CI VOLEVA MILENA GABANELLI PER SPIEGARE AGLI ITALIANI CHI PRESTA VERAMENTE CONSULENZA INDIPENDENTE IN ITALIA. POCHISSIMI SOGGETTI IN UN MONDO DOMINATO DA BANCHE, RETI DI VENDITA E ASSICURAZIONI

“Il mercato del risparmio è dominato dalle banche e dalle assicurazioni che hanno sempre venduto al cliente quello che era meglio per loro” da qualche anno esiste però un’alternativa quella dei “consulenti puri”.

Ci voleva Milena Gabanelli per far conoscere agli italiani la figura del consulente indipendente, ancora pochissimo conosciuta in Italia.

Sì perché in Italia la maggior parte dei consulenti non presta consulenza indipendente. Ecco i numeri. “Dal dicembre 2018 esiste un Albo, diviso in tre sezioni, che raccoglie e codifica i professionisti del consiglio, ovvero coloro che fanno un esame di abilitazione e che sono vigilati da un organismo apposito (Ocf) su cui vigila a sua volta la Consob – spiegano Milena Gabanelli e Giuditta Marvelli – La prima sezione è la più numerosa e conta 52.943 consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede: sono gli ex promotori finanziari delle reti o delle banche. Fra questi, 33.700 hanno un mandato da una rete o da una banca, e quindi vendono solo i prodotti che hanno in catalogo. Negli altri due elenchi dello stesso albo troviamo invece 268 consulenti autonomi e 38 società di consulenza.”

I 269 consulenti autonomi e le 38 società di consulenza possono svolgere solo la consulenza indipendente (come è scritto nel loro contratto) mentre i consulenti abilitati all’offerta fuori sede in forza a banche o rete di vendita prestano nella stragrande maggioranza dei casi consulenza non indipendente (come è scritto nel contratto di consulenza che fanno firmare al cliente).

Quindi se al di là di quello che vi racconta il vostro consulente che magari si dichiara “indipendente” a parole, controllate bene cosa c’è scritto nel contratto di consulenza che vi propone. Potreste leggere che “La consulenza della Banca è prestata su base non indipendente in quanto la Banca percepisce una remunerazione dalle società con le quali ha stipulato un accordo di distribuzione”. Scovato il consulente che si dichiara indipendente ma non lo è affatto!

Il consulente indipendente deve avere due requisiti definiti in modo preciso e inequivocabile dalla normativa: è pagato a parcella e non riceve retrocessioni sui prodotti venduti. Chi scrive è un consulente indipendente (iscritto tra i consulenti autonomi) e la società per cui lavora SoldiExpert SCF è una delle poche decine di società di consulenza finanziarie iscritte all’Albo nell’apposita sezione. I consulenti autonomi e le società di consulenza finanziaria possono svolgere solo consulenza indipendente.

Attenzione quindi al consulente che si dichiara indipendente e non lo è nei fatti perché non rispetta entrambi i requisiti richiesti: parcella pagata dal cliente e assenza di retrocessioni sui prodotti venduti. Entrambi i requisiti devono essere soddisfatti per potersi definire consulente indipendente.

In pratica un consulente finto indipendente può anche farvi pagare una parcella, ma se riceve retrocessioni anche da uno solo dei suoi clienti sui prodotti venduti non presta consulenza di tipo indipendente.  Leggete sempre il contratto che vi fa firmare? C’è scritto che presta consulenza indipendente o non indipendente? La seconda che ho detto: smascherato.

Chi vuole pregiarsi del titolo di consulente indipendente deve essere tale dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, deve prestare consulenza indipendente a tutti i suoi clienti (non ad alcuni si fa pagare a parcella, da altri viene remunerato in modo indiretto prendendo retrocessioni sui prodotti consigliati) e non deve avere legami di nessun tipo con intermediari finanziari.

Se un consulente vi dice che è indipendente perché pagate una parcella vi sta prendendo per il naso (la parcella non basta) e lo stesso se vi dice che è indipendente perché da lui potete comprare anche prodotti di case terze e non solo quelli della casa (avere in catalogo tanti prodotti non basta).

Il consulente indipendente vende solo ed esclusivamente consigli finanziari, mai prodotti finanziari e questo va a tutto vantaggio del cliente finale nel cui esclusivo interesse il consulente indipendente lavora. Non è un caso forse che tra i consulenti indipendenti vanno forte gli ETF che costano 1/10 dei fondi mentre tra consulenti non indipendenti e banche vanno forti i FONDI che costano molto di più e consentono guarda caso ai collocatori (banche e reti di vendita di consulenti) pingue retrocessioni.

Peccato che la maggior parte degli italiani non abbiano ancora capito come funziona la vendita dei prodotti finanziari in Italia e quindi consigliamo la visione e la lettura di questo contributo a cura di Milena Gabanelli e di Giuditta Marvelli che spiegano bene le differenze tra i tipi di consulenti.

Il cliente finale deve essere consapevole che quello che paga spesso in modo occulto. Il consulente pagato a retrocessioni sui prodotti venduti che interesse ha a consigliare quelli meno cari come gli ETF? Poi certo dopo 10 anni in cui il cliente avendo pagato il 90% in più del dovuto (se gli avessero consigliato prodotti meno costosi) le persone si chiedono come mai hanno guadagnato poco dai propri investimenti…chissà a chi sono andati tutti quei soldi.

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