Fondi o ETF? Selezionare i migliori (e peggiori) fondi d’investimento. Addio vecchie classifiche, nasce FondiExpert.it

Settimana densa di eventi: non perderti il nostro meccanismo per dare la pagella a quasi 13.000 fondi e tante altre novità

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

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E’ una settimana densa di avvenimenti quella che ci aspetta e non solo per il webinar che abbiamo preparato per il 17 giugno 2021 sull’Asset Allocation che credo ti farà vedere con un occhio nuovo molte cose che davi per scontate sul mondo degli investimenti, ricavando spero delle indicazioni utili per il tuo patrimonio.

Il nostro cantiere anche se i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) europeo non sono ancora arrivati è sempre attivo.

La settimana scorsa abbiamo varato un nuovo portafoglio speciale, Value & Research, per i clienti della consulenza personalizzata che è il nostro portafoglio più global dato che spazia dalle società canadesi a quelle francesi, da quelle australiane a quelle italiane. Un laboratorio dedicato al value investing, ovvero alla ricerca delle società di valore, azioni, fondi o ETF in tutto il mondo.

Dall’uranio ai catamarani (se a proposito volete fare un giro a Lerici, Portovenere o alle Cinqueterre a bordo di un piccolo catamarano mentre degustate ostriche e cibo gourmet, abbiamo dei nostri amici che si occupano di organizzare questo gustoso modo di spendere i soldi e passare un giorno in barca).

E negli scorsi giorni abbiamo varato all’indirizzo FondiExpert.it un simpatico (ma alcuni del settore del risparmio gestito lo troveranno decisamente antipatico) “motore” che dà un voto da zero a 10 a quasi 13.000 fondi, società di gestione comprese.

Nel commento sottostante parliamo anche dei PAC e dei PIC e se vorrete capire se il fondo che vi hanno venduto o vi vogliono collocare è una “ciofeca” ora avrete finalmente uno strumento in più di facile consultazione per capirlo.

L’idea di questo Fund Rating nasce quasi casualmente dopo che 2 anni fa circa mi ritrovai a una premiazione dei migliori fondi che mi lasciò un po’ sgomento. Un mio amico mi aveva dato appuntamento a questo evento per incrociarci a Milano e non potei non rilevare una volta salito sul treno per il ritorno facendo alcune ricerche sul notebook che alcuni dei fondi premiati (con gestori che si atteggiavano a star tipo Nicole Kidman) si comportavano molto peggio dei pari ETF comparabili!

Una “manfrina” che ho visto poi diventare sempre più frequente con ETF che strabattono la maggior parte dei fondi, ma gestori dei fondi (e loro cantori) che fanno finta di nulla e parlano e pontificano come se fossero in finanza Maradona o Pelè, mentre invece in molti casi sono dei brocchi.

Il meccanismo che abbiamo ideato per dare la pagella da zero a dieci (un ritorno nostalgico al passato quando così si davano i voti a noi delle generazioni “anta”) è abbastanza semplice.

Un fondo che merita fra il 6 e il 7 è un fondo che si comporta come il mercato, ovvero il suo indice di riferimento (il cosiddetto benchmark) come performance e come discesa nelle fasi avverse (il cosiddetto drawdown).

Se un fondo fa meglio del mercato come performance e/o come capacità di perdere meno nelle fasi fortemente negative e si comporta meglio per questo motivo all’interno della propria categoria allora guadagna dei bonus e può arrivare a prendere un 8, 9 e anche un 10 come Bo Derek nel film omonimo.

Se invece il fondo fa peggio del mercato come rendimento e/o come perdite nelle fasi avverse, allora si meriterà una bella insufficienza fino a zero.

 

SoldiExpert Fund Rating SoldiExpert Fund Rating

 

Chi vorrà approfondire com’è impostato il nostro algoritmo trova qui maggiori dettagli e naturalmente non è qualcosa di “magico” e non è concepito per selezionare i migliori fondi del futuro, cosa impossibile considerata anche il problema della “persistenza” che non è un problema banale come documentiamo.

