Come Investire 50.000 euro: tutte le risposte con 12 idee pronte da copiare

Cinquanta mila euro da investire non sono una cifra piccola e consentono già di poter effettuare una prima interessante diversificazione del proprio patrimonio e mettere le basi per un investimento finanziario che potrà dare i suoi frutti in un futuro non troppo remoto.

Ma quanto può rendere investire 50.000 euro?

E come e dove investirli? Questa mini guida di SoldiExpert SCF cerca di rispondere alle domande più frequenti e di farvi una prima idea di cosa dovete assolutamente sapere e le valutazioni che dovete fare per trovare la risposta più corretta a questa domanda.

Che non ha una risposta univoca perché ogni risparmiatore è differente…

Indice Guida su come investire 50.000 euro oggi

 

 

 Dove investire 50.000 euro oggi

 

Quando la nostra civiltà era fondata sulla agricoltura e sulla pastorizia la risposta era quasi scontata. Investire nella terra o sull’allevamento.

“Nessuno può diventare uomo di Stato se ignora del tutto il problema del grano”
SOCRATE

Ci sono testimonianze del II millennio avanti Cristo al tempo dei Sumeri che quello era l’investimento consigliato e nella tavoletta di Drehem (la potete vedere al Museo del Louvre a Parigi) è stato decifrato e analizzato come in una tavoletta di terracotta di notevoli dimensioni si evidenziava la crescita di una mandria di bovini in un periodo di 10 anni, e la quantità corrispondente di latte e formaggio prevista in relazione alla crescita esponenziale della mandria!

Da allora molte cose sono cambiate ma ancora oggi quando si parla di investimenti in senso metaforico si continua a parlare di “frutti” e l’obiettivo di ciascun risparmiatore dovrebbe essere sempre quello di saper selezionare le “sementi” giuste oppure di affidarsi a un vero esperto sul campo…che difficilmente è colui che guadagna sulle “sementi” che vi vende altrimenti il dubbio che possa fornirvi consigli in forte conflitto d’interessi può esistere.

 

 

Ed è anche la ragione per cui come modello di consulenza noi abbiamo scelto da sempre e fra i primi in Italia esclusivamente la consulenza finanziaria indipendente, non operando in rappresentanza per conto di alcuna banca o Sim ma solo dei nostri clienti che si avvalgono della nostra consulenza per i propri investimenti come se si affidassero a un avvocato o a un commercialista.

 

Investire negli immobili?

 

Se nel passato avete magari in mente che acquistando 50.000 euro di titoli di Stato si potevano ottenere rendimenti anche a 2 cifre con interessi del 15% annuo quando c’era la lira, scordatevi quei rendimenti e perfino che quelli erano in assoluto un buon modo di investire il proprio capitale.

Il 15% annuo (stiamo parlando degli anni ‘80) era il rendimento nominale offerto dal Tesoro Italiano a caccia di quattrini ma in quei tempi l’inflazione ufficiale (spesso sottostimata se qualcuno si ricorda di come poteva venire manipolato il paniere dei prezzi magari inserendo dei beni tenuti artificialmente bassi come accadeva per esempio con le sigarette emesse dal Monopolio di Stato come le Nazionali senza Filtro) era superiore e arrivava magari al 20%.

Quindi se il rendimento nominale era del +15% annuo ma l’inflazione era del +20% il rendimento reale poteva capitare che fosse negativo e del -5% !

Quindi la prima lezione di cui far tesoro se siete investitori alle prime armi (ma magari non è il vostro caso) è che occorre guardare soprattutto al rendimento reale sia che investiate 50.000 euro che 1 milione di euro.

Quello che vi interessa è mantenere e possibilmente incrementare il vostro potere di acquisto. Se negli anni ’70 con 10 milioni di lire potevate acquistare un appartamento in periferia a Torino o Milano oggi con quegli stessi soldi non vi potreste permettere nemmeno un anno di affitto!

I rendimenti non sono scolpiti nella pietra e tutto muta. Se nel passato l’investimento immobiliare era quello preferito dagli italiani perché garantiva una rendita in caso di locazione e un capital gain importante quasi costante nei ricordi di molti investitori secondo cui “il mattone può solo salire” qualcosa di significativo è cambiato nell’ultimo decennio.

Elaborazione Scenari Immobiliari su dati Istat con andamento prezzi reali e compravendite di immobili in Italia (semicentro grandi città italiane)

La Grande Crisi del 2007 che vede ancora l’Italia fra i Paesi che ancora sono più distanti dai picchi del PIL (-6%) ha provocato un effetto fortemente depressivo sulle quotazioni dei valori immobiliari di larghissime zone dell’Italia e soprattutto delle periferie.

