Su cosa investire oggi: meglio i consigli della banca o del consulente finanziario indipendente?

A chi rivolgersi per capire su cosa investire? Sono diverse le figure professionali. Vediamo le caratteristiche di ognuno è chi fa il tuo interesse

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Ciascun risparmiatore che deve prendere decisioni di investimento si chiede: “su cosa investire oggi?“. Oltre a questa scelta fondamentale per chi si affaccia sul mondo degli investimenti (con qualsiasi capitale o orizzonte temporale come si legge nel corso per investire che puoi scaricare gratuitamente in formato eBook) la domanda che sorge spontanea è: “meglio i consigli della banca o del consulente finanziario indipendente?“.

Una domanda tutt’altro che banale e che merita una risposta all’altezza e che faccia chiarezza su tutti i soggetti a cui un risparmiatore può affidarsi per i propri investimenti. Questo è un aspetto da non sottovalutare, visto che la scelta del soggetto a cui rivolgersi per investire può essere importante tanto quando la scelta su cosa investire oggi!

C’è chi chiede aiuto alla propria banca, chi si fida delle Poste, entrate con successo da diversi anni nel business della consulenza, chi si rivolge al consulente abilitato all’offerta fuori sede e chi si affida a un consulente finanziario indipendente. Vediamo insieme come orientarsi per scegliere il referente migliore e rispondere una volta per tutte alla domanda: “meglio i consigli della banca o del consulente finanziario indipendente?”.

E oltre a questi dubbi della maggior parte dei risparmiatori che si affacciano per la prima volta nel mondo della finanza, nel corso per investire, che puoi scaricare gratuitamente in formato eBook cliccando sull’immagine sotto, rispondiamo ad altri dilemmi sul dove investire, come farlo al meglio nonché con quanto capitale iniziare.

 

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Consigli per investire: a chi rivolgersi?

 

Sulla scelta su cosa investire oggi influisce in modo importante la scelta a chi affidarsi e al soggetto che ci dà consigli per investire. A chi rivolgersi quindi? Ci sono tantissime figure professionali a cui è possibile rivolgersi per ricevere dei consigli su cosa investire:

  • l’impiegato della banca
  • l’impiegato delle poste
  • il consulente abilitato all’offerta fuori sede (ex promotore finanziario)
  • il consulente finanziario indipendente

Queste quattro figure professionali non sono tutte uguali ma si differenziano tra loro per il tipo di relazione e di interesse che condiziona il loro consiglio. Perché è importante ricordare che nei consigli per investire conta anche, e soprattutto, l’interesse del soggetto che te li offre. E si desume facilmente che alla domanda “a chi rivolgersi?” si può rispondere in modo conciso: “chiedi consigli per investire a chi fa il tuo interesse!”.

Vediamo più nel dettaglio cosa significa e le differenze delle diverse figure professionali.

 

 

Investire oggi con l’impiegato della banca

 

Qualsiasi banca divide la propria clientela in due tipologie: il retail, ovvero la stragrande maggioranza dei clienti, e il private banking, che è costituito dal segmento di clientela più abbiente. Ogni banca ha una sua soglia per identificare il cliente “private” e normalmente si parte dai 500 mila euro in su. Ma cosa vuol dire questo ai fini di investire oggi con l”impiegato della banca?

Ai clienti “private” l’impiegato della banca offre l’accesso a numerosi strumenti finanziari, anche di società che non sono collegate alla banca (i “prodotti terzi”). I migliori impiegati della banca, ovvero quelli più preparati, vengono destinati a questo segmento di clientela definita anche “affluent”.

Alla clientela “retail” (un tempo veniva chiamato il “parco buoi”) vengono invece proposti soprattutto i “prodotti della casa” e dedicate risorse umane in linea con questo profilo di clientela. I prodotti della casa possono essere azioni o obbligazioni della stessa banca o fondi di investimento gestiti da società che la banca controlla.

Se si decide su cosa investire sulla base dei consigli dell’impiegato della banca questo fattore è bene considerarlo. La banca quasi sempre ha una lista di prodotti finanziari su cui concentra la sua attività di vendita. Secondo il segretario generale del sindacato dei bancari italiani Lando Maria Sileoni, la pressione commerciale sui dipendenti delle banche sta aumentando tantissimo. Il rischio è che vengano collocati prodotti finanziari non adatti al profilo del cliente.

