assumere rischi maggiori. Mai sentito parlare del fallimento della banca americana Lehman Brothers quella che nel 2008 rischiò di mandare all’aria il sistema finanziario mondiale? C’erano uomini ai posti di comando pagati con compensi di milioni di dollari in funzione delle scommesse che facevano sui mercati. E se al posto dei Lehman Brothers ci fossero state le Lehman Sisters? Forse tutto questo non sarebbe accaduto.

Le donne? Naturalmente avverse al rischio

Le donne non sono guidate dal testosterone ma dall’estrogeno, un ormone che scoraggia nelle donne l’assunzione di rischi. Diversi studi hanno dimostrato poi che le donne attivano più frequentemente l’amigdala che è il centro neuronale primitivo della paura. Di fronte al pericolo si fermano prima, di fronte al rischio, se possono, lo evitano. E sono meno interessate al premio al rischio: non misurano il loro valore solo sui soldi. Per questo sono potenzialmente investitrici migliori.

Come ha dimostrato uno studio della Rothstein Kass che ha confrontato il rendimento del Women in Alternative Investments Index con la performance del Global Hedge Fund Index nel periodo ottobre 2007 – giugno 2013. Risultato: a fronte di una performance negativa dei fondi hedge nel quinquennio analizzato (-7,14%), quelli gestiti da donne hanno ottenuto una performance del +46,5%.

 

Hedge fund managers donne vs uomini

 

Ma anche quando si passa ai titoli quotati, le società più rosa sembrano offrire risultati migliori. Il Professor Michel Ferrary della Ceram Business School ha condotto una ricerca sulle società a maggior capitalizzazione dell’indice Cac40 e ha dimostrato che dove era maggiore la presenza femminile nei Cda di queste aziende, minore è stata la perdita in Borsa. Questi risultati sono stati confermati anche da una ricerca svolta dal Credit Suisse su 2.360 società nel periodo 2005-2001. In sei anni le società con donne ai posti di comando hanno ottenuto risultati migliori.

Le donne – ha spiegato Ferrary nel commentare i dati del suo studio sulle società francesi- sono più avverse al rischio e sono più focalizzate sul lungo termine. Una rappresentanza femminile massiccia nel management di una società attenua la tendenza ad assumersi rischi eccessivi tipica dei maschi“.

L’azienda? La voglio rosa

Ne è talmente convinta una veterana del settore come Sallie L. Krawcheck, per anni alla guida del settore wealth management e investment di Bank of America ($2.3 trillioni di dollari di asset in gestione), che a giugno di quest’anno ha deciso di unire le forze tra la sua società, 85 Broads e la società di gestione Pax World Management, per lanciare un fondo comune di investimento che investe in società in cui una o più donne sono nella stanza dei bottoni. L’indice in cui il fondo investe è il Pax Global Women’s Leadership Index. La percentuale di donne presenti nelle società che fanno parte di questo indice è del 24% contro una media globale dell’11%.

 

Criteri di fondo

 

Secondo una ricerca universitaria (“The Bottom Line: Corporate Performance and Women’s Representation on Boards 2004 – 2008”) le aziende con una significativa presenza femminile nel proprio board sono state  in grado di offrire una remunerazione del 60% più alta del capitale investito rispetto ad aziende a guida maschile.

Gli uomini sembrano infatti avere il grave difetto (e naturalmente non possiamo generalizzare a tutta la categoria) di essere troppo sicuri di sé e soprattutto si lasciano troppo conquistare dal trading più veloce e speculativo con pessimi risultati. Lo studio più famoso in questo senso è quello condotto nel periodo 1991 -1997 da Barber e Odean su 35000 investitori on line. I ricercatori sono giunti alla conclusione che mediamente gli uomini ottengono in Borsa performance peggiori delle donne (e non di poco) perché a causa della eccessiva sicurezza in se stessi (la famosa overconfidence ovvero l’eccessiva fiducia in se stessi) e in quello che pensano di sapere, fanno troppe operazioni e questo peggiora i loro rendimenti. Si sopravvalutano insomma, e alla fine guadagnano meno.

La fonte della loro sicurezza? Il testosterone. Nel sangue dei maschi è dieci volte più presente che in quello delle femmine. Da quest’ormone trae linfa la sicurezza maschile e lo spirito di competizione.  E’ il testosterone che spinge l’uomo a voler vincere, a dare una dimostrazione della propria forza.  Ma in finanza, è meglio avercelo piccolo.

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