Come filtrare le (troppe) notizie e scansare i profeti di sventura (CONFESSIONI DI UN FONDAMENTALISTA PENTITO)

Ho appena messo giù una telefonata con un risparmiatore molto stressato. E’ preoccupato per le sorti dell’Italia, del Fiscal Compact, dell’aumento della tassazione delle rendite e pure delle sorti dell’Ucraina.

Il suo nome mi ricordava qualcosa e controllando le email  ho visto che mi aveva mandato una lettera 2 anni fa circa perché era preoccupato allora del governo italiano, dello spread, del rischio euro e della patrimoniale.

Inutile dire che questo sventurato risparmiatore in questi anni ha visto il suo patrimonio dilapidarsi mentre avrebbe potuto invece raddrizzarne le sorti e cogliere buona parte dei rialzi (anche di oltre il 50%) che altri investitori hanno realizzato solo nell’ultimo biennio.

Questo soggetto non è un caso isolato: in questi anni ho visto proliferare in modo esponenziale questa categoria di investitori “emotivi”.

L’Apocalisse è vicina secondo questo tipo di risparmiatori che naturalmente sono attratti come api al miele dai predicatori di crolli epocali che non a caso si stanno diffondendo sempre più nel settore finanziario. I  profeti di sventure nel settore dell’analisi tecnica come fondamentale stanno aumentando in modo esponenziale.

Alcuni di loro diventano pure dei “personaggi” perché soddisfano un pubblico di persone a cui piace probabilmente la figura del guru (ancora più dei propri soldi) soprattutto se apocalittico (e integrato). E pazienza se i risultati dei consigli di questi “maestri” abbiano fatto a pezzi il patrimonio dei loro seguaci facendogli perdere delle ottime opportunità di guadagno.

guru-borsa

Perché accade tutto questo e proliferano sempre più i guru di Borsa (e non solo) ?

Quello che oggi contribuisce a rendere molti investitori così poco fermi nel perseguire una strategia è il combinato disposto di 2 fattori. Primo l’incertezza verso il futuro che ha raggiunto fra gli italiani (al top a livello mondiale) un livello che non si era mai visto in nessun Paese occidentale. Poi l’altro fattore con cui misurarsi è la moltiplicazione infinita delle fonti di informazione e stress.

E’ facile osservare (e accadrà sempre di più) che è lo sviluppo della tecnologia e di internet che sta contribuendo con effetti anche negativi per molti risparmiatori all’overload dell’informazione, il sovraccarico cognitivo che si verifica quando si ricevono troppe informazioni per riuscire a prendere una decisione.

“Siamo arrivati oggi nel mondo a produrre 5 exabyte di informazione ogni 2 giorni; un exabyte equivale a un miliardo di gigabyte. Per fare un confronto dall’origine del mondo fino all’anno 2003 l’umanità a creato 5 exabyte di informazione. Non c’è da meravigliarsi se siamo esausti…” ha dimostrato qualche anno fa in una conferenza Eric Schmidt, amministratore delegato di Google.

Come bene ha scritto Paolo Legrenzi, professore di psicologia cognitiva presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il cervello degli umani non è costruito per investire bene e l’overload dell’informazione costituisce sicuramente un gran danno per molte persone non preparate a gestire un flusso così potente e inarrestabile di informazione soprattutto negativa.

Perché soprattutto negativa?

Facile rispondere: le notizie negative fanno vendere molto di più di quelle positive come ben sanno coloro che lavorano dentro i giornali.

Il cervello poi funziona così: “non appena cominciamo a convincerci che l’apocalisse sta per arrivare l’amigdale entra in allerta e filtra più o meno qualsiasi cosa che ci dica il contrario” scrivono Peter Diamandis e Steven Kotler nel loro bellissimo saggio “The future is better Than You Think”.

Gli studi del premio Nobel Daniel Kanheman ci confermano poi che nella mente dell’investitore medio la tendenza a rimpiangere una perdita molto più di un guadagno seppure di simile valore e questo ci aiuta a comprendere la ragione per la quale molti risparmiatori restano inchiodati a un punto morto o fanno male a loro stessi. “La riluttanza a cambiare le brutte abitudini per paura che il cambiamento possa portarci a una condizione peggiore di quella iniziale” fa parte del nostro imprinting.

Come uscire da questa valanga di news che rischia di essere un mortale corto circuito soprattutto per il risparmiatore?

“L’esplosione dei flussi informativi (soprattutto su Internet) è “noise” ovvero inutile rumore di fondo, che occorre minimizzare applicando disciplinatamente dei filtri” ha scritto Nassim Taleb,  filosofo, saggista e matematico finanziere  libanese naturalizzato statunitense,  autore del best seller «Il Cigno nero» o di “Giocati dal caso. Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita”.

Ecco quando devo spiegare a un risparmiatore perché uso non solo l’analisi fondamentale ma trovo indispensabile utilizzare nella gestione e nella consulenza degli investimenti un approccio quantitativo con l’utilizzo di modelli (trading system) che analizzano il mercato, i prezzi, i volumi, il trend e dai quali scaturiscono segnali di acquisto e di vendita mi ritrovo in pieno nella frase di Nassim Taleb.

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E  sono convinto del lavoro che sto portando avanti con il mio team da oltre 15 anni (e non certo solo in questo settore in Italia come dimostra la rivista Traders’) se non bastassero a motivarmi i risultati realizzati dai nostri portafogli (e che si fondano su strategie testate con successo su periodi ultradecennali in centinaia di studi anche accademici) e dalla nostra consulenza di SoldiExpert SCF in 3 lustri fra i più turbolenti e volatili della storia finanziaria moderna.

I mercati sono fatti di informazione, aspettative, economia, tempo ed esseri umani.  E per tenere sotto controllo tutti i fattori di complessità e “applicare disciplinatamente dei filtri” come suggerisce Taleb, secondo il sottoscritto (guardando i risultati realizzati e confrontandoli con altre teorie o i risultati di una gestione passiva) un approccio quantitativo, attivo e flessibile è l’Arca per affrontare mercati sempre più complessi.

Che non si possono affrontare né pensando di interpretare tutto il mare di dati uno per uno (nemmeno se si dispone di un ufficio studi di migliaia di analisti), né pensando di utilizzare soluzioni troppo semplici, statiche o legate al Vecchio Mondo.

Vince chi opera con metodo, orizzonte temporale adeguato, disciplina e strategia e sa tenere l’emotività (soprattutto quando si parla di denaro) in un angolo. Guadagnare in Borsa è questione di testa (e di numeri soprattutto) e non di pancia.

Dal mese di novembre è iniziata una collaborazione con TRADERS,  rivista diretta da Emilio Tomasini e che ha come editore Maurizio Monti. Una pubblicazione già leader tra le riviste di trading per i mercati finanziari dove a Salvatore Gaziano, direttore di MoneyReport, responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF è stato chiesto di raccontare mese dopo mese in una speciale rubrica la sua esperienza nel settore e come è diventato un fondamentalista “pentito” in quasi 30 anni di attività sui mercati finanziari e perchè ritiene che l’optimum per chi investe sia adottare strategie combinate basate anche sul momentum e un approccio quantitativo.  Quella sopra è il testo integrale della rubrica di Salvatore Gaziano. 

 

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