Investire in tempi di guerra o di forte incertezza sui mercati, come nel 2026, è una sfida per qualsiasi risparmiatore. Le notizie negative si susseguono, la volatilità aumenta e la tentazione di “fare qualcosa” per proteggere i propri soldi diventa sempre più forte.
Proprio in queste fasi, però, si commettono gli errori più gravi. Non perché manchino le informazioni, ma perché entrano in gioco emozioni come paura, ansia e bisogno di sicurezza, che spesso portano a decisioni sbagliate e controproducenti.
È nei momenti di crisi e di forte instabilità dei mercati che la finanza comportamentale può aiutare a non commettere gli errori più grossolani.
In un libro di qualche anno fa, Soldi in testa (Laterza), Paolo Legrenzi, uno dei principali studiosi italiani di psicologia cognitiva e finanza comportamentale, spiegava che chi investe si scontra con un paradosso: “Una persona risparmia per ridurre l’incertezza del suo futuro – spiega Legrenzi – e tuttavia, al contempo, è costretta a collocare i propri risparmi in forme di investimento che hanno a loro volta un futuro incerto”. Figuriamoci in tempo di guerra, quando la paura del futuro cresce.
La finanza comportamentale è una disciplina che vuole capire come emozioni, distorsioni mentali e limiti razionali influenzino le decisioni economiche e di investimento.
Perché se è vero che i mercati sono incerti, è altrettanto vero che spesso il rischio più grande non è fuori, ma dentro di noi: nel modo in cui reagiamo agli eventi e prendiamo decisioni sui nostri investimenti.
Perché gli errori aumentano nei momenti di crisi e guerra
E’ nei momenti di crisi – come quelli che i mercati stanno attraversando negli ultimi anni in un contesto geopolitico complesso – che gli errori che gli investitori sono portati a commettere tendono ad amplificarsi in modo significativo.
Nei momenti di forte incertezza, il rischio non è solo quello dei mercati, ma anche quello di farsi attrarre da soluzioni apparentemente “protettive” o miracolose – avverte Jason Zweig editorialista del Wall Street Journal e autore di bestseller di finanza personale – In questi contesti, gli investitori vengono spesso sommersi da proposte costruite per cavalcare la paura: investimenti in cui è facile entrare, ma spesso molto più difficile uscire.
“La ricerca assoluta della sicurezza – secondo Paolo Legrenzi – comporta un altrettanto assoluta certezza di distruggere il valore dei propri risparmi”.
La ragione è semplice: quando aumenta l’incertezza, aumenta anche il coinvolgimento emotivo. Notizie negative, tensioni geopolitiche, paura di perdere denaro e volatilità elevata spingono molti risparmiatori ad agire d’impulso, spesso nel momento peggiore.
La paura porta a vendere nei momenti di ribasso e a rinunciare alle opportunità proprio quando i prezzi sono più interessanti. Al contrario, nelle fasi di euforia si tende a comprare quando i mercati sono già saliti, inseguendo i rendimenti passati.
“Sarebbe meglio per il benessere dei nostri risparmi che non ci stessero troppo a cuore – propone provocatoriamente Legrenzi – seguire con apprensione gli alti e i bassi dei propri risparmi innesca errori nella scelta dei momenti di entrata e di uscita dai mercati finanziari e ci spinge a detenere una percentuale bassa o nulla di azioni.”
Questo comportamento, noto nella finanza comportamentale, è uno degli errori più costosi per gli investitori, perché porta sistematicamente a comprare caro e vendere a prezzi più bassi.
Nei momenti di crisi non è il mercato il vero problema, ma il modo in cui reagiamo alle sue oscillazioni. Ed è proprio questa reazione emotiva che può trasformare una fase temporanea di volatilità in una perdita permanente di capitale.
Cos’è la finanza comportamentale e perché conta davvero negli investimenti
Per capire perché gli investitori commettono sempre gli stessi errori, soprattutto nei momenti di crisi, è necessario introdurre il concetto di finanza comportamentale.
Il problema non è la mancanza di informazioni, ma il modo in cui le interpretiamo e reagiamo ad esse. Anche investitori esperti possono cadere nelle stesse trappole mentali, soprattutto quando i mercati diventano instabili.
