Le domande e risposte che cercavate su pensioni di scorta, fondi pensione e previdenza. Ecco come arrivare preparati (finanziariamente) al traguardo

“Allarme previdenza Italia, pensioni, indipendenza finanziaria e vivere di rendita fra mito e realtà” è andata sold out la conferenza organizzata il 4 novembre 2020 da SoldiExpert SCF dedicata al tema delle pensioni, in cui Giuliano Cazzola, uno dei massimi esperti del sistema pensionistico italiano e il giornalista Edmondo Rho, gran conoscitore del primo pilastro della previdenza, hanno apportato un fondamentale contributo (qui il video della conferenza e qui una sintesi dei temi trattati) .

Tantissime le domande giunte nel corso della conferenza e poi inviate in chat o via email a info@soldiexpert.com dai partecipanti alla conferenza. Domande su quanto versare come previdenza integrativa, il TFR, il fondo pensione aperto per il figlio in cassa integrazione, le alternative ai costosissimi PIP (i fondi pensione offerti dalle compagnie assicurative), come mettere da parte i risparmi per la pensione e di quali strumenti avvalersi.

 

Come emerso chiaramente nella conferenza costruirsi una pensione di scorta sarà sempre più importante per la sopravvivenza finanziaria e per questo motivo investire bene i propri risparmi e farli fruttare senza farseli mangiare da costi inutili e prodotti inefficienti è vitale ed è bene quindi conoscere pro e contro dei vari strumenti. Perchè anche quelli integrativi di tipo previdenziale e assicurativo come abbiamo dimostrato spesso la pensione la costruiscono a chi colloca questi prodotti… ed è bene quindi capire (e per questo abbiamo deciso di fare maggiore in-formazione) su questo tema il “giro del fumo”.

Ecco alcune risposte per i partecipanti alla conferenza del team di consulenti indipendenti di SoldiExpert SCF fra quelle più frequenti o che reputiamo di interesse più generale.

 

 

Enrico, incerto se versare più di quanto è deducibile fiscalmente sul fondo pensione consigliato dalla banca. E’ una buona idea? Secondo noi no…

 

Ho un fondo pensione con una banca, su cui investo i fatidici 5164,57 euro annui. Ho 46 anni e prevedo di andare in pensione a 60 anni. Volendo aumentare l’importo finale di calcolo della rendita, sbaglio se valuto di incrementare ulteriormente l’ammontare del versamento annuo sul fondo pensione aperto? A parte la questione della deducibilità’, quali altri motivi vi sono dal punto di vista finanziario?

 

SoldiExpert SCF risponde 

Superare il limite di deducibilità ai fini di accantonamento non è secondo noi generalmente molto conveniente dal punto di vista finanziario e infatti il nostro consiglio, da consulenti finanziari indipendenti, è arrivare fino alla cifra deducibile indicata e sopra quella cifra gestione passiva per gestione passiva….(di fatto fanno quello i fondi pensione aperti, quelli di categoria o i PIP) accantonare risparmi per l’età post lavorativa investendo direttamente in ETF che costano molto meno dei fondi e per questo motivo generano alla fine più rendimento perché non hanno il gravame dei costi fissi annui e spesso una gestione migliore .

Nel grafico seguente il confronto tra un fondo pensione aperto considerato fra i migliori e un portafoglio di ETF (fatto da noi solo a livello indicativo e dove per esempio un risparmiatore ogni anno fa un acquisto programmato) negli ultimi 5 anni. Ci sono quasi 15 punti percentuali di differenza di rendimento tra le due alternative!

 

La maggior parte dei fondi pensione (per non parlare dei PIP) se non ci fosse il doping fiscale non sarebbero interessanti. Chi fa le leggi in Italia sembra preoccuparsi più di curare gli interessi di banche e assicurazioni (come abbiamo detto nella conferenza) piuttosto che dei lavoratori e dei risparmiatori. In altri Paesi sono state create forme di conti titoli a fini previdenziali (e fino anche a 20.000/30.000 euro annui) dove il sottostante (come per esempio ETF o altri strumenti diretti che consentono anche di associare diverse strategie anche più attive) lo possono selezionare i risparmiatori o con il consiglio di consulenti indipendenti invece che spingere prodotti che sembrano concepiti sin dall’inizio soprattutto per ingrassare banche e reti.

 

Fernando, il figlio in cassa integrazione e il fondo pensione da alimentare

Mio figlio grande vuole aderire a uno aperto e magari far confluire in TFR. Io ho identificato quello di Allianz dinamico .Il problema che è ora in cassa integrazione e non vorrei che a fine pandemia si ritrovasse  licenziato con il fondo pensione da alimentare .

