Mercato azionario Usa: Nike fa le scarpe a tutti

Settimana positiva per il mercato azionario americano e il colosso di abbigliamento sportivo oggi vale il 30% del mercato mondiale. Uno sguardo ai mercati e molto altro nella Lettera Settimanale

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È stata un’altra settimana up per le azioni e per il mercato azionario Usa è stata addirittura la migliore settimana da febbraio spinta dai risultati positivi di Nike che hanno messo le ali non solo ai piedi.

Il colosso dell’abbigliamento sportivo ha chiuso il quarto trimestre dell’anno che si è concluso il 31 maggio con ricavi cresciuti del 96% su base annua, a 12,3 miliardi di dollari e utili schizzati quasi sopra il 100% delle previsioni.

Nel mercato delle calzature sportive, oggi Nike vale quasi il 30% del mercato mondiale e non posso non pensare all’incredibile biografia di Phil Knight, mezzofondista mancato, il fondatore di Nike, che agli inizi della sua carriera vendeva scarpe da ginnastica giapponesi dal bagagliaio della sua auto frequentando i meeting di atletica leggera che si tenevano negli anni ’60 nella costa occidentale della California.

La sua biografia “L’arte della vittoria” (Mondadori) se non l’avete letta è veramente avvincente e motivante (le difficoltà che ha dovuto affrontare prima di “sfondare” sono state veramente tante) e ne avevamo parlato anche con Marco Boglione, n. 1 di Basic Net (Kappa, Robe di Kappa, Superga, K-Way) su RadioBorsa oltre un anno fa quando il mondo stava appena affrontando la pandemia, fornendo un quadro credo ancora attualissimo del perché il mondo veste sempre più “casual”. E non è casuale.

 

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Ma a dare un tono positivo ai mercati è stato anche l’accordo sulla spesa infrastrutturale del presidente Joe Biden che ha superato la preoccupazione per la lettura dell’inflazione negli Stati Uniti più alta degli ultimi 29 anni. Anche le aspettative che le aziende riporteranno forti guadagni nel secondo trimestre sospinge i mercati mentre raccolgono i benefici della riapertura dell’economia che sta dando effervescenza a quasi tutti i settori.

Negli Stati Uniti è interessante osservare che si sta assistendo a una mobilità del lavoro come mai si era osservata con milioni di persone che cambiano settore, perché si attendono di stare bene e guadagnare di più puntando su altro (e diverse società stanno aumentando i salari) e qualsiasi confronto con il mercato italiano del lavoro lo risparmiamo, perché sarebbe impietoso.

 

Mercato del lavoro Usa: numero di dimissioni

 

C’è molta agitazione nel mercato del lavoro in questo momento – ha affermato Gregory Daco, capo economista statunitense presso Oxford Economics – Sarà un’estate strana. Alcuni dei fattori che hanno trattenuto l’offerta di lavoro stanno iniziando a diminuire e dovrebbero darci un sollievo, ma non sarà molto chiaro fino a settembre”.