Anche gli Svizzeri nel loro piccolo s’incazzano. Contro chi non paga le tasse: ecco come.

Come non pagare le tasse quasi per nulla e vivere felici? Si può.

La Svizzera (e non solo Montecarlo) è da sempre un rifugio sicuro per i Paperoni di tutto il mondo. Migliaia di cittadini italiani, greci, spagnoli, tedeschi, americani, brasiliani vi risiedono sei mesi l’anno per evitare (legalmente) di pagare le tasse nel proprio paese.

In Svizzera da oltre un secolo vi è una doppia tassazione: quella riservata ai cittadini che ha la mano pesante e quella speciale per i ricchi purché stranieri che è leggera come una piuma.

Perché molti vip nel mondo dell’imprenditoria, della finanza, dello sport o spettacolo decidono di andare a vivere in Svizzera? Forse perché come recita il depliant pubblicitario di una banca elvetica la Svizzera è una “piccola Europa dove quattro culture e quattro idiomi concorrono a plasmarne l’identità…un luogo sicuro e di grande benessere economico, sociale e ambientale…un luogo ideale dove far crescere i propri figli” ?

O perché in Svizzera si respira l’aria buona e per terra non trovi una cicca di sigaretta? Certo il rispetto per l’ambiente, la sicurezza, il multiculturalismo, la varietà delle lingue parlate … sono tutte cose bellissime. Ma c’è qualcosa che più di tutti attira i ricconi di tutto il mondo: il regime fiscale. E non stiamo parlando di coloro che portano illegalmente i soldi in Svizzera. Ma di coloro che legalmente riescono grazie alla residenza in Svizzera a sottrarsi al fisco del proprio paese. Merito di una tassazione light riservata a chi non è cittadino svizzero ma possiede alcune caratteristiche:

• È molto ricco (deve dimostrare al fisco di avere redditi che a seconda dei Cantoni devono superare i 150 0 300 mila euro annui):

•  risiede (realmente) per sei mesi e un giorno in Svizzera (la residenza non può essere fittizia, anche perché se così fosse il Fisco italiano, ad esempio, avrebbe vita facile a dimostrare la presunzione di residenza in Italia);

• non svolge alcuna attività lucrativa sul suolo elvetico (può lavorare ma i suoi compensi devono essere pagati da una società non svizzera).

Non occorre che il ricco neo residente compri una casa, basta anche un alloggio in affitto. E le tasse che pagherà in Svizzera al proprio Cantone sono parametrate al valore della locazione. Se la casa è di proprietà si considera invece il reddito locativo. In maniera molto sintetica la casa viene considerato l’elemento chiave per stimare il tenore di vita di una persona e soprattutto di una persona molto benestante e fargli su quello pagare le tasse.

Come vengono stabilite quindi le tasse per i super ricchi che vogliono andare a vivere nella terra di Guglielmo Tell? Moltiplicando per cinque il valore del canone di locazione effettivo (o presunto nel caso che in Svizzera decida di non andare in affitto ma di comprarsi una magione supermilionaria).

Chi quindi è straniero, ricco, residente in Svizzera e abita in una casa che costa 10 mila euro al mese di affitto pagherà di tasse 120 mila euro annui moltiplicato per cinque ovvero 600 mila euro. Anche se è l’uomo più ricco del mondo.

Se invece ha tutte queste caratteristiche ma è cittadino svizzero allora le tasse le paga come tutti gli altri sulla base di quanto guadagna e del suo patrimonio. Ma il fisco svizzero ha in ogni caso la mano molto meno pesante di quello italiano.

Per non perdere la tassazione agevolata rispetto al cittadino comune, lo straniero deve solo continuare a essere ricco e a non prendere la cittadinanza in Svizzera. Perché se lo fa perde tutti i benefici ed è soggetto alla tassazione ordinaria. Regime a cui sarebbe sottoposto nel suo paese di origine se gli Svizzeri non si fossero inventati nell’Ottocento questa normativa fiscale “acchiappa ricchi”. Che spesso sono imprenditori con la fissa dei prezzi popolari e del design accessibile a tutti (come Mr. Ikea al secolo Ingvar Kamprad che controlla di fatto una ricchezza di circa 40 miliardi di dollari), rockstar di successo (Tina Turner e Johnny Hallyday), sportivi (come l’ex tennista Steffi Graff o Michael Schumacher) ma anche ricche famiglie di stati europei come la Grecia in cui il 27% dei cittadini vive sotto la soglia della povertà secondo gli ultimi dati Eurostat. Mentre loro vivono nel lusso…anche grazie al regime fiscale cui riescono a sottrarsi.