Un fondo oggi a 5 stelle o da 10 fra qualche anno vi è un’elevatissima probabilità che faccia schifo, insomma. Costruire quindi portafogli con i “migliori fondi” se non si affronta questo problema è uno specchietto per le allodole che, purtroppo, buona parte dell’industria del risparmio gestito continua a fare e con molti risparmiatori che cadono ancora nella trappola di chi vende loro la schedina della settimana precedente.

Circa l’85% dei fondi esaminati di fatto si comporta peggio del mercato, ovvero degli ETF e quanto emerge è in linea con tutta la ricerca accademica (e non solo) fatta da tutti i principali istituti di ricerca e dalle società di analisi mondiali compreso S&P.

Come mai la maggior parte dei fondi ottiene risultati così scadenti da parte di un’industria che continua a raccontare invece di creare “alpha”, ovvero valore aggiunto grazie alla “capacità del proprio team di gestione di selezionare le migliori opportunità in tutto il mondo”?

I costi prima di tutto.

“Per quanto riguarda i rendimenti, il tempo è tuo amico. Ma dove sono i costi, il tempo è il tuo nemico” diceva spesso Jack Bogle, investitore e filantropo statunitense. Il fondatore e amministratore delegato di The Vanguard Group, una delle più grandi società di investimento di tutto il mondo e colui che ha creato il primo fondo indicizzato.

Se sui fondi d’investimento di Banca Mediolanum, Azimut o di molte altre società di gestione pagate un costo (spesso in parte occulto ma c’è e dovrebbero obbligatoriamente ogni anno indicarvelo) del 3% annuo in 30 anni, questo equivale a un abbattimento del 60% del vostro capitale!

Non tutti i risparmiatori comprendono a fondo questo concetto e capita anche a noi ancora di vedere risparmiatori che ci dicono che con la loro banca non pagano nulla, mentre noi che, invece, chiediamo una parcella siamo “un po’ cari” (non inglobando nel costo della consulenza tutti gli annessi e connessi, ovvero il costo degli strumenti) e questo spiega perché tutte le banche italiane considerano il risparmio gestito la gallina dalle uova d’oro e l’Italia vanta i fondi fra i più cari in Europa.

George Akerlof, premio Nobel dell’Economia e marito di Janet Yellen, ex governatore della Fed e attuale segretario al Tesoro Usa (che coppia! Chissà chi tiene il budget familiare…e decide come investire i soldi in casa) descrive questo come un mercato simile a quello delle auto usate (dei “limoni” negli Stati Uniti o dei “bidoni” diremmo in Italia) dove il venditore dispone di molte più informazioni del compratore e dove c’è “asimmetria informativa”.

Nel mercato del risparmio, come in tutti i mercati, ci sono molte opportunità, ma anche trappole ed esche in cui molti risparmiatori finiscono per abboccare. Perché ogni volta che c’è un profitto da ricavare, i venditori non esiteranno a sfruttare le nostre debolezze psicologiche, la nostra superficialità e la nostra ignoranza per manipolarci e piazzarci la loro merce al prezzo più alto.

Con questa teoria dei “limoni da spremere” Akerlof si è guadagnato un premio Nobel per l’Economia. Noi non aspiriamo certo a questo, ma ci piacerebbe aiutare qualche nostro connazionale a lasciare più soldi ai propri figli che alla propria banca.

Stai bene ed investi bene,

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF

 

 

 

 

 

 

p.s. giovedì pomeriggio 17 giugno alle ore 16,30 sono stato invitato a partecipare all’ITForum Online Week a intervenire (credo verso le 17 per massimo 17 minuti) a una conferenza sul tema “Certificati di investimento: conoscerli per saper affrontare le sfide dei mercati nel breve e medio periodo“ e siccome non sono un fan dei certificati mi è stato chiesto di fornire una view di medio-lungo periodo sui mercati finanziari.

Questo è il link e poi in serata alle 21, invece, sempre di giovedì, potrò parlare più a briglia sciolta del tema che mi sta più a cuore in questo momento che è quello dell’asset allocation ovvero come costruire e diversificare il proprio patrimonio nel modo più furbo (iscriviti per partecipare).