Investimenti ad alto rendimento: come conseguirli nel 2026

Se ti parlano di investimenti senza rischio e ad alto rendimento e magari anche a breve termine gira al largo e leggi questi consigli indispensabili per i tuoi risparmi prima che sia troppo tardi. Ottenere il massimo dai tuoi investimenti è possibile a patto di possedere 5 doti essenziali e non cercare facili scorciatoie. Come? Sudando, perchè "No pain, no gain"

Parlare di investimenti ad alto rendimento nel 2026 significa prima di tutto chiarire cosa intendiamo davvero per “alto rendimento”. Se prendiamo come riferimento una performance annua intorno al 10%, i dati storici raccontano una storia piuttosto chiara: nel lungo periodo, l’unica asset class che si avvicina a questi livelli sono le azioni.

Secondo il Global Investment Returns Yearbook 2025 di UBS Investment Bank e S&P Global Wealth Management, il mercato azionario statunitense ha registrato tra il 1900 e il 2025 un rendimento medio annuo nominale del 9,8%, contro il 4,6% delle obbligazioni e il 3,4% dei titoli di Stato a breve termine.

Attenzione però: un alto rendimento nominale non coincide automaticamente con un alto rendimento reale. Depurato infatti dall’inflazione, il rendimento annuo delle azioni scende al 6,6%, un dato comunque tutt’altro che trascurabile. Per capire l’impatto concreto, immaginiamo un capitale di 200.000 euro – circa la ricchezza media per adulto in Italia secondo il Global Wealth Report 2025 di UBS. Investito a un tasso reale del 6,6% annuo, dopo 30 anni diventerebbe circa 1,36 milioni di euro. Un risultato che aiuta a capire, come approfondiamo anche nella guida su come investire 200.000 euro, quanto il fattore tempo sia determinante negli investimenti ad alto rendimento.

 

Rischi storici negli investimenti ad alto rendimento

 

Quando si parla di investimenti ad alto rendimento come le azioni, è fondamentale ricordare che i rendimenti elevati nel lungo periodo si accompagnano a fasi anche molto difficili nel breve. Lo dimostrano i peggiori anni dello S&P 500 dal 2000 a oggi: nel 2008 l’indice ha perso il 38,49%, nel 2002 il 23,37%, nel 2022 il 19,44%, nel 2001 il 13,04% e nel 2000 il 10,14%, a cui si aggiunge il calo più contenuto del 2018 (-4,38%). In particolare, il triennio 2000–2002 evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: tre anni consecutivi di perdite, una condizione che mette a dura prova anche gli investitori più disciplinati.

Certo chi ha tenuto duro ha sempre recuperato ma quanti hanno il fegato, la disciplina mentale e soprattutto la capacità finanziaria di sopportare perdite che arrivano a intaccare in pochi mesi un quinto del proprio capitale?

 

gli strumenti da evitare per investire ad alto rendimento

 

Consapevoli del rischio dei corsi azionari, alcuni investitori cercano delle scorciatoie. Cercano in pratica di ottenere guadagni elevati senza correre troppi rischi (o almeno così credono). Alcuni si buttano sulle obbligazioni ad alto rendimento. Le strade in questi casi sono tre: acquistare obbligazioni in valuta, scegliere obbligazioni che scadono tra decenni oppure dimenticare gli emittenti solidi e investire su società o Stati che hanno qualche problemino di bilancio.

L’idea che si fanno questi investitori è che trattandosi di obbligazioni, ritenute investimenti senza rischio e ad alto rendimento, il guadagno elevato sarà assicurato e i rischi ridotti ai minimi termini. Purtroppo non succede quasi mai.

Il rischio valutario, il rischio duration e il rischio emittente presentano il conto più frequentemente di quanto si pensi. Ne sanno qualcosa coloro che allettati da tassi di rendimento del 10% hanno comprato obbligazioni in lire turche, o obbligazioni Astaldi o titoli dell’Argentina. L’obbligazionario presenta dei rischi al pari dell’azionario, e le scorciatoie non sempre funzionano.

 

Quali strumenti dovresti considerare se aspiri a guadagnare il 10%

 

Se vuoi puntare a guadagnare il più possibile sul tuo capitale dovresti esporti soprattutto al mercato azionario attraverso investimenti diretti in società quotate o attraverso fondi e ETF.

 

La guida per investire con gli ETF La guida per investire con gli ETF

 

Per chi non dispone di capitali elevati sono meglio fondi ed ETF e anzi se proprio dobbiamo dirla tutta tra i due preferiamo senz’altro gli ETF per via dei costi assai più bassi (anche dell’80%) e della facilità di negoziazione.

Come consulenti finanziari indipendenti (e regolarmente autorizzati) il nostro dovere come SoldiExpert SCF è infatti fornire una consulenza senza conflitti d’interesse e questo significa che non possiamo ricevere provvigioni o commissioni su quanto suggerito e inoltre che la nostra consulenza deve spaziare su un’ampia gamma di strumenti finanziari.