Infatti, si può essere nella forma apparentemente corretti e inappuntabili ma poi nella quotidianità fortemente scorretti. Su ogni prodotto che la banca riesce a vendere al cliente incassa delle retrocessioni, anche quando il prodotto consigliato è un fondo o una polizza di terze parti.

Lando Maria Sileoni segretario FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani)

Queste commissioni non sono solo al collocamento del prodotto ma sono ricorrenti, quindi la banca ha tutto l’interesse che tu rimanga investito, nei fondi o nelle polizze, che ti ha consigliato. Se ti vende un certificates (o certificato) incassa una commissione di collocamento, se invece compri un’azione o un’obbligazione guadagna pochissimo: solo le commissioni di transazione. Ma è chiaro che investire oggi con l’impiegato della banca piuttosto che con un altro soggetto ha i suoi contro.

Sempre in termini di prodotti se compri un ETF non fai ricco la banca perché sugli ETF la banca non riceve alcuna forma di retrocessione. Sarà per questo che, nonostante sia come un fondo (e quindi diversifica il tuo capitale ma costa l’80% in meno) alla domanda “su cosa investire oggi” la banca non te lo nomina nemmeno?

 

 

Investire con le Poste

 

Un’altra soluzione per decidere come impiegare i propri risparmi oggi è investire con le Poste. Le Poste Italiane sono diventate un vero “pusher” di prodotti finanziari grazie a una clientela molto affezionata e a decine di migliaia di sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale (oltre 12 mila).

Sono talmente tanti che la più grande banca italiana (Intesa Sanpaolo) ha meno della metà degli sportelli delle Poste italiane. Quando si decide di investire con le Poste è bene ricordare che in passato sono state multate dalla Consob per la vendita scorretta di prodotti finanziari: hanno venduto in pratica prodotti troppo rischiosi a persone che oggettivamente quei rischi non se li potevano prendere.

 

 

Investire in Borsa con il consulente abilitato all’offerta fuori sede

 

Oltre alla banca e alle Poste esistono poi altri soggetti a cui chiedere consigli su cosa investire oggi: si tratta dei consulenti finanziari che possono essere abilitati all’offerta fuori sede o indipendenti. Vediamo  cosa significa investire in Borsa con il consulente abilitato all’offerta fuori sede. Si tratta spesso di una figura professionale qualificata, visto che i promotori finanziari per svolgere la professione devono superare un esame e con regolarità la rete di vendita per cui lavorano offre corsi di aggiornamento professionale.

Il tallone d’Achille di investire in Borsa con il consulente abilitato all’offerta fuori sede è il forte legame con la casa madre: questi soggetti sono di fatto agenti mono mandatari e non possono consigliare prodotti non distribuiti dal soggetto per cui lavorano. Quindi la scelta su cosa investire oggi è di fatto limitata.

Inoltre, essendo nel 90% dei casi pagati a retrocessioni sul prodotto collocato e dovendo su quel prodotto ricavare il proprio stipendio, possono essere tentati di consigliare prodotti che incorporano costi molto elevati rispetto a prodotti più economici ed efficienti.

Proprio perché questi prodotti finanziari devono far saltare fuori anche lo stipendio del promotore oltre che far guadagnare la casa madre, non è infrequente che il cliente si ritrovi con i prodotti più costosi in circolazione. E questo è un aspetto non di poco conto nell’investire in Borsa con il consulente abilitato all’offerta fuori sede.

Fondi per esempio con commissioni di gestione più alte della media e con un meccanismo di calcolo delle commissioni di performance così poco equo, da risultare sempre vincente per remunerare il promotore e la casa madre, indipendentemente dal fatto che il cliente abbia guadagnato o perso.

Alla lunga avere prodotti che sono molto cari in termini commissionali erode considerevolmente negli anni le possibilità di guadagno del cliente. È giusto quindi chiedersi se investire in Borsa con il consulente abilitato all’offerta fuori sede sia la scelta ottimale per gli investitori.

Sapete quanto “cubano” in percentuale ETF/ETC/ETN rispetto al totale del patrimonio dei prodotti finanziari consigliati dalle banche e dalle reti per cui i consulenti abilitati all’offerta fuori sede lavorano? L’1%. Si avete capito bene.

 

Su cosa investire oggi: dove sono veicolati i risparmi degli italiani

 

La parte del leone della consulenza raccomandata dai consulenti abilitati all’offerta fuori sede è fatta da fondi comuni e sicav (10 volte più care mediamente) che pesano il 32%, gestioni patrimoniali (10,7%), prodotti assicurativi e previdenziali fra cui soprattutto unit linked (27%) mentre la restante parte è il risparmio amministrato dove i certificati pesano quasi quanto gli ETF perché offrono ai collocatori super provvigioni.

