I CONSULENTI FINANZIARI INDIPENDENTI IN ITALIA SONO RARI COME I PANDA SPIEGA IL CORRIERE

Ci voleva un’inchiesta di Milena Gabanelli pubblicata sul sito del Corriere delle Sera nella rubrica Dataroom,  per svelare quello che nell’ambiente tutti sanno (lettura dei rispettivi contratti di consulenza alla mano): i soggetti reali che in Italia prestano consulenza su base indipendente sono i CONSULENTI AUTONOMI iscritti all’albo (in tutto 268 persone) e 38 SOCIETA’ DI CONSULENZA FINANZIARIA. 

Tutte le banche e tutte le reti potrebbero scegliere questo modello di servizio (la consulenza su base indipendente definisce la modalità del servizio e non gli operatori) ma quasi nessuno delle banche e reti importanti l’ha seguita.

Non era vietato, era possibile, ma non l’hanno fatto. E avranno fatto i loro calcoli, evidentemente ed è facile comprenderne anche le ragioni economiche se si guardano i bilanci delle società del settore come delle banche e quanto guadagnano con l’attuale sistema basato su incentivi, retrocessioni e commissioni.

Il servizio di Milena Gabanelli e della giornalista dal Corriere della Sera, Giuditta Marvelli, non è naturalmente piaciuto al popolo dei consulenti finanziari abilitati offerta all’offerta fuori sede (i vecchi promotori finanziari), delle banche e delle reti di vendita.

Che in Italia possa esistere una consulenza differente da quella del modello “broker” e lo si spieghi in modo comprensibile ai risparmiatori, non va giù.  Come si dice “Non c’è niente di più rivoluzionario della verità’”.

In questo video Massimo Scolari Presidente di Ascofind, l’associazione che rappresenta le società di consulenza finanziaria (Scf) all’interno dell’Ocf (Organismo dei Consulenti Finanziari) spiega chi sono e cosa fanno i consulenti indipendenti.

Intervistato da Giuditta Marvelli, Scolari spiega che oltre ai consulenti che lavorano per banche, reti e compagnie assicurative ci sono anche i consulenti indipendenti e le società di consulenza finanziaria “devono essere dotati di un requisito di indipendenza che li distingue dagli altri consulenti e dagli altri attori del risparmio”.   Tradotto tutti i consulenti autonomi e le società di consulenza sono indipendenti. Non possono ricevere retrocessioni sui prodotti raccomandati. “E’ quindi corretto – secondo Scolari – definire questi soggetti come indipendenti perchè sono tenuti ad avere una totale indipendenza dal mondo degli altri attori finanziari come le banche e le società di gestione del risparmio le sim e le assicurazioni”.

Questo modello di consulenza indipendente in Italia non è quello vincente: la maggior parte dei consulenti quindi non presta consulenza su base indipendente (e per capirlo basta leggere il contratto di consulenza che fanno firmare al cliente in cui c’è chiaramente scritto che non prestano consulenza indipendente).

Gli unici consulenti che prestano sicuramente consulenza indipendente sono i consulenti autonomi e le società di consulenza finanziaria.

 

Vi consigliamo di guardare questo video. Che siate nostri clienti o nostri follower perchè in quelle 38 società di consulenza finanziaria che prestano servizio di consulenza SU BASE INDIPENDENTE c’è anche SoldiExpert SCF e siamo molto orgogliosi di svolgere un servizio di consulenza al 100% libero dal conflitto di interesse.   

Leggete il nostro contratto di consulenza e confrontatelo con quello degli altri: su quale c’è scritto che la consulenza fornita è su base indipendente?

Non basta, infatti,  dire di fare consulenza “evoluta”, “a parcella”, “fee only” per dire di fare consulenza su base indipendente ….. Sono solo parole in libertà se vogliamo parlare di consulenza su base indipendente vera e per come è stata regolata in Italia.

La normativa italiana impone, infatti,  che chi offre consulenza su base indipendente non possa, infatti, offrire altro e avere il doppio banchetto dove a seconda della situazione ad alcuni clienti si propone la vendita basata sul modello a provvigioni e ad altri clienti quella solo a parcella. Alcune banche e reti lo fanno e presentano questa come consulenza indipendente ma non lo è assolutamente come non lo è nemmeno dire che consulenza indipendente è offrire fondi di diverse società di gestione (e non solo i fondi della propria banca o sim) e aver adottato l”architettura aperta”.

E la normativa italiana spiega che non si dovrebbe fare confusione su questo punto come purtroppo molte reti, banche e consulenti cercano di fare….

Comprensibile quindi che i capi dei venditori di fondi, certificati, prodotti assicurativi e finanziari in un’industria basata su miliardi di euro di commissioni all’anno retrocessi a piramidi di persone che nemmeno ai tempi di Tutankhamon non amino che si spieghino troppo le cose come stanno e che regni una grande confusione sotto al cielo dove si vorrebbe far credere che tutti possono fare consulenza indipendente (“todos caballeros”) così da confondere pure il risparmiatore.

“Se non li puoi convincere, confondili” recita una della Leggi del Decalogo di Murphy.

Guarda il video pubblicato sul Corriere.it in cui Giuditta Marvelli intervista Massimo Scolari Presidente di Ascofind, l’Associazione delle Società di Consulenza Finanziaria, e scopri chi presta veramente consulenza finanziaria indipendente in Italia  e perchè.

 

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