Purtroppo anche in questo settore esistono pseudo consulenti finanziari che non sono iscritti all’Albo e forniscono consigli personali che non potrebbero assolutamente fornire o ricevono provvigioni sugli strumenti che consigliano e la cosa è vietatissima e se volete verificare chi è autorizzato a dare consigli potete consultare il sito Organismocf.it

 

Conviene direttamente investire in titoli ad alto rendimento?

 

L’investimento diretto in titoli è più adatto a investitori con grandi capitali perché permette di diversificare il rischio emittente. Purtroppo molti investitori non riescono a seguire un numero molto elevato di titoli (solo sulla Borsa Italiana ci sono più di 300 società quotate) e finiscono per concentrare la loro attenzione solo su poche società che magari conoscono bene perché ne sono clienti diretti. In questo modo però non selezionano i titoli migliori ma solo quelli che conoscono meglio!

Spesso poi gli investitori “fai da te” tengono in portafoglio pochi titoli e quando uno di essi non va nella direzione sperata l’impatto sul patrimonio è micidiale. Capita a tutti di investire sul titolo sbagliato: l’importante è non aver concentrato troppo il portafoglio su poche società.

Il secondo errore è quello di incaponirsi nelle proprie scelte. Accade quando un titolo che si è comprato scende e non si ha più il coraggio di venderlo. Anzi, pur di non ammettere l’errore a volte l’investitore si incaponisce nelle scelte e ne compra ancora di più.

 

 

 i 5 “must have” per piani di investimento ad alto rendimento

 

Ma prima di puntare a guadagnare il 10%, fermati ancora un attimo. Sei sicuro di avere le caratteristiche giuste per fare il leone della Borsa? Ecco in sintesi le caratteristiche che devi avere se vuoi puntare a investire in modo massiccio il tuo capitale sul mercato azionario.

Se possiedi queste cinque caratteristiche essenziali puoi aspirare a investire in modo aggressivo il tuo capitale investendo in Borsa una quota prevalente del tuo patrimonio, ossia se possiedi un lungo orizzonte temporale di investimento, generalmente superiore a 10 anni (sebbene a volte potrebbe non essere sufficiente), insieme a una propensione al rischio significativa, una capacità finanziaria di tollerare eventuali perdite, una capacità di mantenere la calma durante le fluttuazioni di mercato e una solida strategia di investimento, allora potresti essere pronto a dedicare una parte predominante del tuo patrimonio agli investimenti ad alto rendimento in Borsa.

Questo significa che magari un anno potreste ottenere un + 22% e l’anno successivo un 12% sugli investimenti azionari ma anche obbligazionari. E se qualcuno vi parla di rendimenti certi e anche costanti fareste bene a girare al largo perché sono spesso chi usa queste leve (Madoff insegna, il più grande truffatore finanziario di tutti i tempi) vi vuole tirare un pacco.

 

>>> CLICCA QUI E SCARICA i nostri migliori suggerimenti per investire in modo intelligente secondo la taglia del tuo patrimonio <<<

 

 

I rischiosi errori che si possono evitare

 

Molte persone pensano di poter guadagnare il massimo ma non possiedono tutte queste cinque qualità. Magari mancano di pazienza e pensano che bastino 5 anni per portare a casa guadagni importanti. Altre di fronte agli shock finanziari scoprono di essere dei leoni…da tastiera e messi di fronte alla realtà e alle notizie spesso allarmanti dei media e dei giornali crollano psicologicamente e si fanno prendere dal panico.

Si convincono che la perdita sarà irreversibile e che non recupereranno mai il capitale investito. Poi ci sono quelli che hanno tutte le prime quattro caratteristiche ma non hanno una strategia robusta di investimento. Sanno quando comprare, ma non sanno quando vendere.

Esaminano un numero limitato di investimenti (poche società o pochi settori o Paesi). Concentrano troppo il capitale su pochi titoli. Se il titolo non va nella direzione auspicata, non lo vendono perché hanno solo una strategia di entrata ma non di uscita e quindi o tengono il titolo per decenni (pur di non realizzare la perdita) oppure iniziano a comprare il titolo man mano che scende per “mediare la perdita” con il risultato certo di investire sempre maggior patrimonio su un titolo che non gode del favore del mercato immobilizzando sempre di più il capitale pur di non ammettere di aver sbagliato.

Errare è umano, perseverare è diabolico. Vale nella vita e anche in Borsa.

Salvatore Gaziano

Responsabile Strategie di Investimento di SoldiExpert SCF

Prenota un appuntamento

Roberta Rossi Gaziano

Responsabile Consulenza Personalizzata di SoldiExpert SCF

Prenota un appuntamento

Francesco Pilotti

Responsabile Ufficio Studi di SoldiExpert SCF

Prenota un appuntamento

Marco Cini

Consulente Finanziario

Prenota un appuntamento

Gian Marco Casseri

Consulente Finanziario

Prenota un appuntamento

Andrea Marini

Consulente Finanziario

Prenota un appuntamento