 

La curva demografica negativa, l’età sempre più anziana della popolazione, un tasso di disoccupazione fra i più elevati e il senso di una crescente precarietà fra le giovani generazioni, i cordoni delle banche che si sono drasticamente ridotti nell’erogazione dei mutui, un regime di tassazione sempre più elevato hanno tutti come concause provocato uno shock al mercato immobiliare italiano che faticherà non poco a riprendersi.

Risultato? Dal picco del 2007 l’andamento dei prezzi reali delle abitazioni nei semicentri delle città italiane (vedi grafico sopra) si è svalutato del -30%! Con punte di oltre il 50% in molte periferie e paesini dove per molti immobili non c’è più nemmeno domanda.

 

Certo ci possono essere le eccezioni ma si parla soprattutto o di acquistare a bassissimo prezzo (tramite aste, stralci o forti ristrutturazioni edilizie) quello che poi si ricercherà di rivendere poi ad alto o immobili siti in località “trofeo” dove esiste una domanda sempre fortissima determinata per esempio dalla vicinanza delle Università o di molte aziende ed enti pubblici. E se parliamo poi di investire nello specifico 50.000 euro siamo completamente fuori taglia.

E a questo va unita la considerazione che la maggior parte degli italiani una casa ce l’ha (le statistiche dicono…) e quindi incrementare l’esposizione su un asset come quello immobiliare e poi sempre nello stesso Paese, ovvero l’Italia, non sembra una scelta totalmente assennata perché come diceva la vecchia saggezza popolare si concentrano altrimenti tutte le uova nello stesso paniere.

 

Perfino Shakespeare ne “Il Mercante di Venezia” nel primo atto scritto alla fine del XVI secolo fa dire ad Antonio che la sua ricchezza è “ripartita su differenti vascelli, in differenti luoghi ed è destinata a maturare in tempi diversi”.

 

E quando si investe un aspetto molto importante a cui guardare dovrebbe essere quindi la diversificazione del proprio patrimonio oltre che la liquidabilità dell’investimento. Se mi servono i soldi o cambio idea e voglio liquidare quanti giorni, mesi, anni (sempre che ci si un mercato..) ci vogliono per rientrare in possesso del mio denaro?

E’ una domanda quasi scontata che ogni risparmiatore dovrebbe farsi ma evidentemente non lo è poi cosi tanto a leggere in questi anni quanti risparmiatori sono rimasti vittima talvolta in modo tragico di investimenti totalmente illiquidi.

Le azioni della banca non quotate… che il bancario allo sportello aveva assicurato che si potevano rivendere facilmente facendo domanda e che si sono dimostrate invece invendibili (tutti le volevano vendere e nessuno le voleva comprare) con il prezzo che crollava a picco.

 

 

Si pensi alle azioni vendute in Veneto (ma non solo..) da banche come Veneto Banca e Popolare di Vicenza che hanno provocato perdite miliardarie in larghe zone del Nord Est lasciando oltre centinaia di migliaia di risparmiatori con il cerino in mano. E “sghei” bruciati. Quei risparmi che servivano loro per avere una vecchiaia serena o supportare il futuro dei propri figli.

O vogliamo ricordare i diamanti d’investimento venduti dal funzionario di banca come investimento alternativo e che poi si “scopre” (non è che ci volesse molto come già ben prima dello scoppio dello scandalo avevamo spiegato ai nostri lettori) hanno un valore reale nettamente inferiore a quello che si è pagato (anche del 75%!) e il “patto di riacquisto” è qualcosa di assolutamente non vincolante per il venditore.

Per questa ragione la nostra preferenza va verso gli investimenti detti mobiliari che non significa comprare la cucina Scavolini nuova come suggerisce la pubblicità con testimonial Cracco ma investimenti che si possono smobilitare in tempi rapidi come azioni, obbligazioni, fondi o Etf solo naturalmente se quotati e nel caso dei fondi d’investimento senza commissioni d’ingresso o di uscita e altre gabelle che il bancario o parabancario venditore cerca talvolta di appiopparvi per guadagnare più lui e ingrossare le commissioni a favore della rete o della banca per cui lavora.