Tra i bias più comuni ci sono l’eccesso di fiducia, la paura delle perdite e la tendenza a preferire ciò che è familiare, come investire solo nel proprio Paese o in strumenti percepiti come “sicuri”. Temi che abbiamo approfondito anche in un contenuto aggiornato al 2026 sui principali errori comportamentali negli investimenti e su come evitarli.
Comprendere questi meccanismi è il primo passo per evitare decisioni irrazionali e costruire una strategia di investimento più solida, soprattutto in contesti complessi come quelli legati a crisi economiche, tensioni geopolitiche e fasi di mercato instabili.
Come evitare decisioni irrazionali quando i mercati sono instabili
Se gli errori comportamentali sono inevitabili, la buona notizia è che possono essere riconosciuti e gestiti. Il primo passo è essere consapevoli dei propri limiti: sapere che, nei momenti di stress, il nostro cervello tende a prendere scorciatoie e a reagire in modo impulsivo.
Per evitare decisioni sbagliate è fondamentale non agire sull’onda delle emozioni, soprattutto durante le fasi di ribasso dei mercati. Vendere per paura o modificare continuamente la propria strategia sono tra gli errori più comuni e dannosi.
Un approccio più efficace è quello di definire in anticipo un piano di investimento coerente con i propri obiettivi e mantenerlo nel tempo, evitando di farsi influenzare dal rumore di fondo dei mercati.
Perché il lungo periodo è il miglior alleato dell’investitore
Accettare la volatilità e mantenere una visione di lungo periodo è uno degli strumenti più efficaci per difendersi spiega la finanza comportamentale. Anche perché cercare di prevedere i movimenti di breve periodo dei mercati è, nella maggior parte dei casi, un’illusione.
Nel breve termine i mercati possono essere influenzati da eventi imprevedibili, come crisi geopolitiche, shock economici o notizie negative. Ma nel lungo periodo tendono a riflettere i fondamentali economici e la crescita delle aziende.
Per questo motivo, costruire una strategia coerente e mantenerla nel tempo è spesso più efficace che cercare di anticipare continuamente i movimenti dei mercati. La disciplina e la coerenza diventano quindi elementi chiave per ottenere risultati sostenibili.
Come investire meglio anche nei momenti difficili
Investire in tempi di guerra o di forte incertezza non significa evitare i mercati, ma affrontarli con maggiore consapevolezza. Le fasi difficili fanno parte del ciclo economico e dei mercati finanziari, e proprio per questo vanno gestite con un approccio razionale e strutturato.
Quando l’incertezza aumenta, molti investitori tendono a cambiare strategia, ridurre l’esposizione al rischio o addirittura uscire completamente dai mercati. Tuttavia, queste decisioni, spesso guidate dalle emozioni, rischiano di compromettere i risultati nel lungo periodo.
Non esistono strategie prive di rischio, ma esistono comportamenti che permettono di gestire meglio l’incertezza e ridurre gli errori. Tra questi, uno dei più importanti è mantenere la disciplina e non cambiare direzione in base alle emozioni del momento.
Le regole pratiche per investire anche nei momenti di crisi
Diversificare gli investimenti, evitare concentrazioni eccessive e costruire un portafoglio coerente con i propri obiettivi sono elementi chiave per affrontare anche le fasi più turbolente dei mercati.
Abbiamo raccolto alcuni principi pratici anche in un approfondimento aggiornato al 2024 con 10 consigli per investire in borsa in modo più consapevole, che possono aiutare a mantenere la rotta anche nei momenti più complessi.
La vera differenza tra chi ottiene risultati e chi accumula errori non sta nelle previsioni di mercato, ma nella capacità di gestire le proprie decisioni nel tempo. Ed è proprio qui che la finanza comportamentale diventa uno strumento fondamentale per investire meglio, anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta.
Se vuoi capire come costruire una strategia di investimento efficace anche in contesti complessi e come evitare gli errori più comuni, puoi richiedere una consulenza personalizzata oppure un check-up gratuito del tuo portafoglio.