PAC su ETF o fondi? Ecco cosa devi sapere

I piani di accumulo con ETF o fondi possono essere una buona opportunità per investire piccoli capitali. Sul risultato finale incidono molto i costi. Come orientarsi

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Se riusciamo a risparmiare qualcosa ogni mese dal nostro stipendio mensile e/o abbiamo paura di investire in Borsa nel momento sbagliato è probabile che chiedendo un consiglio in banca o a un consulente finanziario ci venga proposto un PAC ovvero un Piano di Accumulo del Capitale. Un investimento a rate ogni mese più o meno dello stesso importo sullo stesso strumento finanziario. Quale?

 

VIDEO Cos’è un PAC e come ci può aiutare a investire

 

Se chiedete alla banca su che strumento investire per costruite il vostro capitale a rate, in 99,9 casi su 100 vi consiglierà un fondo comune di investimento o una serie di fondi d’investimento. Se rivolgete la stessa domanda a un consulente finanziario indipendente, ovvero investire a rate piccole somme, difficilmente vi consiglierà un fondo comune di investimento per il vostro piano di accumulo del capitale: quasi sicuramente sceglierà un PAC su ETF. Facendovi risparmiare una marea di costi e senza nulla togliere ai vostri potenziali guadagni, visto che le ricerche accademiche dimostrano che gli ETF hanno nella maggior parte dei casi performance migliori dei fondi comuni di investimento.

Fare un PAC con ETF o con fondi?  Numeri alla mano la somma di cui si può disporre alla fine del Piano di Accumulo con fondi o ETF può essere molto diversa. SoldiExpert SCF società di consulenza finanziaria indipendente ha ipotizzato di investire per 10 anni 3000 euro all’anno sulle azioni mondiali attraverso ETF o fondi comuni di investimento e il risultato è stato abbastanza clamoroso: investendo sull’ETF il risultato finale è stato di oltre 58.000 euro mentre con il fondo peggiore il risultato è stato di appena 44.000 euro e con il fondo migliore di 51.000 euro.

 

La guida per investire con gli ETF La guida per investire con gli ETF

 

PAC in ETF, per investire un piccolo tot tutti i mesi

 

Quando il capitale è piccolo, investire a rate tramite un PAC è la soluzione migliore. Ma se potete scegliere, meglio fare un PAC su un ETF che su un fondo comune di investimento. Il risultato può essere molto diverso tra un PAC con ETF o fondi: in 10 anni potreste per via dei maggiori costi del fondo rispetto all’ETF guadagnare fino al 30% in meno.

In tanti si stanno affrancando dai consigli di investimento della propria banca, che propone i più costosi fondi rispetto ai più convenienti ETF. Puoi iniziare a conoscere questi strumenti e perché gli ETF sono migliori dei fondi anche quando si investono piccole somme, scaricando questa guida sugli ETF.

Quando investi a rate su un fondo o un ETF quali sono le cose importanti da sapere? Sia sui fondi sia sugli ETF si pagano dei costi di gestione alla società che “confeziona” e gestisce il prodotto, che si chiama l’emittente del prodotto (nel caso dell’ETF) o società di gestione (nel caso del fondo). I costi di gestione che gravano sia sugli ETF sia sui fondi riducono i potenziali guadagni per l’investitore. Maggiore è il costo del prodotto, minore è il guadagno per il cliente.

Tra fondi ed ETF chi sottrae di più al risparmiatore? Il fondo. Se l’ETF costa meno al risparmiatore, perché le banche consigliano il prodotto più costoso? Perché parte di questo costo di gestione che grava sul fondo gli viene retrocesso e diventa parte dei ricavi della banca, mentre se consiglia un ETF non guadagna nulla sulle commissioni di gestione che gravano sul prodotto.

PAC con FONDI o ETF? Spesso quando facciamo analisi ad hoc nel servizio di consulenza una tantum ci vengono poste domande su temi come questo, per capire quale strumento finanziario è meglio scegliere in base al capitale che si ha a disposizione, quanto versare ogni mese e a quale banca appoggiarsi.

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Vantaggi di un piano di accumulo con ETF

 

In parole semplici, PAC è l’acronimo di Piano di Accumulo del Capitale. Si tratta di un servizio che viene offerto ai risparmiatori da banche e intermediari finanziari, e che consente di investire ratealmente su uno o più strumenti finanziari. Scegliendo per esempio degli ETF come oggetti del nostro investimento, alla firma del contratto con la banca ci impegneremo a versare ogni mese una cifra più o meno fissa, in modo da accumulare nel tempo un capitale sempre maggiore.

L’ETF è quotato in borsa – a differenza del normale fondo comune d’investimento – e può essere negoziato come un’azione. Il PAC in ETF, per investire un piccolo tot tutti i mesi è una delle soluzioni potenzialmente più efficienti.

