Settore immobiliare: dove il mattone è salito (o sceso) di più nel mondo

Qual è il Paese in cui il settore immobiliare è cresciuto di più? Un'analisi su dove il mattone è maggiormente salito tenendo conto anche del tasso di inflazione

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Cosa sta succedendo oggi al settore immobiliare? Ecco la classifica dei Paesi dove il mattone è cresciuto di più.

Fra i Paesi che nel 2020 hanno visto nominalmente un maggior rialzo delle quotazioni dell’immobiliare c’è la Turchia, con una crescita annua dei prezzi del 27,3%. Tuttavia, in termini reali, una volta dedotta l’inflazione del 14%, la crescita annuale dei prezzi si avvicina al 13%.

La Nuova Zelanda è arrivata al secondo posto con una crescita dei prezzi annua del 15,4% ed è da anni uno mercati immobiliari più frizzanti del mondo. Agli antipodi in tutti i sensi rispetto all’Italia.

Abbiamo nella grafica sottostante confrontato l’andamento dei prezzi degli immobili residenziali nel mondo secondo il The Knight Frank Global House con l’inflazione, perché ci sembrava interessante capire l’andamento reale degli ultimi 12 mesi e come puoi vedere il mattone neozelandese stravince con una crescita reale del +22,6% nel periodo giugno 2020-giugno 2021, l’Italia mostra nello stesso periodo un -0,9%.

 

Immobiliare: dove il mattone è salito (o sceso) di più nel mondo

 

Tenere conto dell’inflazione nella crescita (o decrescita) del settore immobiliare del mondo è sensato per capire quanto effettivamente siano cresciuti i prezzi degli immobili. O in alcuni casi, tra cui l’Italia, da una crescita nominale positiva passare invece al segno meno.

Se si guarda alla classifica ci sono diversi casi, già citati prima che fanno riflettere. In termini nominali il Paese che ha registrato un maggiore aumento dei prezzi degli immobili è la Turchia con un +29,20%. Ma se si considera anche il tasso di inflazione (e si sottrae alla variazione dei prezzi degli immobili) il Paese scivola dal primo all’undicesimo posto registrando un aumento reale soltanto del +9,62%.

Caso diverso invece quello già citato della Nuova Zelanda che dal secondo posto se si guarda il valore nominale arriva in prima posizione se si tiene conto dell’inflazione, registrando un aumento reale dei prezzi degli immobili del +22,60%.

 

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Altri Paesi invece, come Stati Uniti ma anche Slovacchia e Lussemburgo si posizionano bene sia in termini nominali che reali.

Il mattone italiano invece si trova quasi in fondo alla classifica, alla posizione numero 45. Con un aumento reale dell’immobiliare di +1,70% passa al valore negativo di -0,90% se si considera il tasso di inflazione di +2,60%.

Tra le ultime posizioni invece troviamo Romania, Brasile e Spagna e India, tutti con il segno meno. Ma se nel caso di Romania e Brasile in termini nominali l’aumento immobiliare c’è e viene “mangiato” dal tasso di inflazione, nel caso di Spagna e India non si può dire la stessa cosa. In entrambi i Paesi il settore immobiliare è al palo registrando addirittura una decrescita.

Se sei interessato al tema leggi questo focus: “Investire sull’immobiliare con cedola, conviene?“. Un’analisi che oltre a dare uno sguardo all’immobiliare mondiale parla di quali cambiamenti dovrà sopportare il settore dopo la pandemia.