Trasferimento fondo pensione: un’opportunità o un percorso a ostacoli? Scoprilo con il video di SoldiExpert SCF

Come cambiare fondo pensione è un problema che hanno molti tra coloro che aderiscono a fondi di previdenza complementare. Per aiutarvi a sbrogliare la matassa e fornirvi indicazioni pratiche sull’argomento, proprio su questo tema Marco Cini ha realizzato un video per SoldiExpert SCF, il terzo della serie dedicata a previdenza e pensioni. Non perdetelo!

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Cambiare fondo pensione, perché? Forse il fondo a cui avete aderito non rende come credevate, forse siete costretti da chi lo gestisce, forse… qualunque sia il motivo che spinga al trasferimento fondo pensione, il video di Marco Cini di SoldiExpert SCF è quello che fa per voi.

E se volete approfondire ulteriormente il tema della previdenza complementare, non perdetevi i due video già disponibili su Come scegliere un fondo pensione e Come calcolare il rendimento del vostro fondo pensione.

Trasferimento fondo pensione: un’opportunità o un percorso a ostacoli? State tranquilli: non siete soli. Ogni anno migliaia di italiani passano da un fondo all’altro alla ricerca di stabilità e sicurezza per il futuro. Già, perché in caso di trasferimento fondo pensione, la scelta di un nuovo fondo potrebbe non essere per sempre. Ma se fatta con intelligenza – e magari con il supporto di un consulente finanziario indipendente come SoldiExpert SCF, privo di conflitti d’interesse – può garantirvi sicuramente decenni di tranquillità.

Cambiare fondo pensione si può, e spesso si deve. Come spiega Marco Cini nel video, però, deve essere fatto nel modo giusto.

 

 

Cambiare fondo pensione integrativo: non sempre è una scelta

 

Come abbiamo anticipato, sono in tanti gli italiani che ogni anno desiderano cambiare fondo pensione integrativo. Secondo il Rapporto diffuso nel 2021 dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP)le attività di trasferimento fondo pensione all’interno del sistema sono state 97.700”, di cui 38.000 dovute a “operazioni straordinarie” (non legate cioè alla volontà degli investitori).

Vi sono infatti casi in cui il trasferimento è obbligato. Cambiare fondo pensione integrativo non sempre è una scelta. Ciò avviene nel caso di fondi pensione gestiti da banche o da altri soggetti privati che per vari motivi (fallimento, acquisizione, intervento delle autorità di vigilanza, etc.) vengono chiusi o modificano i requisiti di adesione in modo tale da rendere obbligato il trasferimento dei contributi ad altro fondo.

Per fare un esempio, a marzo 2020 è stato soppresso dal Governo FondiInps, definito come “la forma pensionistica residuale istituita presso l’INPS e destinata ad accogliere il TFR dei lavoratori silenti per i quali non operano altre forme pensionistiche di riferimento”. I contributi presenti in esso sono quindi confluiti nel fondo pensione Cometa (fondo dei lavoratori metalmeccanici). Nel 2020, inoltre, hanno modificato la struttura dei propri fondi pensione per dipendenti i gruppi assicurativi Helvetia ed Eurovita, varie banche (Biverbanca, Cassa di Risparmio di Asti) ed altre società.

Come si vede, quindi, cambiare fondo pensione integrativo a volte è necessario.

 

 

Richiesta trasferimento fondo pensione,

fuga dai PIP

 

Una richiesta trasferimento fondo pensione può essere di tre tipi: tra fondi della stessa tipologia, in uscita verso fondi di tipo diverso (es. tra PIP e fondi pensione aperti) e in entrata da fondi di tipo diverso. Come si vede dalla tabella qui sotto, i maggiori spostamenti registrati da COVIP sono in entrata verso i fondi negoziali (oltre 30.000), cioè i fondi di specifiche categorie di lavoratori dipendenti. I motivi possono essere le mutate condizioni di mercato ma anche politiche di Governo che incentivano l’occupazione stabile. E, con un contratto di lavoro avviene appunto il passaggio a un fondo negoziale.

La forma pensionistica che vede i maggiori spostamenti in generale è però il PIP (fondo pensione di tipo assicurativo). Agli oltre 13.000 trasferimenti tra gli stessi PIP (probabilmente complice la forte concorrenza in quest’ambito), fanno da contraltare i circa 13.600 nuovi ingressi ma anche le 18.371 uscite, con un saldo negativo di quasi 5.000 unità. Per quanto riguarda la richiesta trasferimento fondo pensione, fuga dai PIP sembra essere l’espressione adatta.

Forti invece gli ingressi nei fondi pensione aperti: +15.357 unità, a fronte di 8.102 trasferimenti ad altre forme (e quasi 9.000 trasferimenti interni).

 

Trasferimenti tra fondi pensione (fonte COVIP 2021)

Basta! Voglio il modulo per il trasferimento del fondo pensione

 

In molti avranno scaricato dal sito del proprio gestore il modulo per il trasferimento del fondo pensione, dopo aver visto (o scoperto o subito) cose non troppo piacevoli.

“Nei casi di modifiche che peggiorano le condizioni economiche di partecipazione – si legge nel Rapporto citato – COVIP chiede che venga riconosciuto agli iscritti il diritto di trasferimento ad altre forme di previdenza complementare senza l’applicazione di costi”.