 

“Ma siamo amici…” ci dicono alcuni risparmiatori quando tramite il nostro check up gratuito gli facciamo notare il peso commissionale abnorme che pagano e ogni anno viene tosato dal banchiere e consulente di “fiducia”…

I soldi sono vostri e naturalmente potete farne quello che volete: io personalmente metto da parte anno dopo anno i miei risparmi per il futuro mio quando magari non sarò più finanziariamente in grado di produrre redditi o lavorare e per i miei figli e i miei cari. Se voi avete adottato un bancario, non discuto.

“De gustibus non est disputandum “. Sui gusti e le preferenze (anche in fatto di gestione dei propri risparmi) non si può discutere. Basta però sempre sapere quali sono le conseguenze delle proprie azioni…

 

Meglio investire 50000 EURO In azioni o meglio investire in obbligazioni?

 

Quanto possono rendere sul mercato azionario o sul mercato obbligazionario 50.000 euro? Ma anche 100.000 o 200.000 o anche un milione?

Come si possono investire al meglio 50.000 euro?

Se un po’ vi intendete di cose finanziarie o avete seguito il filo del ragionamento espresso fino a ora dovreste sapere che non è facile rispondere a questa domanda in modo secco e occorre fare alcuni ragionamenti e valutare i pro e i contro dei vari tipi di investimento.

Chi in questo settore vi offre soluzioni facili o ve la fa troppo facile…non vi sta quasi mai fornendo buoni consigli ma sta probabilmente solo cercando di vendervi quello che ha in testa che è conveniente per lui.

Fra obbligazioni e azioni dovreste quindi sapere che la differenza fondamentale in sintesi è che nel primo caso prestate i soldi a una società o a uno Stato che si impegna a restituirvi il capitale e un rendimento dopo un certo lasso di tempo, mentre nel caso delle azioni invece diventate non creditori ma soci di un’azienda quotata. E acquistandone perciò le azioni avrete diritto al dividendo se erogato e il vostro capitale oscillerà in base all’andamento del prezzo in Borsa dei titoli su cui avete investito.

Nel caso di investimento obbligazionario si parla di capitale di debito mentre nel caso delle azioni si parla di capitale di rischio.

Se cercate il massimo grado di protezione e sicurezza l’investimento obbligazionario è quello più adatto per voi ma dovete sapere che anche le obbligazioni possono oscillare di prezzo e vedere i corsi scendere….

 

 

Addirittura nei casi estremi potreste perdere anche un mucchio di soldi con le obbligazioni se la società emittente è in cattive acque, c’è un rischio (teorico o non, poco importa nei mercati) che la società non possa rimborsare integralmente il debito alla scadenza o pagare gli interessi o in caso di forte aumento dei tassi d’interesse sul mercato se voi avete sottoscritto un’obbligazione a tasso fisso questa potrebbe vedere il prezzo sprofondare perché il prezzo si adegui alle nuove condizioni di mercato. Esistono quindi diversi tipi di obbligazioni con garanzie di rimborso (subordinazione) differenti, con emittenti di maggiore e minore qualità e con scadenze diverse (da pochi mesi a titoli come i cosiddetti matusalem bond con scadenze superiori a 50 anni).

Quanto rende oggi investire nell’obbligazione considerata più sicura del mondo dal mercato come per esempio un’obbligazione a breve termine tedesca (il Bobl, l’equivalente del nostro Bot) a 5 anni ? Il -0,10% l’anno.

Sì avete letto bene. Se volete prestare i soldi “allo Stato tedesco di Germania” siete voi che dovete pagare. Un effetto paradossale delle politiche di immissione di denaro miliardarie (Quantitative Easing, QE, nel gergo degli addetti ai lavori) in tutto il mondo delle banche centrali (in Europa la BCE guidata da Mario Draghi) per cercare di rianimare le economie e i consumi dopo lo scoppio della Grande Crisi del 2007 e che ha trascinato per “simpatia” anche i rendimenti dei titoli di stato italiani a rendere sottozero.

E stiamo parlando di rendimenti nominali e non reali perché se l’inflazione annua è del 1,5% annuo per 5 anni il vostro capitale finale sarà svalutato anche e soprattutto da questo effetto.

Esistono naturalmente anche obbligazioni che rendono di più in base alla scadenza più lunga (la curva dei rendimenti nei mercati obbligazionari da manuale è crescente ovvero rendimenti più elevati maggiore è la scadenza del rimborso) e/o alla solvibilità stimata decrescente dell’emittente.

Se acquistate dei bond in dollari Usa (caricandovi però anche del rischio cambio) per esempio emessi dallo Stato del Venezuela in questo momento potreste ottenere un rendimento del 150 % su scadenza a poco più di un anno.

