(video-analisi) QUELLE POLIZZE UNIT-LINKED DAI COSTI ASSICURATI

Tra i prodotti più spinti da banche e reti di vendita ci sono le polizze unit-linked. Dietro il nome assai rassicurante dell’immaginario assicurativo cui si associa protezione e sicurezza, si celano prodotti che non danno garanzia di protezione del capitale nella formula pura e destinano i soldi versati dall’assicurato a fondi comuni d’investimento, i cui rendimenti sono legati alle performance dei mercati finanziari.

Le polizze vita si dividono infatti in due grandi categorie, quelle a gestione separata e le Unit Linked (ramo III). Ma mentre le prime – quelle a gestione separata – garantiscono un rendimento minimo e il consolidamento dei risultati della gestione di anno in anno, le seconde non offrono nessuna di queste protezioni.

Come scritto dalle banche e reti di vendita che propongono questi prodotti

La polizza unit -linked non offre alcuna garanzia di restituzione del capitale nè di rendimento minimo dell’investimento finanziario. Pertanto, per effetto dei rischi finanziari dell’investimento vi è la possibilità che le somme dovute in caso di decesso dell’Assicurato ovvero in caso di riscatto anticipato possano essere inferiori al capitale investito.

I rendimenti delle polizze unit-linked quindi non sono assolutamente garantiti e nemmeno il capitale. Può esistere una qualche garanzia accessoria tipo “caso morte” ma il valore è spesso molto basso di questa copertura e solo ancillare al contenuto puramente finanziario di questi contenitori che di assicurativo spesso hanno solo il nome.

Tutte le compagnie italiane puntano molto su tali prodotti, per la loro redditività (le commissioni sono molto più elevate rispetto ai fondi) e perché meno impegnative sul piano patrimoniale (rispetto alle polizze di ramo I assorbono meno capitale ai fini della solvibilità: il rischio è a carico del sottoscrittore).

Le polizze unit linked (etichettate anche come “private insurance”)  non vanno naturalmente demonizzate a prescindere perché possono offrire dei vantaggi e delle garanzie interessanti per alcuni sottoscrittori ma non sono la panacea per tutti e tutto come vengono invece proposte in modo molto aggressivo da banche e reti e soprattutto il prezzo non è mai (soprattutto nei mercati finanziari) una variabile indipendente.

Per chi le colloca infatti le polizze unit-linked garantiscono commissioni spesso molto elevate e forte “retention” della clientela (un modo di dire nel settore per significare che il cliente lo blocchi per un bel po’ di anni e continui a guadagnare su di lui molto più che con altri prodotti finanziari). I prospetti informativi di questi prodotti sono chilometrici e il documento che contiene le informazioni chiave che è fatto di poche paginette e si chiama KID (Key Information Document in inglese) non lo legge probabilmente nessuno prima di sottoscriverle.

Se il costo annuo reale di una unit linked è del 4-5% annuo il vantaggio evidentemente è soprattutto per chi la gestisce e la colloca… e non certo per il sottoscrittore che si troverà dopo 10 anni “alleggerito” del 30-40% del capitale e quasi sicuramente avrà alla fine un capitale sia nominale e reale di quello investito!

“Ma figurati se c’è qualcuno che sottoscrive prodotti finanziari con costi così elevati e con i rendimenti bassi che ci sono oggi e tutto quello che accade… “ qualcuno potrebbe obiettare.

Invece qui cascano nel tranello centinaia di migliaia di risparmiatori e possiamo affermare con sicurezza che la maggior parte di coloro che sottoscrivono questi prodotti non sono resi assolutamente consapevoli dei costi reali e complessivi di questi prodotti. Addirittura ci sono risparmiatori che pensano di non pagare nulla per le unit linked fatte sottoscrivere dall’ “amico” bancario o promotore finanziario.

Non sono prodotti finanziari semplici da comprendere per il risparmiatore come spieghiamo in questo video tutorial poiché sono dei contenitori a più livelli e dove ciascuno degli attori che recita una parte si prende una fettina. Chi struttura il prodotto, chi lo colloca, chi lo gestisce…
Più la catena è lungo maggiore è il costo e minore è il vantaggio per chi le sottoscrive evidentemente.

In Italia fra i più grandi collocatori di unit linked ci sono Azimut (Az Galaxy, Az Navigator, Infinity e Az Navigator Plus), Banca Generali (BG Stile Libero), Arca , Aviva Life,  Aza, CNP Unicredit Vita, Creditras, Eurovita, Fideuram (Vita Insieme, In Persona), Intesa San Paolo Life (Prospettiva 2.0, Exclusive Insurance), Mediolanum (Mediolanum My Life), Zurich. In particolare Eurovita nasce dalla fusione di Old Mutual Wealth Italy (ex Skandia) con Eurovita Assicurazioni e ERGO Previdenza.

Ecco in questo video cosa garantiscono questi prodotti, quali costi palesi e occulti hanno e come reperire tutte le informazioni per capire pro e contro di queste soluzioni di investimento con casi concreti di alcuni dei prodotti più sottoscritti dagli italiani.

 

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