   

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Se scelto bene e ben gestito, i vantaggi di un piano di accumulo con ETF sono almeno due: quello di essere un ottimo sistema per investire piccole cifre un tanto al mese (PAC) e quello di sfruttare strumenti d’investimento (ETF) versatili, liquidi e senza grossi costi ricorrenti.

Rispetto ai fondi d’investimento a gestione attiva (cioè in cui un gestore aggiorna costantemente il portafoglio su cui il fondo investe) il “limite” degli ETF può sembrare il fatto che seguono pedissequamente il benchmark assegnato. Questo può essere un indice, un paniere di titoli, una materia prima o altro.

Che si tratti di un limite reale non è nella maggior parte dei casi verificato visto che la gestione attiva si paga (quindi sottrae al cliente una bella fetta di eventuali guadagni) e non sempre riesce a fare meglio di indici come il FTSE MIB, l’S&P500, o di materie prime come l’oro o il petrolio. Altri aspetti rilevanti sono da considerare poi le commissioni di acquisto degli ETF e la questione fiscale. E quest’ultima è facilmente risolta: i guadagni ottenuti coi PAC su ETF come quelli sui fondi sono tassati al 26% come i PAC sui fondi e quindi da questo punto di vista c’è un regime di assoluta parità.

Come si vede, fare un PAC su ETF  hai dei costi legati nel caso degli ETF alle spese di intermediazione ovvero le commissioni di acquisto.

Nel caso dei fondi d’investimento (o sicav che sono da considerare sostanzialmente sinonimi) oltre alle spese di gestione (mediamente molto più elevate che rispetto ai pari ETF e anche 6 o 7 volte superiori) la banca o il consulente finanziario che ve li propone potrebbe parlarvi anche di pagare anche una commissione d’ingresso (queste sono in realtà scontabili al 100% ma molti risparmiatori non lo sanno e accettano passivamente di pagarle) o delle spese amministrative e perfino delle commissioni di uscita e anche commissioni di performance. Spese che secondo noi sono quasi tutte insensate (il loro peso alla fine non è quasi mai giustificato) e per questo motivo come consulenti finanziari indipendenti invitiamo ad analizzare bene quello che viene proposto, fare dei confronti o richiederci un’analisi che offriamo gratuitamente per i primi 30 minuti e nel confronto preferire gli ETF molto più trasparenti nella maggior parte dei casi.

Se si vuole fare un Pac sugli ETF basta acquistare scaglionati nel tempo (ovvero una volta al mese, trimestre, semestre…) con la propria banca gli ETF più interessanti per una simile operazione come per esempio nel caso di un singolo strumento un ETF azionario mondiale o se si vuole attuare una diversificazione fra azionario e obbligazionario un opzione può essere quella di considerare gli ETF di Vanguard LifeStrategy che con un unico ETF consentono di prendere posizione sul mercato su molti mercati e con differenti profili di rischio (dal 20% all’80% di azionario). E’ possibile anche costruirsi un piccolo portafoglio di ETF o fondi su cui effettuare un PAC ma attenzione ai costi.

Ci possono essere modi ulteriori per abbattere almeno in parte i costi d’intermediazione nel caso di un PAC? Nel caso degli ETF sì, con alcune banche online che offrono una tariffa speciale nel caso di Pac con ETF. Altrimenti l’acquisto di un ETF segue le condizioni normali previste per le altre spese di compravendita esempio lo 0,19% con minimi e massimi per lotto in base alle condizioni offerte dalla banca o dal broker online.

 

L’ETF Replay di Fineco

 

Fineco con il piano Replay è stata una delle prime banche online a offrire un servizio mirato all’investimento automatico che consente di accumulare il proprio capitale su uno o più ETF, tramite piccoli investimenti mensili e con commissioni fisse più basse.

Una volta scelto un ETF o una combinazione di ETF che sia coerente con la propria avversione al rischio, un investitore non deve far altro che investire periodicamente un ammontare prefissato nel portafoglio di ETF precedentemente individuato.

In base all’ammontare che si deciderà di investire periodicamente e come si vorrà comporre il piano si potrà decidere qual è il piano più adatto che sarà in particolare pari a:

  • 2,95€ al mese, se il tuo PAC include 1 o 2 ETF;
  • 6,95€ al mese, se il tuo PAC include dai 3 ai 6 ETF;
  • 13,95€ al mese, se il tuo PAC include dai 7 ai 12 ETF.

 

Per somme non elevate, non superiori ai 200-300 euro mensili, è preferibile evidentemente orientare la scelta verso un portafoglio costituito da un solo ETF.