Naturalmente il mercato non distribuisce biglietti di Willy Wonka ne “La fabbrica di cioccolato” e se il mercato offre un simile rendimento stellare è perché le probabilità che il banco salti sono elevate. E se oggi investite 30 (il valore di questa obbligazione con scadenza nell’ottobre 2019) il rischio che non vi venga restituito 100 viene decisamente “prezzato” dal mercato in modo molto ma molto elevato.

Quindi quando vedete un titolo che offre un rendimento nettamente sopra quello di un investimento “sicuro” o qualcuno vi parla o vi offre rendimenti senza confronti qualche valutazione fatela… perché nessuno regala nulla in questo settore anche se magari quel giorno pensate che siete stati baciati dalla fortuna.

Storicamente negli ultimi 20 anni l’investimento obbligazionario su un paniere di titoli governativi tedeschi ha ottenuto un rendimento lordo del 5% (e con una perdita temporanea come massimo calo del 5%) mentre l’investimento in un paniere rappresentativo delle azioni mondiali ha ottenuto un rendimento del 7.7 % lordo ma con una perdita del capitale iniziale (drawdown) che nella fase peggiore (la Grande Crisi fra 2007 e 2008) ha superato il 54% !

 

Per questa ragione è consigliabile diversificare (evitare di avere in portafoglio il titolo che collassa) ma un bravo e onesto consulente non vi parla mai solo di rendimenti ma anche di rischi.

Detta così l’investimento in obbligazioni come rapporto rendimento rischio sembrerebbe un’ottima chanche ma stiamo parlando di rendimenti passati e su un periodo particolare come gli ultimi 20 anni. Oggi il rendimento dei titoli obbligazionari tedeschi se prendete per esempio il Bund tedesco (l’equivalente del nostro BTP) è dell’0,52% anno lordo!

 

 

Se l’analisi la si fa su un periodo passato molto più lungo e “secolare” la macchina del tempo ci dice che le azioni hanno reso nel lungo periodo più delle obbligazioni (mediamente più di 3-4 punti percentuali all’anno) ma con la “piccola avvertenza” che per ottenere nel tempo maggiori rendimenti hanno dovuto sopportare non comuni mal di pancia per la serie “chi non risica, non rosica”.

La volatilità ovvero  l’ampiezza delle variazioni subite dal prezzo di un titolo o di un asset class (tali sono l’azionario o l’obbligazionario) è ben differente in generale fra azioni e obbligazioni e minore è l’orizzonte temporale maggiore è la probabilità di entrare in un momento “sfigato” secondo quella che non è una Legge di Murphy ma un evidenza statistica osservata negli ultimi 30 anni di mercati finanziari.

 

Se investite in azioni (esempio indice Msci World ovvero blue chip mondiali) dopo un anno c’è una probabilità su 4 mediamente di avere un capitale negativo. Addirittura del -43% nella peggiore delle ipotesi. Dopo 5 anni la probabilità si riduce al 15% (e in questo caso il capitale puo’ essere a -7%) mentre dopo 10 o 20 anni di investimento azionario il passato ci dice che le probabilità di perdere (se investite in modo diversificato e saggio naturalmente ovvero evitate di puntare su pochissimi titoli) sono molto più limitate.

 

E anche sull’obbligazionario vale la stessa regola naturalmente (anche qui dopo un anno potreste perdere e perfino il -18% nell’anno peggiore se si guarda all’andamento di questi decenni!) seppure l’orizzonte temporale può essere meno lungo di quello azionario indica la macchina del tempo ad analizzare quello che è successo nel passato.

E se parliamo quindi di rendimenti azionari e obbligazionari dovete assolutamente valutare anche la volatilità di ciascun asset ovvero la possibilità che le cose non vadano nel modo sperato e il rendimento atteso per le azioni (tipo il 5% reale all’anno ovvero depurato dall’inflazione) o le obbligazioni (l’1,5% reale all’anno) non sia costante anno per anno (non lo è quasi mai!) ma presenti una significativa dispersione.

Quindi quando investite dovreste avere chiaro che le cose potrebbero non andare nel modo sperato e tanto è più breve l’orizzonte temporale in termini di anni di investimento tanto più è alta la probabilità che possiate anche perdere e nell’azionario anche in modo significativo.

Per questo motivo comunque investiate è bene che diversifichiate il portafoglio (se siete investiti su un solo titolo o su pochissimi il rischio aumenta notevolmente e pensate a quanto è successo a chi aveva in portafoglio solo azioni del Monte dei Paschi di Siena anche 10 o 20 anni fa…) e abbiate chiaro che l’orizzonte temporale è importante ed è bene conoscere il vostro profilo di rischio.

