Riservata Personale. APRO GLI OCCHI E PENSO: QUALI STRATEGIE PER QUESTI MERCATI?

“Quando la Borsa sale penso a voi, quando la Borsa scende penso a voi. Insomma vi penso sempre”. E’ un amico gallerista d’arte di Lerici a salutare in questo modo me e Roberta quando c’incontra qualche giorno fa e in effetti viviamo in tempi turbolenti. E volatili.

Obama o non Obama da sempre i listini, infatti, hanno alternato stagioni buone e stagioni cattive per quanto la linea di tendenza sottostante nel passato sembrava una linea di regressione rialzista dove bastava essere investiti ed essere pazienti per essere premiati.

Ci potevano essere settimane, anche mesi negativi ma fondamentalmente la tendenza di fondo (quella che gli analisti tecnici chiamano trend primario) era positiva.

E in un simile mercato, azionario o obbligazionario, la cosa più pericolosa e controproducente che potevi fare era tutto sommato non restarne indefinitamente a bordo e non puntare sul lungo periodo e sul Premio Finale. Meglio essere come dei giaguari e cercare di mimetizzarsi, acquattondosi se è il caso.

Il bell’intervento che Roberta Rossi ha messo a disposizione anche su YouTube a questo indirizzo (frutto di un intervento fatto durante una conferenza organizzata da Sofia Sgr per presentare le linee di gestione Sofia Expert) mi ha fatto riflettere sul tema “Le azioni e il lungo periodo” complici anche alcune email ricevute da alcuni risparmiatori.

A che punto siamo della crisi? Quale strategia adottare in simili mercati? Perché ci sono strategie e portafogli che in questa fase non performano come nel passato? O è meglio prudentemente in attesa di risposte definitive mettere un bel po’ di soldi sui conti deposito e non pensarci più?

Riguardo i conti deposito e quanto è sicuro e saggio buttarci dentro un bel pezzo del proprio patrimonio ne parlerò in un prossimo Report.

Riguardo le altre domande la mia risposta è la stessa che do’ da oltre 10 anni fortunatamente e che reputo ancora la più sensata. E che si basa su 5 considerazioni che ho tratto prima di tutto come investitore (perdendo prima che guadagnando molti soldi) e di chi ha provato sulla propria pelle tutte le teorie e strategie di Borsa.

1) Prendere prima di tutto coscienza che da qualche anno non viviamo in un mercato primario “toro” e con una tendenza di lungo periodo rialzista e che quindi essere sempre investiti in qualsiasi condizione di mercato su un portafoglio statico anche diversificato di titoli, azioni, obbligazioni, fondi o Etf può esporre comunque a forti perdite. E l’andamento di Piazza Affari che nell’ultimo decennio ha perso mediamente quasi il 50% (e quindi c’è chi ci ha rimesso facilmente anche il 60-70% oltre alla perdita del potere d’acquisto) dovrebbe convincere anche i più infaticabili sostenitori delle “magnifiche sorti e progressive”.

2) In un mercato “orso” nulla è più sicuro come un tempo e anche l’impossibile può accadere. La stessa parola “sicuro” diventa da qualcosa di assoluto qualcosa di relativo e l’investimento “rifugio” in grado di resistere a qualsiasi shock e anzi in grado pure di guadagnare è spesso una trappola per acchiappare gli ingenui e rifilargli più o meno in modo voluto qualche “patacca”;

3) Avere una strategia è fondamentale. E la strategia per un investitore deve avere come obiettivo quella nel tempo di ridurre i rischi, proteggere dai più forti shock ma senza pregiudicarsi alcuna possibilità di guadagnare se il trend primario o qualche trend secondario significativo arriva o si ripresenta sul mercato. Nulla è per sempre. I rialzi come i ribassi.

4) Una buona strategia che funziona (possibilmente attiva secondo la mia esperienza di investitore) una volta scelta e ponderata attentamente va seguita con fiducia, coerenza, disciplina e pazienza. E’ come seguire un progetto il cui obiettivo è fissato con un orizzonte temporale di qualche lustro o decennio visto che i risparmi accumulati e investiti hanno spesso come orizzonte temporale quella meta e la missione affidata è quella di farli arrivare integri e rivalutati a quell’appuntamento.