Le tasse? Mi faccia un forfait…

Nel depliant di una banca locale la Svizzera viene definita un luogo ideale in cui far crescere i propri figli. E non solo. E’ un luogo ideale anche dove far crescere il proprio patrimonio se si è stranieri e molto ricchi. Perché nella legalità più assoluta si può scegliere se pagare le tasse nel proprio paese o in Svizzera. Purché non si sia cittadino svizzero, se no si paga la tassazione ordinaria. E’ purché pur essendo cittadino di un altro paese passi in Svizzera metà dei giorni dell’anno.

Un paese fantastico per i milionari che in cambio di una vita passata sei mesi l’anno nelle loro case a Saint Moritz, Zurigo, Lucerna, Basilea o Zermatt riescono a non pagare la tasse nel proprio paese d’origine ma solo al Cantone in cui risiedono. Si chiama tassazione globale o forfettaria ed è in vigore da decenni e se si ottiene il carico fiscale non viene calcolato in base al reddito o al patrimonio effettivo, come per tutti gli altri contribuenti.

Con questo sistema un magnate svedese come Ingvar Kamprad, patron dell’Ikea, riesce a pagare sul proprio immenso patrimonio (è il quindicesimo uomo più ricco del mondo) meno dell’1% di tasse . Mr. Ikea ha un patrimonio di oltre 30 miliardi di euro (di cui una buona parte protetto dentro una fondazione lussemburghese per non pagare tasse nemmeno come società) e al fisco elvetico paga circa 150mila euro l’anno di tasse.

Ma in Svezia quanto paga che la tassazione raggiunge livelli di gran lunga superiori a quelli del fisco italiano? Nulla. Lui da quarant’anni vive con la sua famiglia a Epalinges, un comune svizzero del Canton Vaud, situato nel distretto di Losanna. Di lui si sa che è molto taccagno. Ma quanto a avarizia fiscale è in buona compagnia. Il cantante francese Johnny Hallyday, residente nel comune di Gstaad, sulle Alpi bernesi, paga poco più di mezzo milione di euro di tasse, a fronte di guadagni stimati sui 5 milioni. Bernie Ecclestone e Vittorio Emanuele di Savoia pagano le tasse in Svizzera, come la cantante Tina Turner, il regista Roman Polanski e l’ex pilota di Formula 1 Michael Schumacher di cui qualche anno fa è stato calcolato che sui suoi redditi grazie al fatto di vivere in Svizzera pagava come livello di imposizione il 2%. Non male, vero? Almeno rimane qualche soldo per dedicarsi a sport di una certa classe…

Italians

Tra i 300 uomini più ricchi della Svizzera, la lista stilata ogni anno dal mensile Bilan, ci sono anche 10 italiani…

 

La famiglia Perfetti, Margherita Agnelli de Pahlen, Carlo de Benedetti (che ha il doppio passaporto italiano e svizzero e ha dichiarato di avere la residenza fiscale in Italia seppure non si conosca quanto paga alla fine realmente di tasse in Italia), Mattia Malacalza, la famiglia Zegna, i Fossati, Vittorio Carozza, Carlo Crocco, la famiglia Macaluso, Sergio Marchionne.

Il più povero di loro, l’amministratore delegato della Fiat, ha un patrimonio stimato “solo” tra i 100 e 200 milioni di franchi svizzeri, mentre la famiglia Perfetti (quella che ha inventato la gomma del ponte ovvero le cicche Brooklin) ha un patrimonio stimato tra i 3 i 4 miliardi di franchi svizzeri. Una mossa veramente perfetta perché in Svizzera le cicche non vi finiranno mai sotto le scarpe!

Il vantaggio di essere residenti fiscalmente in Svizzera come abbiamo visto può costituire per il proprio patrimonio un rifugio sicuro da un fisco affamato. Gli italiani che hanno la residenza fiscale in Svizzera non pagano le tasse quanto un normale cittadino del Belpaese. Ovvero il 45% di quanto guadagnano (se non di più). Grazie al forfait gli italiani che hanno la residenza fiscale in Svizzera di tasse ne pagano pochissime (al governo e ai cantoni svizzeri) se sono residenti fiscalmente oltralpe. E questo accade naturalmente per tutti i super ricchi che hanno chiesto di accedere alla tassazione forfettaria oppure perché residenti in alcuni Cantoni (come quello di Zug dove è residente Marchionne) e ripagati di tanto onore con una tassazione leggera (fra il 15 e il 23%). Così il patrimonio può continuare a galoppare…

Una tassazione che è spesso più “personalizzata” di quello che vi ho raccontato per farvi capire come funziona perché i Cantoni e i Comuni in Svizzera entrano a volte anche in concorrenza fra di loro per attirare facoltosi stranieri ed aumentare gli introiti fiscali. Un esempio? Qualche anno fa una rivista svizzera ha voluto mettere alla prova la “disponibilità” fiscale di una trentina di Comuni, inviando loro una lettera a nome di un fittizio avvocato che cercava una dimora per un milionario straniero. E ben un terzo dei Comuni contattati non esitarono ad attirare l’attenzione su di sé ventilando la possibilità di accordare una tassazione globale ovvero a forfait all’inesistente milionario.