Un caso importante a questo riguardo è la rispondenza dell’ISC dichiarato a quello reale. L’ISC è l’indicatore sintetico dei costi, ovvero riassume costi fissi e variabili annuali che l’utente deve pagare per aderire al fondo pensione. Costi che talvolta variano eccessivamente. E quando accade senza preavviso viene proprio da esclamare basta! voglio il modulo per il trasferimento del fondo pensione!

Per fortuna COVIP sorveglia “la coerenza dell’ISC con le singole voci di costo applicate dal fondo”. E “quando l’ISC riportato nella scheda dei costi risulta differente, oltre un determinato livello di tolleranza” l’ente chiede una correzione. O, se “le differenze sono ritenute tali da aver potuto condizionare la scelta degli aderenti”, il fondo viene obbligato a comunicarlo agli aderenti. Dando loro “il diritto al trasferimento fondo pensione ad altra forma pensionistica senza l’applicazione di oneri”. Più o meno la stessa cosa che capita con i conti correnti: se la banca cambia le condizioni abbiamo il diritto di chiuderli senza costi.

Tutto questo solo per sottolineare il fatto che spesso il ricorso al modulo per il trasferimento del fondo pensione a un altro può essere sia un diritto sia una scelta obbligata. Anche in questo caso è quindi necessario valutare bene le opzioni alternative, costi e tempistiche, nell’ambito di una consulenza una tantum anche con il supporto di un consulente finanziario indipendente come SoldiExpert SCF. Perché sono decisioni che possono impegnare i nostri soldi per decenni.

 

 

Trasferimento fondo pensione e tempistiche: quanti reclami!

 

Un altro tema che sta a cuore gli investitori è quello del trasferimento fondo pensione e delle tempistiche ad esso relative. Se il motivo principale per cambiare fondo pensionistico è quello del rendimento o, più in generale, dell’efficienza, come abbiamo visto ve ne sono altri altrettanto validi.

Una spia dell’inefficienza nella gestione dei fondi arriva dai reclami e dagli esposti che gestori di fondi pensione e COVIP devono ascoltare e gestire. E che, se inascoltati, spesso spingono gli aderenti al trasferimento fondo pensione.

I reclami vengono inviati dagli aderenti direttamente ai gestori dei fondi (che devono poi segnalarli a COVIP), mentre gli esposti vengono inviati a COVIP. In quest’ultimo caso, COVIP non interviene sul singolo caso ma verifica che vi siano aspetti d’interesse generale su cui intervenire.

Nel corso del 2020 [ultimo dato disponibile citato dal Rapporto COVIP 2021] i reclami pervenuti ai fondi sono stati quasi 4.000, dato in crescita di circa 1.000 unità rispetto al 2019”. Non si può negare, quando si tratta di trasferimento fondo pensione e tempistiche: quanti reclami!

Interessante poi il riferimento ai PIP (Piani Individuali Pensionistici, di tipo assicurativo), che non a caso sono considerati i più cari per gli aderenti: “Il numero di reclami è aumentato per le altre forme pensionistiche, e in particolare per i PIP, già in precedenza caratterizzati da una frequenza più elevata di reclami”. Come dire: gli aderenti coi PIP sopportano costi maggiori (cioè interessi più bassi), ma sembrano avere anche altri motivi per non essere soddisfatti.

“I riscatti e le anticipazioni (circa il 40%) e i trasferimenti (circa il 14%) restano i profili di maggiore contestazione da parte degli iscritti”. Lentezza e inefficienza amministrativa, quindi, al centro del mirino di COVIP e aderenti.

 

Reclami a fondi pensione (Rapporto COVIP 2021)

 

 

Fondo pensione, trasferimento sotto il fuoco degli esposti a COVIP

 

Gli esposti sono comunicazioni che gli aderenti fanno alla COVIP “destinate a portare all’attenzione presunte criticità, irregolarità o anomalie rilevate nel funzionamento dei fondi da parte dei singoli iscritti e di altre parti interessate”. Per un fondo pensione il trasferimento è uno dei punti critici rilevati. Non sono quindi semplici manifestazioni di insoddisfazione che restano “tra noi e loro”, un litigio in famiglia. In questo caso, si chiede che l’autorità di vigilanza intervenga e indaghi. COVIP studia la faccenda e se vi sono aspetti d’interesse generale apre un’indagine. Se infine questa rivela dei problemi, COVIP ha il potere di intervenire, in primis con visite ispettive. E il trasferimento del fondo pensione è uno degli obiettivi preferiti degli esposti.

Gli esposti pervenuti a COVIP nel corso del 2020 (Rapporto 2021) sono stati 514, di cui 196 relativi ai fondi pensione negoziali (in forte crescita rispetto al 2019: +140 unità), 106 ai fondi aperti (stabili), 277 ai PIP (stabili) e 64 riguardanti i fondi pensione preesistenti (in calo).
Non molti. Ma bisogna anche dire che avviare una “protesta ufficiale” com’è un esposto, è una scelta che non tutti ritengono di essere in grado di fare o di voler affrontare.

In generale, segnala COVIP, “per i fondi pensione aperti e i PIP le problematiche più ricorrenti hanno riguardato ritardi nei trasferimenti della posizione individuale”. Fondo pensione, trasferimento sotto il fuoco degli esposti a COVIP, quindi.

Ciò sarebbe dovuto a “tempi di espletamento delle pratiche ritenuti eccessivamente lunghi e/o a richieste di documentazione di non immediata evidenza quanto a utilità o necessità”. Comportamenti, sembra di capire, volti a rallentare il più possibile l’uscita dell’aderente dal fondo.