Si possono quindi ipotizzare tre livelli di capitale da investire, fino a 2-300 euro al mese, da 300 a 1000, oltre 1000. Nel primo caso consiglia l’utilizzo di un solo ETF, nel secondo non più di cinque ETF, nel terzo fino a 10.

Ovviamente, trattandosi di ETF quotati, il prezzo di acquisto potrà variare.

Si potranno selezionare uno ad uno gli ETF che si vorranno inserire nel proprio PAC (ce ne sono diverse migliaia a disposizione). Si possono ricercare per nome oppure in base al loro codice ISIN. Per ciascuno di essi, si dovranno stabilire la modalità di investimento, tra 3 opzioni differenti:

  • Per quantità: in questo caso fissi il numero preciso di quote dell’ETF che si vogliono acquistare. Ad esempio 120 quote dell’ETF  X e 25 quote dell’ETF  Y. Poichè il prezzo di ogni ETF varia di continuo, la quota investita potrà essere sarà diversa di mese in mese.
  • Per importo: in questo caso si indica un importo di riferimento da investire mese per mese su ogni ETF. Questo importo non coincide esattamente con l’importo che verrà investito: se ad esempio vuoi investire 200 euro sull’ETF Y, ma il suo prezzo è pari a 80 euro, Fineco ti farà acquistare solamente 2 quote dell’ETF, per un valore pari a 160 euro.
  • Con bilanciamento: in questo caso non si indichi l’importo da investire su ogni singolo ETF, ma l’importo complessivo (in euro) che si vule investire mediamente ogni mese attraverso il Piano Replay. Si dovrà inoltre scegliere il peso percentuale che ogni ETF dovrà avere sul tuo portafoglio totale Replay. Così facendo, il sistema effettuerà il calcolo e acquisterà mese per mese la quantità giusta di ogni ETF per raggiungere e mantenere nel tempo la ripartizione prescelta.

 

Se invece si imposterà un importo predefinito, a variare saranno le quote sottoscritte. Poiché, inoltre, l’ordine di negoziazione impostato viene inviato in una data precisa del mese, è possibile disinvestire senza costi né penali fino a cinque giorni prima di questa data. È comunque possibile sospendere temporaneamente il PAC o smobilitarne anche solo una parte.

I piani di base prevedono 1, 4 o 10 ETF, con costi di 2,95, 6,95 e 13,95 euro per ordine mensile. Possono essere aggiunti ETF al costo mensile aggiuntivo di 2,95 euro. Qui la tabella completa con i costi.

 

Con Directa ETF per PAC a costo zero, ma solo QUELLI DI Lyxor

 

Un altro servizio di ETF per PAC interessante è quello di Directa Sim. Ma se Fineco mette a disposizione un amplissimo numero di ETF da inserire nei PAC.
Si possono su Directa acquistare come con qualsiasi banca o broker tutti gli ETF e organizzare i propri investimenti creando acquisti ricorrenti. E una novità offerta da Directa è anche quella di abbattere del 100% le commissioni di negoziazione nel caso che il sottostante siano degli ETF emessi da alcune società di gestione (attualmente Lyxor) che mette a disposizione quasi 160 ETF  quotati sull’ETFPlus di Borsa Italiana. Ciò che contraddistingue da sempre Directa, tuttavia, è la trasparenza. È ben evidente sul sito, infatti, la dicitura “Grazie all’accordo di partnership tra Lyxor e Directa, Lyxor riconosce a Directa una remunerazione sugli importi sottoscritti tramite PAC su ETF”.

Una dichiarazione forse ovvia sulle “retrocessioni”, di cui raramente si trova spesso traccia altrove. E proprio grazie a questa clausola, una volta aperto il PAC con Directa, la negoziazione degli ETF non prevede costi di acquisto ma solo di vendita: “L’investitore – spiega Directa – paga il TER (Costo Totale Annuo) degli ETF acquistati in proporzione al periodo di detenzione, le imposte e le tasse di legge”. Le commissioni di vendita rientrano in una tabella commissionale che potete visionare qui.

Nel caso di Directa, gli ETF per PAC possono essere negoziati dalla piattaforma DLite. Sono molto semplici da gestire, configurandosi di fatto come un’attività di trading online automatizzato (a un mese o a 15 giorni) di uno o più strumenti contemporaneamente.

Si stabilisce l’importo da investire nel piano di accumulo e si puoi scegliere la frequenza di invio dell’ordine, il 1° o il 15° giorno del mese oppure in entrambe le date.

Se hai dei dubbi su come un PAC come ti può aiutare a investire puoi guardare un breve video mentre se hai bisogno di una consulenza iniziale su come costruire il tuo portafoglio di ETF per investire piccole somme puoi usufruire della consulenza una tantum.