Che i ricchi vengano a noi

I ricchi che vivono in Svizzera non sono certo solo italiani. 5500 multimilionari risiedono in Svizzera: il paradiso fiscale fa gola a tutti. Questi straricchi le tasse non le pagano sul patrimonio o sul reddito come i comuni mortali ma “a forfait”. Ovvero come abbiamo visto pagano al fisco elvetico un tot calcolato in modo diverso da Cantone a Cantone e stop. Non devi compilare nemmeno il 740. Devi solo dimostrare al fisco di essere ricco abbastanza per essere esentato dalla tassazione ordinaria. Secondo i sindaci dei luoghi in cui risiedono i Paperoni è giusto così. Perché al fisco danno gli spiccioli ma di soldi ne fanno girare eccome. E se sono tra quelli che spendono poco basta una donazione magari di qualche milione di franchi svizzeri per qualche iniziativa a favore della comunità per far gongolare i politici locali. Le banche locali e svizzere sono d’accordo: che i ricchi vengano a noi.

Su la testa!

I cittadini svizzeri iniziano a pensarla un po’ diversamente. Perché gli svizzeri le tasse le devono pagare e non a “forfait” nemmeno se sono ricchi ricchi, ma come in Italia sono calcolate su quanto guadagnano.

E anche agli Svizzeri i ricchi iniziano a creare qualche problema. Perchè possono determinare lo spiacevole effetto collaterale quando arrivano di portare alle stelle i prezzi delle case e di rendere inavvicinabili alle persone comuni i prezzi di alcuni beni e servizi. Che possono comprare anche a prezzi fuori mercato visto che le tasse loro le pagano ma in dosi omeopatiche.

E così contro i super ricchi sta montando anche in Svizzera (e non solo) un’ondata di protesta e ribellione da parte di tutti coloro che non digeriscono questo “favoritismo fiscale”. O dai zurighesi che non possono permettersi di fare la spesa nelle boutique gastronomiche che offrono beni per palati un po’ troppo esclusivi.

Mica gli Svizzeri sono tutti miliardari o banchieri. Ci sono anche quelli e sono molti, che questo tax system iniziano a contestarlo. E quando gli è stata data la possibilità di dire la loro su questi privilegi, con appositi referendum, l’anno scorso alcuni comuni e Cantoni sono passati degli inasprimenti sui requisiti richiesti per beneficiare della tassazione forfettaria.

Arriva la Cantonata

Non è solo il pianeta che si sta surriscaldando, anche gli Svizzeri iniziano a ribollire. Vogliono che gli stranieri ricchi paghino più tasse. Così l’anno scorso a Zurigo, Schaffausen, Appenzello, e Basilea la tassazione di favore sui ricchi residenti stranieri è stata rivista riservandola a un numero più limitato di persone e in alcuni Cantoni è stata perfino abolita.

Se prima del referendum del 2012 era sufficiente nella maggior parte dei casi essere straniero, risiedere in Svizzera per almeno sei mesi l’anno e dimostrare al fisco di avere un reddito di almeno 150 mila euro l’anno, dal 2012 in seguito al referendum in alcune città per poter pagare il forfait bisogna guadagnare almeno 300 mila euro l’anno. E tutti questi guadagni devono venire da fuori ovvero non possono derivare da lavori effettuati in Svizzera. Oggi il ricco per essere esentato dal pagare la tassazione ordinaria deve esserlo ma più di prima. Altrimenti viene fiscalmente declassato e perde il diritto a questa tassazione agevolata. E deve pagare le tasse come le pagano i cittadini svizzeri.

E’ emerso recentemente che per 23 persone sulle 230 che a Basilea beneficiavano di questa imposizione light si pone il dilemma di non guadagnare abbastanza per poter ancora usufruire della tassazione a forfait. Che fare? Cambiare Cantone. Non è così semplice. A volte significa distruggere un’intera esistenza e cambiare le scuole ai bambini.

Per poter beneficiare del forfait in Svizzera gli stranieri hanno dovuto in questi anni dimostrare di aver trasferito effettivamente i propri interessi personali e familiari in Svizzera. Perchè per avere i benefici a livello fiscale la residenza non può essere fittizia. Gli svizzeri non hanno mica le fette di Emmenthal sugli occhi. I ricchi devono vivere e spendere in Svizzera. Almeno sei mesi l’anno. Così distribuiscono (questo è l’intento) un po’ del loro benessere al Cantone in cui risiedono.

