Come scegliere il miglior conto trading per investire online da 100.000 a 1 milione di euro

SoldiExpert SCF ha condotto un’analisi dettagliata per capire quale potrebbe essere il conto trading migliore per chi vuole operare in borsa con capitali cospicui. Perché gli eseguiti costano, ma non sono tutti uguali…

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Il blog di SoldiExpert SCF

Come scegliere un conto per fare trading con un capitale da 100.000 e 1 milione di euro è una domanda fondamentale. Che parte da una prima giusta considerazione: il miglior conto trading non serve se non si utilizzano strumenti e risorse adeguate.

Per molti investitori, infatti, il trading online è un oscura alchimia con cui pochi “stregoni” eletti diventano ricchi in fretta scrutando grafici misteriosi e accendendo “candele” (in realtà un sistema di analisi dei grafici).
Un’alchimia che, si pensa, si può imparare alla svelta da qualche “guru”. È questo il motivo (l’illusione) per cui in tanti si avvicinano al trading con capitali esigui. Nella speranza di vederli rapidamente e senza troppo sforzo trasformati in lingotti d’oro.
Purtroppo non funziona così: per fare trading occorre tanto studio, applicazione e, soprattutto, un capitale adeguato. Ma non è semplice imparare a scegliere il miglior conto trading per investire online da 100.000 a 1 milione di euro. Questa analisi è stata pensata e realizzata proprio per provare a supportarvi in questa scelta con il punto di vista di una società di consulenza finanziaria indipendente.

Prima di affrontare il tema di come scegliere il miglior conto trading, però, vediamo con qualche esempio perché è importante avere un capitale adatto per fare trading.

 

>>> ATTENZIONE! Fare troppi errori è letale quando si investe. Scopri in questa guida se li stai commettendo anche tu e come porre immediato rimedio <<<

 

Quanto capitale serve per utilizzare al meglio un conto per trading

 

Ammettiamo che io abbia un capitale di soli 1.000 euro. Vediamo come questa cifra può aiutarci a capire quanto capitale serve per utilizzare al meglio un conto per trading. Mediamente, ogni giorno il principale mercato azionario italiano (MTA) si muove al ribasso o al rialzo di circa lo 0,5-1%, salvo giornate caratterizzate da notizie o eventi particolari.

Se avessi aperto un conto per trading e fossi in grado di replicare le performance positive per almeno la metà dei circa 250 giorni all’anno di borsa aperta, senza però mai perdere nella restante metà dei giorni, nel migliore dei casi otterrei l’1% di 1.000 euro, cioè 10 euro. Che moltiplicato 125 giorni fa 1.250 euro. Attenzione: l’1% al giorno per 125 giorni fa il 125% all’anno! Una performance notevole, da veri esperti del trading e non certo alla portata di tutti.
Da questi 1.250 euro di guadagno, cifra abbastanza esigua, bisogna però togliere le commissioni per eseguito. Per un trader super-attivo che utilizza in modo intenso un conto per trading, i costi per eseguito possono scendere molto. Per un investitore normale che fa non più di un eseguito al giorno (o anche meno) sull’MTA, la commissione per eseguito è di circa 10 euro, se non di più. Più avanti verificheremo queste cifre alla ricerca del miglior conto trading.

Vediamo già che un importo simile manda a gambe all’aria tutto il nostro impegno: 10 euro di commissione per eseguito al giorno per 125 giorni fanno un bel -1.250 euro. Poi ci sarebbero le imposte, ma poiché non c’è guadagno lasciamo stare: 1.000 euro di capitale iniziale + 1.250 euro di guadagno – 1.250 euro di commissioni = 1.000 euro di capitale finale.

Con 100.000 euro, invece, il nostro esempio cambia: l’1% sono 1.000 euro, quindi avremmo un ipotetico guadagno di 1.000 euro x 125 giorni = 125.000 euro, che tolte le “trascurabili” commissioni restano 123.750 euro. Con 1 milione di euro, poi, il peso delle commissioni così come le abbiamo ipotizzate, quasi svanisce.

 

 

Tre tipi di commissioni per scegliere il miglior conto trading online

 

Da considerare congiuntamente nella scelta del miglior conto trading online, le variabili importanti sono quindi il capitale impiegato (al fine degli obiettivi che vogliamo raggiungere) e il costo per eseguito al nostro livello di operatività.

In questa analisi considereremo il livello di operatività di base, che in genere ha i costi più alti. Ciò significa che, incrementando l’attività (e quindi il rischio), i costi potrebbero anche diminuire.

Vi sono tre tipi di commissioni per scegliere il miglior conto trading online: fisse, variabili o degressive. Le commissioni fisse offrono un livello di commissione per eseguito che resta sempre lo stesso indipendentemente dall’importo della negoziazione. Le commissioni variabili invece si pagano in percentuale sul volume transato. Le degressive, infine, sono una combinazione delle prime due: si modificano sulla base di diversi parametri a seconda dei broker, come le commissioni generate o il numero di eseguiti effettuati in un dato periodo.