 

SoldiExpert SCF risponde 

Prescindendo dalla selezione del fondo (di cui dovremmo avere il nome completo per valutarlo sommariamente) se suo figlio aderisse a un fondo pensione aperto e fosse licenziato dopo un certo periodo di tempo potrebbe comunque usufruire delle condizioni per richiedere una liquidazione del fondo secondo la normativa. Il fondo pensione aperto comunque non comporta obbligo di alimentazione ma ogni anno da dipendente o meno si può decidere se fare dei versamenti o non alimentarlo.

 

 

Tiziana, preoccupata di dove va a finire il suo TFR (trattamento di fine rapporto)

Quanta parte del mio TFR rimane effettivamente in azienda e quanta parte invece viene versata al Fondo di Tesoreria dello Stato con cui vengono pagati i TFR di oggi?

 

SoldiExpert SCF risponde 

Per rispondere a questa domanda bisogna vedere in che azienda lavora: se è inclusa fra quelle sopra o sotto i 50 dipendenti e che scelta ha fatto ovvero se ha deciso, quando ha iniziato a lavorare con questa azienda o successivamente, se destinare il TFR a un fondo pensione o lasciarlo a un azienda e vale circa il 7% della retribuzione lorda.

 

Anita, in cerca di consigli per aiutare i figli ventenni a farsi una pensione integrativa 

Vorrei capire come posso aiutare i miei ragazzi a farsi una pensione integrativa perchè ascoltando la conferenza avete detto che già nel 2030 l’assegno pensionistico  potrebbe essere inferiore del 40% per un lavoratore dipendente con 36 anni di contributi e addirittura del 60% inferiore se è un lavoratore autonomo. Considerando che i miei figli ne hanno ancora per un bel pezzo, come dargli una mano per avere una entrata pensionistica extra?

 

SoldiExpert SCF risponde 

Può valutare di aprire un fondo pensione aperto sfruttando fino a 5164 euro un’interessante deducibilità fiscale se non lo sta già facendo. Questo limite vale però non per ciascun figlio ma complessivamente se fiscalmente a carco. Attenzione però che questi soldi versati nei fondi pensione salvo casi particolari e previsti dalla normativa non potranno essere poi ripresi indietro fino al momento della pensione. L’alternativa è un piano di accumulo con degli ETF meno vincolante ma dove non può sfruttare il beneficio fiscale interessante soprattutto se naturalmente si hanno redditi medio alti.  In pratica avendo un reddito di 27.000 euro l’anno e versando 5.164,57 euro al fondo, si pagheranno le tasse solo su 22.000 euro con un risparmio fiscale circa 1400 euro. Più alto è il reddito maggiore è la convenienza della deducibilità. Va considerato che i soldi versati potranno essere ripresi poi solo al momento della pensione (67 anni) e vi verrà applicata una tassazione all’uscita ma molto più light rispetto a quella originaria e questo “gioco” (o “spinta gentile” per dirla con un economista che ha vinto il premio Nobel per l’Economia per queste cose) fa sì che il versamento nei fondi pensione ha il suo forte appeal fiscale oltre che naturalmente il meccanismo positivo del risparmio forzoso per esigenze future.

 

Alberto chiede se si possono diversificare anche i fondi pensione

Ho un fondo pensione con Genertel e volevo aprirne un altro con Seconda Pensione. E’ possibile? O posso trasferire quanto ho su Genertel su Seconda Pensione?

 

SoldiExpert SCF risponde 

E’ possibile la “portabilità” dei fondi pensione e dei PIP e quindi si può richiedere di trasferire la propria posizione previdenziale da un fondo all’altro. E’ una facoltà espressamente prevista dalla normativa che non è molto conosciuta.
Ed è possibile anche tenere i piedi in più scarpe se si pensa che se ne possa trarre qualche vantaggio e versare ogni anno o anche in anni differenti in diversi fondi pensione.

 

Giulio vuole sapere fra capitale e rendita al momento della prestazione finale come decidere e alcune finezze…

Al momento della pensione dovrò decidere quanto versato sul fondo pensione se averlo sotto forma di capitale o rendita. Ho letto però che potrò riscattare subito solo una parte di quanto accumulato fino a un massimo del 50% del capitale. E’ così?

 

SoldiExpert SCF risponde

Oggi quasi il 98% degli aderenti ai fondi pensioni optano per “tutti, maledetti e subito”  poichè giudicano evidentemente la rendita insufficiente o pensano di morire presto… Battute a parte (e la valutazione andrebbe fatta caso per caso) la normativa dice che è  consentito ottenere il 100% in forma di capitale nei seguenti casi:
1. iscritti ad una forma pensionistica complementare prima dell’aprile 1993
2. nel caso in cui la rendita generata dalla conversione di almeno il 70% del montante sia inferiore al 50% dell’assegno sociale annuo (nel 2019 pari al 50% di 5954 Euro, ovvero 2977).