Tutto legale ma…

E a noi cosa importa di questi ricchi? Mica la ricchezza è una colpa, anzi tutt’altro. Tutti hanno diritto di diventare ricchi e chi ha merito e talento ancora di più e non va certo colpevolizzato o messo sul banco degli imputati chi è ricco o lo vuole diventare.

Ma quando la ricchezza diventa iper eccessiva perchè frutto soprattutto di sperequazioni diventa allora  un po’ come per il fumo. Così come chi fuma può danneggiare anche chi non fuma…  così  tutti coloro che pagano le tasse altrove provocano un danno a tutti perché il loro immenso patrimonio non serve al Paese di cui sono cittadini o dove viene prodotta la ricchezza.

Come dice il deputato socialista svizzero Corrado Pardini, “la tassazione forfettaria è iniqua perché permette a persone con grandissime fortune, di sottrarsi ai loro obblighi verso la società“. E la società siamo tutti noi. Lo hanno capito pure in Svizzera. Iniziando a togliere qualche privilegio ai ricchi e a voler dire la loro come azionisti sui compensi che i manager si attribuiscono a prescindere dai risultati conseguiti.

Anche gli svizzeri nel loro piccolo s’incazzano

Due le vicende che hanno portato gli Svizzeri a porre fine alla pratica diffusa anche da loro da parte dei manager delle società di attribuirsi un compenso a prescindere dai rendimenti per gli azionisti e a votare nelle scorse settimane un referendum considerato storico con il 67,9% dei voti – e un sì di tutti i cantoni, evento assai raro – le remunerazioni eccessive dei dirigenti.

Pietre dello scandalo che hanno contribuito a far rivoltare i cittadini svizzeri due eventi in particolare. L’attribuzione di un bonus di 12 milioni di franchi all’amministratore delegato della Swissair fallita nel 2001 e i 50 milioni di franchi di premi di cui si sono autogratificati i top manager del colosso bancario svizzero Ubs alle prese con un buco di 2,7 miliardi.

E i cittadini svizzeri al referendum proposto da un imprenditore locale contro i supercompensi dei manager hanno risposto in massa “Sì” ovvero diamoci un taglio. Così dal 2014 in Svizzera i compensi dei manager di multinazionali, società per azioni (quotate e non) non saranno più decise da quattro gatti (i membri del Consiglio di Amministrazione) ma dall’assemblea degli azionisti, di anno in anno e in base ai risultati conseguiti dal management.

Di una simile norma si sta discutendo anche a Bruxelles, e riguarda in primis i bonus dei banchieri, che dovrebbero essere pari al massimo allo stipendio non a un multiplo di esso. I britannici sono fortemente contrari ma sembra che invece gli altri Paesi siano tutti d’accordo. La caccia ai “gatti grassi” come l’hanno chiamata in Svizzera i cittadini, sta contagiando anche l’UE. Mentre in Belgio sono arrivati a sbattere le porte in faccia al riccone di turno (Bernard Arnault il secondo uomo più ricco di Francia, proprietario del gruppo leader mondiale del lusso Lvmh) alla ricerca di un paradiso fiscale a portata di mano.

Il re del lusso? Ma è nudo!

Il nuovo giro di vite del fisco francese in materia di grossi patrimoni ha provocato la fuga di un contribuente di peso come Gerard Depardieu, che ha chiesto a Putin la cittadinanza russa, pur di pagare meno tasse sul proprio patrimonio. Lì pagherà solo il 13% di tasse ma a Parigi dove ha una residenza principesca non potrà più trascorrere più di sei mesi l’anno.

Ad aprile intanto una commissione parlamentare belga dovrà pronunciarsi sulla richiesta di naturalizzazione avanzata dal secondo uomo più ricco di Francia Bernard Arnault. Che non può dimostrare al governo del paese in cui amerebbe trasferirsi di averci vissuto per qualche anno. Un vero peccato, si sarebbe risparmiato un sacco di tasse anche lui. Del resto la grandeur costa!

Poveri ricchi

Così dopo essere stati già banditi da più di 2000 anni dal Paradiso (perché “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli” dice Gesù ai discepoli) i super ricchi (coloro che detengono patrimoni almeno a 8 zeri) rischiano di non trovare più pace nemmeno sulla Terra?

Ne dubitiamo ma se la sete di “equità” arriva perfino dalla Svizzera dove si calcola che le oltre 320 banche della Confederazione gestiscano patrimoni per oltre 4500 miliardi di euro di cui più della metà proviene da Paesi stranieri (e di cui stima che il 90% arrivi dal “nero”) forse stiamo vivendo tempi veramente particolari. Anche gli svizzeri sembra di capire iniziano ad avere dei grilli per la testa…

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