Quando è meglio scegliere le commissioni fisse e quando quelle variabili per capire qual è il miglior conto trading che fa per noi? Il confronto è abbastanza semplice, anche perché di solito i broker online offrono entrambe le possibilità.

 

 

Conto trading online con commissioni fisse o variabili

 

In generale, le commissioni fisse convengono per grandi importi transati, mentre quelle variabili per piccoli importi. Il motivo è semplice: 10 euro fissi su 10.000 euro sono lo 0,1%, mentre su 1.000 euro ne rappresentano l’1%. Con il variabile, viceversa, il 5 per mille (cioè lo 0,5%) di commissione variabile su 10.000 è di ben 50 euro. Mentre lo stesso 5 per mille su 1.000 euro è di soli 5 euro. Ma qual è la soglia per cui diventa conveniente un conto trading online con commissioni fisse o variabili?

Nel grafico qui sotto (non in scala) si vedono bene lo sviluppo e le aree di convenienza di un singolo eseguito effettuato attraverso un conto trading online rispetto agli importi transati.

Il confronto viene fatto tra 10 euro fissi per eseguito e il 5 per mille variabile. Come si vede, con un eseguito di controvalore fino a 5.000 euro conviene la commissione variabile, in quanto la percentuale incide poco. Superata questa soglia, invece, la commissione variabile supera la commissione fissa, quindi non è più conveniente.
Non solo: rispetto ai 10 euro fissi, con volumi dai 100.000 euro in su si finirebbe teoricamente per pagare centinaia o migliaia di euro per eseguito. Per fortuna i broker inseriscono nei contratti per il conto trading online dei livelli massimi di commissione per eseguito.

Ma c’è un ma. Poiché a loro volta i broker devono pagare una commissione ai gestori della borsa, devono evitare che quanto pagano a questi sia superiore a quanto ricevono dai clienti. Quindi solitamente i broker introducono anche dei limiti di volume delle singole transazioni e dei minimi all’importo totale delle commissioni.

 

Miglior conto trading Commissione fissa e variabile senza minimo e massimo

 

 

Massimi e minimi per selezionare il conto trading online più conveniente

 

Possiamo quindi dire che i massimi per eseguito vanno a vantaggio dei clienti, mentre i minimi a vantaggio dei broker. E che, più in generale, bisogna valutare bene anche massimi e minimi per selezionare il conto trading online più conveniente. Se infatti nel nostro grafico introduciamo questi parametri (minimo e 3 euro e massimo a 20 euro), la situazione cambia. L’area di vantaggio si restringe e rimane compressa tra minimo e massimo. Rendendo necessario fare più attenzione ai calcoli pre-ordine per evitare costi inutili.

 

Bella la Borsa: peccato quando scende Bella la Borsa: peccato quando scende

 

Tuttavia, anche con importi elevati possiamo prendere in considerazione le commissioni variabili. Ciò può essere utile in un’attività di trading che preveda eseguiti di importi molto diversi tra loro nel corso dell’anno, che renda necessario sfruttare ora l’uno ora l’altro sistema. La scelta del miglior conto trading passa quindi anche da questi importanti dettagli.

 

Miglior conto trading Commissione fissa e variabile con minimo e massimo

 

 

Esiste un conto trading online gratuito?

 

Per fare trading, quindi oltre allo studio dell’analisi tecnica e dei meccanismi di funzionamento di strumenti e mercati, c’è una variabile importante da tenere ben presente. Il conto di trading e i suoi costi. Come abbiamo visto, se non si fa molta attenzione al peso delle commissioni, investire online con capitali da 100.000 e 1 milione di euro può diventare costoso. Soprattutto se si pensa di effettuare numerose operazioni di negoziazione nel corso dell’anno.

Esiste un conto trading online gratuito? I conti di trading sono praticamente tutti gratuiti e non danno interessi attivi. Ma il peso delle commissioni per eseguito e di eventuali canoni mensili per servizi opzionali, possono incidere molto. Qualche eseguito all’anno a 10 o 15 euro possono non pesare molto, ma se si ha in mente di farne 30, 50 o 100, le cose sono diverse.

La nostra analisi si basa sulle commissioni sull’azionario italiano, ma è chiaro che possono esservi significative differenze se si negoziano azioni estere, obbligazioni, derivati, fondi d’investimento, ETF e così via. In alcuni casi vi sono strumenti a commissioni zero (vari ETF, per esempio) oppure senza commissioni ma con spread (i cambi sul Forex). Il conto trading online gratuito non è una chimera, ma è l’operatività a cui bisogna prestare attenzione.

I broker online possono essere specializzati, avere quindi un’offerta professionale per il trading, con piattaforme evolute e servizi correlati come il prestito titoli, leva e marginazione, etc.) oppure tradizionali, come i servizi via web offerti dalle banche. Vi sono poi broker super-specializzati (di solito nel Forex e nei CFD), ma il 99% di essi non ha una sede o una succursale italiana, quindi, tra l’altro, non sono sostituti d’imposta.

