SU INTESA GLI ETF COSTANO IL DOPPIO. NON SANNO FARE IL RENDICONTO SPIEGA PLUS24. SAN PAOLO PREGA PER LORO

Il settimanale Plus del ILSOLE24ORE riporta lo strano caso del rendiconto costo e oneri inviato da Banca Intesa Sanpaolo a un cliente in cui a un ETF sulla Cina viene attribuito un costo dello 0,99% quando nella realtà lo strumento finanziario costa la metà: lo 0,40%.

Curiosa la difesa della banca “È stata una scelta progettuale non avendo a disposizione il valore puntuale”. In pratica la più grande banca del Paese non riesce a dare ai clienti un rendiconto costi e oneri veritiero perché non riesce ad avere sottomano il valore puntuale di un ETF che è disponibile gratuitamente e su tantissime piattaforme via internet. Valore che – come la stessa banca ammette – è facilissimo da trovare in quanto “disponibile nell’ambito della documentazione relativa allo strumento predisposta dall’Emittente, cioè nel caso di Etf i Kiid/Kid, facilmente recuperabili sui siti dei mercati di quotazione degli strumenti».

La banca dice che sta affinando la propria informativa dei costi ex-ante.
Sarebbe anche ora… e la normativa Mifid2 prevede in realtà da diversi anni che nella rendicontazione costi ex post sia obbligatorio fornire al cliente la fotografia personalizzata dei costi degli strumenti come delle commissioni pagate dal risparmiatore e non cifre in libertà.

Peraltro il caso sollevato da Plus evidenzia pure che al cliente che Intesa Sanpaolo ha inviato questo rendiconto è stata applicata una commissione d’intermediazione dello 0,6% veramente maxi se si pensa che molte piattaforme online applicano lo 0,2% circa con massimo 20 euro per operazione. Vai a sapere che anche in questo caso quanto ha realmente pagato il cliente.

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Spontanee le domande che solleva questo caso.
Come si vede, infatti, nel rendiconto costi e oneri pubblicato da Plus, sugli ETF la banca non riceve nessun incentivo per il collocamento come è tipico di questi strumenti.
Sarà per questo che gli ETF sono snobbatissimi dalle banche italiane mentre a livello mondiale questi strumenti di investimento low cost stanno crescendo in modo sempre più importante? A fine giugno 2020 riporta Amundi i flussi globali in ETF sono aumentati di oltre il 70% rispetto a maggio, con un incremento delle sottoscrizioni da 37,3 miliardi di euro a 64,5 miliardi di euro.
Segno che qualcuno capace di fare i conti c’è e sa non solo cosa comprare ma anche quanto pagarlo.

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