Alcune associazioni di consumatori, hanno affermato che le regole di incentivazione attuali consentite ai soggetti collocatori (banche, poste e consulenti abilitati all’offerta fuori sede) non sono sufficientemente dissuasive per prevenire conflitti di interesse nel processo di distribuzione.

Ritengono che consulenti abilitati all’offerta fuori sede pagati con retrocessioni siano incentivati a vendere prodotti per i quali ricevono commissioni invece di consigliare i prodotti più adatti ai loro clienti. Alcune associazioni dei consumatori chiedono alla commissione europea il divieto degli incentivi. E tutto questo è fondamentale saperlo per scegliere a chi affidarsi per decidere su cosa investire oggi.

 

 

Su cosa investire con il consulente finanziario indipendente

 

L’ultima figura, ma non per importanza, tra i soggetti che possono offrire consigli su cosa investire è il consulente finanziario indipendente. I consulenti autonomi e le SCF (società di consulenza finanziaria) prestano unicamente consulenza su base indipendente, come scritto nel loro contratto di consulenza. Non prendono retrocessioni sui prodotti raccomandati al cliente e non sono legati a un rapporto di lavoro con un intermediario, che sia una banca o una rete di vendita. Sono soggetti autonomi. Questi consulenti sono pagato a parcella e non a retrocessione e può spaziare su un numero elevato di prodotti finanziari, non solo quelli “della casa”.

È il soggetto, quindi, che più fa l’interesse del cliente nel consigliare su cosa investire. I consulenti indipendenti non sono interessati a far comprare al cliente i prodotti che costano di più, ma quelli che sono più adatti al cliente e se possibile sono gravati da costi impliciti ed espliciti più bassi.

Il consulente finanziario indipendente è sicuramente la figura che oggettivamente è più dalla parte del cliente nel fornire consigli d’investimento. Perché oltre a dover esaminare una gamma molto ampia di strumenti finanziari, il consulente finanziario indipendente ha il divieto assoluto di prendere retrocessioni sui prodotti raccomandati.

Anthony Robbins il più grande formatore americano anche sulla gestione delle finanze personali ha detto “Bisognerebbe lavorare con un consulente indipendente perché ha l’obbligo legale di agire nel tuo migliore interesse e di raggiungere i più elevati standard di attenzione per il tuo capitale”.

Tutti argomenti che non ci inventiamo noi che svolgiamo l’attività di consulenza finanziaria indipendente (e che magari potremmo essere in conflitto d’interesse sull’argomento…) ma in alcuni casi è stata la stessa Consob a sollevare quale dubbio sul modello di remunerazione della consulenza finanziaria in Italia e quindi anche sull’influenza che può causare sulla scelta su cosa investire.

Ecco le parole di Tiziana Togna, responsabile della direzione intermediari della Consob, in un convegno Ascosim del 2012: “C’è una consulenza base fatta dalle banche e dalle reti gratuita e strumentale alla distribuzione. Poi c’è quella offerta dai consulenti indipendenti, non legata al servizio di collocamento ma alla qualità del servizio. Questa consulenza si allinea meglio agli interessi del cliente e genera minori conflitti di interesse”.

È per questa ragione che la nostra società non accetta nessuna forma di pubblicità sul proprio sito e blog, per questo il rapporto che cerchiamo di stabilire con i nostri clienti è leale. 

Ecco quindi tutte le differenze tra i soggetti e come influiscono sulla scelta su cosa investire oggi. Una volta compreso questo concetto tra queste 4 figure professionali la domanda “su cosa investire oggi: meglio i consigli della banca o del consulente finanziario indipendente non dovrebbe avere più nessun segreto!

 

 

Su cosa investire: accedi gratuitamente al corso

 

Per altri dubbi su cosa investire puoi scaricare gratuitamente l’intero corso per investire in formato eBook. Questa era una delle lezioni del corso, ma quando ci si affaccia sul mondo degli investimenti le domande possono essere molte: da “esiste il momento perfetto per investire?” a “quanto rischio ad investire in Borsa?” passando per “con quanto capitale iniziare a investire?”.

Per rispondere a tutte queste domande e altre ancora abbiamo ideato un corso gratuito per imparare le basi su cosa investire e come farlo e che affronta i temi classici del mondo degli investimenti. Accedi gratuitamente al corso per leggere tutte le lezioni e toglierti tutti i dubbi.

 

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