Sull’azionario un orizzonte temporale (soprattutto se seguite un approccio passivo) dovrebbe essere di almeno 8-12 anni mentre sull’obbligazionario di 5-10 anni mentre se volete ridurre al minimo la volatilità dovreste valutare solo investimenti a brevissimo come il monetario ovvero titoli di debitori sicuri come Stati Sovrani con buon rating a brevissima scadenza o conti deposito a vista.

Fra essere investiti al 100% sull’azionario e il 100% sull’obbligazionario esistono naturalmente delle vie di mezzo (una classica soluzione è quella bilanciata ovvero 50% azionario e 50% obbligazionario) e se volete ricevere una prima consulenza completamente gratuita da parte nostra vi consigliamo di fare il semplice test “Che investitore sei” sulla base del quale in base alle risposte fornite (poche domande!)  i nostri esperti ti forniranno un’indicazione di massima per capire qual è il tuo profilo di investitore in base alla tua conoscenza finanziaria, i tuoi obiettivi e capacità di sopportare gli alti e i bassi del mercato.

 

I consigli di SoldiExpert SCF per investire 50.000 euro con 12 idee pronte da copiare

 

Ora che è più chiara speriamo la situazione hai qualche informazione importante in più per valutare come investire i tuoi risparmi.

Un approccio comunemente seguito da numerosi risparmiatori e consigliato soprattutto da banche e Reti è quello di suddividere i risparmi in fondi o Etf (panieri di titoli e se vuoi capire la differenza vedi qui) o direttamente in azioni o obbligazioni e poi attendere col tempo i risultati come se seminassi in giardino delle sementi per il prato.

Noi non crediamo che sia tutto così facile come lo si racconta e crediamo che investire sui mercati significhi avere una strategia ma anche una tattica.

E questa è la ragione per cui adottiamo un approccio flessibile dove il lavoro della nostra consulenza non è solo fornire un portafoglio iniziale di strumenti finanziari ma poi monitorarli settimana dopo settimana, mese dopo mese, per consigliare eventuali correzioni di rotta.

E anche in certe situazioni se non è il caso di togliere il piede dall’accelleratore e aumentare anche significativamente la quota di liquidità. Perché sui mercati finanziari ci possono essere anche stagioni dove la migliore strategia d’investimento è non essere investiti.

 

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E naturalmente questo non significa che abbiamo la ricetta infallibile per guadagnare sui mercati in qualsiasi condizione dei mercati ! Ma siamo convinti (come spieghiamo più diffusamente nel tipo di strategie che seguiamo nell’ebook “Guadagnare in Borsa è questione di Forza” ) che è necessario privilegiare uno stile di gestione attivo e tattico, passando a un’allocazione più flessibile dei portafogli. Il mondo cambia incessantemente ed è meglio adeguarsi piuttosto che restare.

Per questo motivo i nostri portafogli di azioni o obbligazioni o di ETF per questa taglia di capitale possono essere un’ottima soluzione e come tanti “mattoni” puoi anche combinarli e se per esempio vuoi avere una quota di azionario e una di obbligazionario puoi assortirli come preferisci.

E puoi ricevere così una vera consulenza indipendente su portafogli costruiti con logiche attive e flessibili che hanno dimostrato in oltre 20 anni di saper realmente nel corretto orizzonte temporale fare meglio del mercato senza correre più rischi del mercato.

 

Come funzionano operativamente i nostri portafogli?

Portafogli facili da replicare con qualsiasi intermediario dove mantieni tu al 100% il controllo del tuo capitale (non devi dare i soldi a nessuno!) e noi ti forniamo le indicazioni operative su come investirli grazie al nostro sito, per email e per sms. Basta che replichi i nostri consigli e noi pensiamo a monitorare i mercati e suggerirti nel tempo cosa è statisticamente più corretto fare per ottenere maggiori rendimenti con minori rischi!

Di seguito trovi tutte le informazioni su ciascun portafoglio cliccando sui link azzurri per conoscere livello di rischio, performance dal lancio, rendimento medio annuo, costo annuale e numerose altre informazioni.

