PATRIMONIALE IN AGGUATO? COSA DICONO I FREDDI NUMERI E DOVE SI ANNIDANO I MAGGIORI RISCHI

“Se la meritano gli italiani la patrimoniale. Sono più ricchi di noi, vanno in pensione prima e quando muoiono pagano pure poche tasse di successione”. Si può riassumere così in poche frasi lapidarie il pensiero del tedesco o olandese medio quando gli si chiede di usare i soldi della Germania o dell’Olanda per aiutare quelle che lui considera le cicale italiane e “mutualizzare il debito”.

Sullo spauracchio della “patrimoniale” si è tornato a parlare in queste settimane con diverse proposte anche abbastanza assurde, talvolta velleitarie e come SoldiExpert SCF, società di consulenza patrimoniale indipendente, ragionare su scenari e soprattutto soluzioni d’investimento fa parte del nostro lavoro.

Interrogato sugli aiuti chiesti dall’Italia per far fronte all’emergenza da pandemia, il cittadino tedesco invita a frugare nelle nostre tasche prima delle loro. Partendo da tre considerazioni abbastanza tranchant che vedremo in questo video e esamineremo per capire se il tedesco ha ragione o torto.

 

Sul nuovo canale di formazione SoldiExpert LAB abbiamo pubblicato un video riservato dedicato al tema della patrimoniale. Per guardare il video clicca sull’immagine e diventa un sostenitore di SoldiExpert LAB: contribuirai anche a iniziative di beneficenza

 

Cosa dicono i freddi numeri

Partiamo dal contesto. L’Italia ha una maledettamente fame di soldi e lo Stato si sta ingegnando su come trovarli. Le previsioni sono fosche. A livello europeo le stime fatte dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) sul crollo del Prodotto Interno Lordo (PIL) fanno dell’Italia una delle pecore nere non solo a livello europeo ma addirittura mondiale. Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta un PIL 2020 in contrazione per 170 Paesi su 189 ma mentre per Germania, Spagna e Francia stima un -8% massimo, per l’Italia prevede un crollo del -9,1%.

Il crollo del PIL unito all’aumento del debito pubblico per fronteggiare l’emergenza causata dal Coronavirus farà esplodere un altro dato molto importante: quello del rapporto debito/Pil. Per l’Italia l’FMI si aspetta per il 2020 un rapporto debito/PIL del 155,5%, contro il 68,7% della Germania, il 115,4% della Francia e il 113,5% della Spagna.

Secondo autorevoli operatori del settore che rilasciano interviste e pareri a giornali d’Oltralpe l’Italia è la grande malata d’Europa e il debito pubblico italiano appare sempre meno sostenibile.

Il problema non è al momento lo spread: a quello ci pensa la Banca Centrale Europea (BCE) che con il suo Pandemic Emergency Purchasing Programme (PEPP) ha stanziato 750 miliardi da qui a fine anno (che si sommano ai 120 miliardi previsti precedentemente) per assorbire tutte le emissioni extra di cui avrà bisogno lo Stato italiano per fornire aiuti straordinari a imprese e cittadini. Il problema è il rapporto debito/PIL visto in netto peggioramento oltre quella che secondo alcuni è una soglia di non ritorno: quando il debito supera il 150% del PIL. Nessuno chiede all’Italia di azzerare il suo debito pubblico (uno dei più alti al mondo) ma almeno di riportare questo rapporto debito/PIL in linea con quello degli altri Paesi europei.

E ci sono solo due strade: diminuire la spesa pubblica o aumentare la crescita e quindi il PIL. Siccome sembra che nessuna delle due strade sembra percorribile, se ne propone una terza che suona come un pugno tirato da un professionista del ring “Prima di chiedere soldi agli altri Stati cara Italia metti le mani in tasca ai tuoi cittadini. In fondo sono tra i più patrimonializzati d’Europa e hanno anche un mucchio di privilegi pensionistici e fiscali”. Molti nostri politici ed economisti peraltro in questi anni hanno usato dentro la Commissione Europea l’arma della “fortissima ricchezza privata” come rassicurazione sul fatto che il debito pubblico italiano non è qualcosa di preoccupante. Lo ha ribadito anche oggi Davide Iacovoni responsabile del Debito Pubblico del Mef (Ministero dell’Economia e delle finanze) in un’intervista a Milano Finanza in una domanda sulla sostenibilità di un debito che pesa per 155,5% sul Pil. Iacovoni ha detto che non è un problema perché oltre agli acquisti della BCE e alla nazionalità delle mani che hanno in mano il nostro debito pubblico, ha aggiunto che “il Paese ha un basso debito privato e un ampio stock di ricchezza finanziaria e immobiliare, che dà sicurezza agli investitori.”

Italians Patrimoniale do it better

Chi non ci ama come il tedesco o olandese medio (e non vogliamo in questa sede ricordare alcune cosette poco belle sui loro rispettivi “paradisi” su cui dovrebbero fare anche loro auto-analisi) ricorda che noi Italiani andiamo in pensione prima. E le statistiche al momento gli danno purtroppo ragione: Tito Boeri ex Presidente dell’INPS, l’Istituto che eroga le pensioni in Italia, analizzando i dati 2014 conferma che l’età effettiva di pensionamento in Italia è di 62 anni mentre per la Germania è 65 anni.

A livello europeo gli italiani sono uno dei popoli con meno debiti. In Italia secondo l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) l’indebitamento delle famiglie rispetto al reddito disponibile è pari all’86,76% contro il 281,33% della Danimarca, il 239,49% dei Paesi Bassi, il 239,17% della Norvegia e il 223,03% della Svizzera. La ricchezza netta delle famiglie italiane nel confronto internazionale non ha eguali anche se è distribuita in modo diseguale.

Due a zero per il pensiero tedesco-olandese cui però ribattiamo: saremo anche cicale, ma un tempo dobbiamo essere stati formiche per aver messo da parte così tanta ricchezza. Che prima o poi passerà di mano ai nostri coniugi, figli, nipoti, parenti, congiunti o disgiunti. E qui arriva il terzo j’accuse del tedesco medio: siete un Paradiso fiscale, fate pagare poche tasse di successione. E purtroppo hanno ragione anche su questo fronte. Tre a zero per il tedesco-olandese medio ma…rimettiamo la palla al centro.

Ha senso far pagare oggi un’imposta patrimoniale agli italiani? Lo spauracchio di tutti i contribuenti, il prelievo sul conto corrente, è realistico e quali conseguenze porterebbe? Esistono degli strumenti per evitare un’imposta patrimoniale e se si quali i pro e contro e dove potrebbe arrivare a questo punto dove potrebbe colpire la scure del fisco, sui conti correnti o altrove?

È quello che abbiamo cercato di spiegare in un video riservato sulla patrimoniale e pubblicato sul nuovo canale di formazione SoldiExpert LAB dove cerchiamo di fare formazione ma anche beneficenza con un’iniziativa in crodwfunding dove pubblichiamo ogni settimana i contenuti migliori che riceviamo o leggiamo in tutto il mondo e commentiamo con report, analisi e video.

Il video si intitola “Patrimoniale in agguato? Cosa dicono i freddi numeri e dove si può trovare salvezza?” ed è pubblicato su SoldiExpert LAB il nuovo canale di formazione finanziaria a cura di SoldiExpert SCF.

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