 

>>> Bella la Borsa, peccato quando scende… Scarica gratuitamente il libro n.1 di Salvatore Gaziano e non te ne pentirai <<<

 

 

Sotto la lente il conto trading di Fineco, Sella, Directa e Webank

 

Mettiamo quindi sotto la lente i conti trading dei principali broker online italiani, presenti sul mercato da quasi un quindicennio. Si tratta di Fineco, Directa, Webank e Sella.

Il conto trading di Fineco è piuttosto costoso se non si fanno un bel po’ di eseguiti (almeno 10 o 100 euro di commissioni generate al mese), se non si depositano asset dai 500.000 euro in su o se non si danno in gestione almeno 250.000 euro. Fineco infatti offre solo commissioni fisse in quattro fasce per eseguito: 2,5, 6,95, 9,95 e 19. All’apertura del conto, infatti si accede terza (9,95), ma se non si opera, non si depositano asset ingenti o non si dà nulla in gestione, si passa subito a 19 euro. Una delle tariffe più alte del mercato fra le banche online (le banche tradizionali possono applicare costi ben superiori naturalmente). Fineco, insomma, punta o a farvi operare molto oppure a conferire asset. In entrambi i casi, vi sconta il trading ma vi fa pagare gli altri servizi.

Il conto trading Directa offre invece tre opzioni: 5 euro fissi ad eseguito (tariffa Semplice), da 8 a 1,5 euro se si opera tanto (Dinamica, con tariffa decrescente in giornata) oppure con l’1,9 per mille (0,19%) con minimo a 1,5 e massimo a 18 euro (Variabile). Sull’MTA, per ordini con controvalore superiore a 500.000 euro le commissioni sono raddoppiate. Per chi opera poco, il confronto è da fare tra la Semplice e la Variabile, utilizzando lo schema illustrato nel secondo grafico.

Le opzioni di Webank e di Sella sono due e utilizzano lo stesso meccanismo: fisso degressivo oppure variabile degressivo. Le commissioni scendono, infatti, sulla base delle commissioni generate nel mese precedente.

Con il conto trading Webank ogni tranche di 500 euro di commissioni generate si abbassa il livello. Il livello base fisso prevede 12 euro (i livelli sono cinque: 12, 8, 6, 4 e 2,75), mentre per il variabile è dell’1,9 per mille (0,19%), con minimo 2,75 euro e massimo 18,9 euro.

Con il conto trading Banca Sella, invece, per passare di livello serve un po’ di meno (si inizia da 250 euro) e il fisso sull’azionario è concorrenziale: 8 euro di base, poi 6,5, 5, 4,5, 3,5 e 2,5. Buono anche il variabile: livello base all’1,7 per mille (0,17%) con minimo a 2 euro ma massimo a 19,95 (il più caro).

Operare con un conto trading inadatto alla taglia del patrimonio può significare pagare centinaia e a volte migliaia di costi inutili. Il consiglio di un consulente finanziario indipendente in questi casi può aiutare.

 

Miglior conto trading Confronto tra i conti di Fineco Directa Webank e Sella

 

 

Banche tradizionali: conto trading Intesa Sanpaolo e UniCredit a confronto

 

Diamo infine uno sguardo ai costi di negoziazione finanziaria online delle banche tradizionali. Con questa definizione indichiamo i servizi offerti attraverso siti web con funzionalità essenziali. Non si tratta quindi di piattaforme professionali ma di semplici estensioni dell’home banking, pensati per chi negozia titoli con bassissima frequenza annuale.

 

I 15 errori da evitare quando si investe in Borsa I 15 errori da evitare quando si investe in Borsa

 

Per fare un esempio, il conto trading Intesa Sanpaolo sull’azionario offre un variabile del 2,4 per mille (0,24%) con un minimo di 3,5 euro. Sulla piattaforma Trading+ (in via di dismissione a favore del servizio in convenzione con InvestoPro) la commissione variabile è dell’1,8 per mille (0,18%) con un minimo di 1,5 euro, mentre il fisso è di 8,5 euro. Il servizio InvestoPro, infine (che come altri prevede anche un canone mensile per la piattaforma), ha solo un fisso di 12 euro (9 euro per clienti Intesa).
Il conto trading UniCredit prevede infine il 3 per mille (la commissione più cara tra quelle considerate) con un minimo di ben 11,50 euro (anche questo un tetto davvero alto).

 

Per approfondire:

Investire da giovani: è giusto permettere agli adolescenti di fare trading?

Trading online: il lato positivo e quello che fa paura. Con Andrea Fiorini (autore del libro fra i n.1 in Italia) passiamo al setaccio in questo video l’argomento.

(video) Trading & investire online: attenti agli abusivi! Come riconoscerli e perchè evitarli con Massimo Scolari (Ascofind)