 

Investire 50000 euro con le azioni

Questi sono i nostri portafogli sulle azioni italiane ed europee e cliccando su ciascun portafoglio puoi accedere alle informazioni dettagliate su ciascuno di questi portafogli

 

Portafoglio Azioni Italia Difensivo Small Cap; per trarre profitto in modo attivo dalle migliori società medie e piccole quotate a Piazza Affari con un largo spazio ai titoli Pir complaint

Portafoglio Azioni Italia Dinamico: il nostro portafoglio più veloce nel cogliere i trend più importanti di Piazza Affari

Portafoglio Azioni Italia Flessibile Blue Chip; Come guadagnare dalle blue chip di Piazza Affari con un approccio realmente flessibile

Portafoglio Azioni Italia Value Italia: sulle azioni più interessanti del listino italiano con un’operatività più ridotta e focalizzazione sui titoli small ma anche medium (spesso nel mirino dei fondi PIR)

Portafoglio Azioni Europa Eurostoxx 50 Selection: per investire sulle migliori azioni europee e puntare non solo sull’Italia

 

Investire in Obbligazioni

Questi sono i nostri portafogli sulle obbligazioni e cliccando su ciascun portafoglio puoi accedere alle informazioni su ciascuno di questi portafogli

 

Portafoglio Titoli Obbligazionari Reddito Extra: Un mix fra sicurezza e rendimento nell’obbligazionario

Portafoglio Titoli Obbligazionari Alto Rendimento: per ottenere più alti rendimenti sul mercato obbligazionario, tagliando il rischio con la diversificazione e selezione

 

Investire in Fondi e ETF Azionari

Questi sono i nostri portafogli composti con fondi d’investimento (azionario e/o obbligazionari) e cliccando su ciascun portafoglio puoi accedere alle informazioni su ciascuno di questi portafogli

Migliori Fondi Focus Azionario Multi Manager: un vero approccio flessibile e multi-manager per selezionare alcuni fra i migliori fondi al mondo

Migliori Fondi Focus Azionario One Manager: far crescere il proprio capitale con i fondi d’investimento richiede metodo. I migliori fondi  di singole società di gestione fra le più importanti a livello internazionale selezionati in modo flessibile

Portafoglio Etf Focus Azionario : come utilizzare gli ETF per guadagnare con una gestione attiva

 

Investire con Fondi e ETF Obbligazionari

Questi sono i nostri portafogli composti con ETF e Fondi e cliccando su ciascun portafoglio puoi accedere alle informazioni su ciascuno di questi portafogli

Migliori Fondi Focus Obbligazionario One manager : far crescere il proprio capitale senza rischiare troppo. Ecco il miglior metodo per operare con i fondi obbligazionari delle singole case d’investimento più distribuite

Portafoglio Etf Focus Obbligazionario: per guadagnare con gli ETF nell’obbligazionario nel tempo in modo efficace

 

Conclusione: come investire oggi i propri risparmi

 

Come abbiamo cercato di spiegare investire è importante perché l’obiettivo è quello di far rendere il proprio capitale nel tempo perché i nostri risparmi ci potranno servire in futuro per fare qualcosa di importante per noi o i nostri cari. E alcune regole e consigli che abbiamo dato in questo report fornito a chi investe oggi 50.000 euro valgono naturalmente per investitori sia di taglia più piccola o più grande. E chi desidera una consulenza personalizzata su capitali superiori ai 200.000 euro può rivolgersi ai nostri servizi di consulenza finanziaria indipendente su misura.

Ma è importante (come abbiamo anche spiegato nell’ebook “I 4 pilastri per Investire Oggi” conoscere le regole del “gioco” e seguire una strategia efficace come crediamo sia quella che ci ha fatto diventare in Italia fra le società di consulenza finanziaria indipendente fra le più importanti in Italia come anche testimoniato dai risultati realizzati dai nostri clienti prima di tutto e poi dalle collaborazioni, interviste e articolo (vedi per esempio DICONO DI NOI) che la nostra società ha saputo meritarsi.

Se ricerchi anche solo una seconda opinione sui tuoi investimenti, vuoi ricevere una consulenza realmente senza conflitti di interesse e non che sia il solito “fritto misto” e/o vuoi maggiori informazioni sui nostri servizi (per clienti con patrimoni da investire superiori a 50.000 euro abbiamo anche altri servizi) o quanto hai letto non esitare a contattarci!

 

“Il mondo non si è mai fermato un momento” recitava una vecchia canzone. E nemmeno quello degli investimenti.

Perché allora seguire un approccio statico?

Mai come oggi sono stati così tanti i rischi ma anche le opportunità di rendimento nel mondo. Scegli chi non ti vuole vendere un’unica ricetta valida per sempre!

 

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