Se si ha accumulato su un fondo pensione una cifra per esempio sotto 80.000 euro avevamo visto un po’ di tempo fa che questa poteva essere quindi liquidata anche interamente sotto forma di capitale poichè la rendita generata non superava il 50% dell’assegno sociale. Solo sopra solo questo caso il 50% dovrà essere erogato almeno il 50% in forma di rendita. Attenzione però! Se si hanno però 2 o più fondi pensione attivi l’importo non si cumula in un’unica posizione ai fini di questa regola sulle posizioni accumulate che vale per il singolo fondo pensione. Quindi se ho per esempio 75.000 euro sul fondo pensione A e 75.000 euro sul fondo pensione B potrei richiedere secondo i calcoli sopra a tutti e 2 la prestazione in forma di capitale al 100% mentre se invece avessi 150.000 euro su un unico fondo pensione questo non sarebbe possibile e potrei chiedere indietro solo massimo il 50% del capitale mentre per il resto mi sarebbe convertito in forma di rendita.

 

Massimo, lumi sui costi (eccessivi?) dei Piani Individuali Pensionistici

 

Ho visto che i PIP sono le formule piu‘ costose… quali le alternative? Quando arriveranno in Italia i fondi pensione europei (PEPP) di cui avete accennato nella conferenza?

 

SoldiExpert SCF risponde 

Sicuramente un fondo pensione aperto costa meno e ce ne sono molti, anche se purtroppo il limite è che in Italia si pagano sia con i PIP sia con i fondi pensione commissioni comunque spesso “ingiuste”. Speriamo che magari con i nuovi prossimi fondi di pensione europea (PEPP) migliori la concorrenza e scendano i costi.

 

Aurora, il pensionato e le due pensioni

 

Nella conferenza avete detto che un pensionato detiene 1,42 pensioni? Come è possibile?

 

SoldiExpert SCF risponde 

Un lavoratore in pensione può ricevere più trattamenti pensionistici per esempio invalidità, anzianità o vecchiaia, superstiti…

 

Alessandro, incerto se scegliere il fondo chiuso o aperto

 

Tra un fondo chiuso (Fon.te) e uno aperto( Amundi) quale scegliere?

 

SoldiExpert SCF risponde 

I fondi di categoria hanno costi nettamente inferiori ai fondi pensione e fra i 2 citati il Fonte per esempio Crescita confrontato con quello Seconda Pensione Bilanciato va molto meglio quindi in generale se uno può e il fondo di categoria non è proprio gestito male meglio quello di categoria e il Fon.te ha un buon track record

 

Mirella, preoccupata della capienza del fondo di tesoreria 

Se quando andrò in pensione l’INPS non avrà fondi disponibili sul fondo di tesoreria la mia azienda sarà ritenuta responsabile e me li anticiperà oppure no?

 

SoldiExpert SCF risponde

Il professore Giuliano Cazzola ha messo in evidenza che se lo Stato non interviene (come dovrebbe fare e non credo personalmente che si possa esimere ) i conti iniziano a non stare in piedi e in effetti la situazione è poco brillante (si veda qui) e c’è da sperare in una copertura dello Stato a garanzia.

Riccardo, risparmia ma quando si tratta di investire si blocca

Dato che risulta che non siamo più un popolo di risparmiatori, come posso accrescere la mia magra fortuna?

Del trading si dice che non è il caso se non sono esperto;

Delle banche e delle assicurazioni si dice di stare attenti (a buon diritto);

Si dice che è importante l’alfabetizzazione finanziaria, ma quali sono i passi da compiere?

 

SoldiExpert SCF risponde

Prima si inizia a risparmiare meglio è perché investire è come una lunga maratona e anche se ogni tanto si pensa di poter bruciare le tappe l’importante è saper reggere tutti i km. Evitare quindi costi inutili, prodotti illiquidi e opachi, sogni di moltiplicare il capitale con trading esasperato, fidarsi di chi è pagato a “tappo” ovvero è in conflitto d’interessi per i prodotti o strumenti che colloca e di cui riceve provvigioni e incentivi. Poi è importante avere un piano. Una strategia di diversificazione e una strategia basata magari su più strategie che è quello che cerchiamo di fare nella nostra consulenza indipendente di SoldiExpert SCF dove non vendiamo prodotti o strumenti, non deteniamo soldi di nessuno ma chi ci remunera come si fa con ogni professionista e consulente riceve i nostri consigli.

Riguardo l’educazione finanziaria trova nel nostro sito tanta roba che abbiamo scritto in questi anni  e messo a disposizione gratuitamente.

Per esempio qui il nostro Education Center: https://soldiexpert.com/moneyreport/education-center/
Qui numerose guide: https://soldiexpert.com/moneyreport/ebook-e-guide/

C’è il nostro canale YouTube qui http://youtube.com/soldiexpert
E molto altro ancora…e si può naturalmente chiedere una prima consulenza gratuita prenotando qui un appuntamento

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