La vita è tutta questione di market timing. Come gli investimenti giusti (CONFESSIONI DI UN FONDAMENTALISTA PENTITO)

Dal mese di novembre è iniziata una collaborazione con TRADERS,  rivista diretta da Emilio Tomasini e che ha come editore Maurizio Monti. Una pubblicazione già leader tra le riviste di trading per i mercati finanziari dove a Salvatore Gaziano, responsabile degli investimenti di SoldiExpert SCF e direttore di MoneyReport  è stato chiesto di raccontare mese dopo mese in una speciale rubrica come è diventato un fondamentalista “pentito” in quasi 30 anni di attività sui mercati finanziari e perchè ritiene che l’optimum per chi investe sia adottare strategie combinate basate anche sul momentum e un approccio quantitativo. Perchè l’analisi fondamentale non sempre spiega tutto (soprattutto in modo tempestivo) ed essere troppo fedeli a scelte apparentemente sensate e basate sul sensato può costare molto caro…  Di seguito potete leggere il testo della rubrica di dicembre.

 

Avete presente il film “Sliding Doors”?

La storia è nota: Helen (interpretata dall’attrice Gwyneth Paltrow) è una giovane donna che lavora nelle pubbliche relazioni ed è fidanzata con Gerry. Dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige in tutta fretta verso la metropolitana. In quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele che dipendono da un evento apparentemente banale che può cambiare tutto il corso della sua vita futura. Riuscire o meno a prendere la metropolitana e superare o meno le porte scorrevoli della carrozza.

Quando si investe in Borsa entrare o uscire da un titolo al momento giusto è la stessa cosa che prendere o perdere la metropolitana. I bilanci di una società e leggere tutte le informazioni su un mercato o un comparto ci possono fornire preziosi informazioni ma c’è un dato molto importante che chi investe sui mercati non può e non deve mai trascurare: il market timing. Cercare di entrare e uscire al momento più opportuno, cercando di individuare i momenti statistici migliori per entrare e uscire dal mercato. Quando entrare in un titolo o in un settore è ancora più importante che svolgere una perfetta analisi.

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E in questo il supporto dell’analisi quantitativa è fondamentale. Più dell’analisi fondamentale. Si può avere anche una fantastica mappa ma disporre di una buona bussola vi assicuro che è ancora più importante. Qualche anno fa e ancora oggi c’era chi diceva anche fra società di gestione importanti, i venditori di fondi comuni d’investimento (quando ancora non si chiamavano private bankers), accademici ed esperti che questa cosa del “market timing” non è importante. “L’importante è entrare nel mercato: poi questo salirà comunque e ti renderà ricco”. Ve li ricordati questi cantori dei guadagni sicuri nel medio-lungo termine?

A livello accademico secondo quanto previsto dall’Ipotesi dei Mercati Efficienti, non dovrebbero, infatti, esistere (nel lungo periodo) strategie di investimento con un rendimento aggiustato per il rischio ( tenuto conto anche dei costi di transazione da sopportare) migliore di quello della strategia di buy and hold (che non prevede quindi ribilanciamenti intermedi).

Peccato che i mercati non siano poi così efficienti e razionali e senza leggersi voluminosi tomi basta vedere cosa è accaduto fra chi è entrato in Borsa nel marzo 2000 oppure nel marzo del 1999 oppure nell’aprile del 2006.

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Come è andato l’investimento del “futuro”, dal 2008 al 2013

Provate ad andare a raccontare la teoria dei mercati efficienti a chi ha acquistato le Tiscali a 1300 euro all’alba del 2000 o le Generali Assicurazioni a 38 euro nel novembre del 2000 piuttosto che a meno di 10 euro nel marzo del 2009. E ora stiamo parlando di azioni ma lo stesso discorso si può fare su comparti dell’obbligazionario o aree o Paesi o fondi immobiliari. Si pensi per esempio al settore delle energie rinnovabili. Nel maggio del 2008 era ancora fra i settori più cool e quasi tutti i gestori ed esperti lo consideravano quello “del futuro” (una delle parole più pericolose che un investitore smaliziato dovrebbe fuggire come dalla peste appena qualcuno gli parla così di qualsiasi cosa). Dopo un anno l’indice medio di questo settore aveva perso il -64% (si guardi l’Etf Powershare Global Clean Energy) e ancora oggi è lontano del 55% dai massimi.

Per queste ragioni pur avendo negli anni mantenuto una forte passione per i bilanci e la lettura avida delle cronache finanziarie ho imparato ad apprezzare l’importanza di muoversi non solo su base discrezionale e dei cosiddetti “fondamentali” ma affiancare qualsiasi scelta d’investimento con l’analisi del momentum tramite modelli algoritmici basati anche sulla forza relativa. Strategie basate sulla più disincantata e fredda analisi dell’andamento dei prezzi e dei trend tramite modelli di analisi che ho sviluppato con il mio team in oltre 20 anni di attività.

Che si investa in azioni, obbligazioni, fondi, Sicav o Etf sapere da che parte è il trend è come capire da che parte arriva il vento e con che forza: perché rinunciare a questo strumento?

“Non posso cambiare la direzione del vento ma posso sistemare le vele in modo da raggiungere la mia destinazione” ha scritto la scrittrice turca Elif Şafak .

Chi investe con lungimiranza e tiene al controllo del rischio per questo giudico indispensabile che si avvalga anche di un approccio quantitativo. Capire come e quando gira il vento è indispensabile per un bravo marinaio come un fortunato investitore. Il rischio è altrimenti (come nel film “Sliding Doors”) di prendere la metropolitana sbagliata per i propri investimenti e per il proprio futuro finanziario.

Salvatore Gaziano

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