Se i mercati si muovono per tendenze primarie, secondarie e terziarie; trend che possono essere rialzisti o ribassisti e che possono essere accompagnati da lunghi movimenti laterali dove non succede sostanzialmente nulla dovrebbe essere evidente che è molto difficile (tranne nel libro dei Sogni) che esista
una strategia che funziona sempre in qualsiasi condizione. Ci saranno quindi inevitabilmente fasi in cui anche la strategia o il portafoglio sottostante non performino come ci si aspetta o come il mercato. E’ normale quindi da investitori avere anche fasi negative o in cui si collezionano perdite o operazioni di acquisto o di vendita che non producono risultati positivi.

Un investitore saggio e che non scommette a una settimana o a qualche mese deve essere quindi in grado di saper misurare i risultati seguendo con disciplina una strategia per qualche anno (minimo 3 anni dicono gli esperti e anche 5 sull’azionario) e poi confrontarne i risultati con cosa ha fatto il mercato nel frattempo. Passare da un portafoglio o una suggestione all’altra, inseguendo a “naso” la strategia “perfetta” può essere un clamoroso autogol e il miglior modo per separarsi in modo scientifico di buona parte del proprio patrimonio.

5) La strategia preferita che seguiamo nei nostri portafogli e che in questi anni ci ha consentito di ottenere risultati nettamente migliori del mercato (e siamo persuasi che così accadrà anche in futuro dato che i sentimenti che ci sono dietro alle mosse degli investitori grandi e piccoli non crediamo che cambieranno mai in modo significativo visto che sono paura e avidità) si è dimostrata robusta sia in mercati al rialzo che al ribasso e non è basata quasi mai sul “compra e tieni” e quindi su una gestione passiva.

Il nostro approccio è tutto sommato semplice (e più nel dettaglio ne abbiamo parlato in diversi articoli, per esempio qui):

a) Essere gradualmente investiti fino al 100% quando sui mercati individuiamo in modo oggettivo (e non secondo intuizioni ma sulla base di dati quantitativi, di trend e di forza relativa) dei trend rialzisti;

b) Difendere il patrimonio e modificare il portafoglio, portando anche al 100% se necessario la liquidità in molti portafogli, se il trend del mercato è ribassista e non individuiamo (e ce lo dice il mercato e non un signor Guru) dei temi interessanti che potrebbero andare controcorrenti.

Potrà avere pure qualche pecca (e che non lo nascondiamo perché in questi anni spesso ne abbiamo scritto e parlato anche in conferenza) ma alla prova dei mercati (e non a quella del senno del poi dove tutti sono dei geni) questa strategia ha dimostrato di superare le fasi più difficili. Quelle dove predomina l’euforia oppure la depressione. E dove il rischio di vedere dimezzato il proprio capitale (anche nell’obbligazionario) è tutt’altro che teorico. Una buona strategia deve essere robusta, misurabile e statisticamente affidabile nel tempo. E attiva perché quello che è “in” oggi potrebbe diventare “out”.

E per questa ragione per quanto io e i miei collaboratori non ci fermiamo mai dallo studiare e valutare nuove soluzioni e migliorie sono convinto che non esista sul mercato nel tempo un migliore approccio di quello che consigliamo ai nostri clienti su BorsaExpert.it e MoneyExpert.it pur con tutte le pecche che questa, come qualsiasi strategia, può avere.

Non è certo facile sempre facile per tutti comprenderla nella logica come chi invece vende le soluzioni semplici del tipo “compra questi titoli o fondi, tienili nel cassetto per 20 anni e vedrai che diventerai ricco” ma fortunatamente in questi anni è cresciuto in Italia un numero sempre più elevato di risparmiatori e investitori “realisti” e consapevoli. E a loro ci rivolgiamo con i nostri servizi di consulenza. Che sono diventati nel corso degli anni sempre più ampi per poter servire al meglio le esigenze e richieste di qualsiasi investitore.

C’è qualcosa che non vi è chiaro o volete saperne di più su qualche portafoglio o strategia? Sono e siamo a tua disposizione (basta telefonarci o scrivere o fissare un appuntamento su Skype o di persona se preferite). Fare consulenza finanziaria indipendente vuol dire, infatti, prestare prima di tutto attenzione alle esigenze del risparmiatore. E studiare e condividere insieme un percorso da compiere dove scegliere i “mattoni”, l’orizzonte temporale e il rischio che si vuole correre durante il tragitto.

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