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Moneyreport: il blog di consulenza finanziaria indipendente

Azioni di banche non quotate? Una trappola

Azioni di banche non quotate? Una trappola
Come Investire

Si stima che oltre 300.000 italiani detengano titoli di banche non quotate. A giudicare dai bilanci e dall’ultimo giro di ispezioni della Banca d’ìItalia qualche dubbio sorge. Prendiamo il caso di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza e vediamo rispetto alle banche quotate quanto si valutano. Forse pensano che i loro sportelli valgano oro…ma cosa rischia il risparmiatore? E’ normale che alcune banche non quotate si auto-valutino oltre 4 volte quelle quotate? E che i controllori (Banca d’Italia e Consob) lascino fare?

Fatti non foste per investire come bruti

Fatti non foste per investire come bruti
Come Investire

Secondo Paolo Legrenzi, Professore di psicologia cognitiva e studioso di finanza comportamentale, siamo fatti male per gestire i nostri soldi. Perchè investire ci pone di fronte a un grande paradosso. “Una persona risparmia per ridurre l’incertezza del suo futuro – spiega Legrenzi – e tuttavia al contempo questa persona è costretta a collocare i suoi risparmi in forme di investimento che a loro volta hanno un futuro incerto”. Come risolvere questo dilemma?

(tra moglie e marito) Lo sapevi? Ora tutti si fanno chiamare consulenti finanziari indipendenti. Presto anche gli strozzini.

(tra moglie e marito) Lo sapevi? Ora tutti si fanno chiamare consulenti finanziari indipendenti.  Presto anche gli strozzini.
Come Investire

Che cosa ci hanno lasciato 2 giorni di partecipazione all’ITForum a Rimini, la più importante fiera in Italia dedicata al trading e all’investimento? Molte sensazioni e conferme positive pur se per chi vuole in Italia offrire reale e vera consulenza finanziaria indipendente e stare veramente dalla parte degli investitori in modo trasparente ha di fronte un terreno tutt’altro che in discesa. Anzi… E indipendentemente dal valore della consulenza fornita, qualità e risultati forniti. Perchè il mondo del risparmio gestito e delle reti di vendita ha lanciato un’Opa sul termine “consulenza finanziaria indipendente” e tutti si definiscono ora indipendenti…E nella confusione il risparmiatore medio sempre più stordito e pigro non fa distinzioni. E’ la legge della giungla.

Consigli di investimento? Meglio pagarli di tasca propria

Consigli di investimento? Meglio pagarli di tasca propria
Come Investire

“Maledetto il giorno che li ho comprati” ha pensato un amico che mi ha chiesto qualche consiglio sui fondi che la sua banca (il cosiddetto private banking) nel 2008 gli ha consigliato di comprare. Sono passati cinque anni, e il suo portafoglio non è più al passo coi tempi, ma nessuno l’ha avvertito. Ha sprecato delle grandi occasioni di vederlo rifiorire. Ma nessuno se ne è preso cura e ora il suo patrimonio è abbandonato a se stesso. Lasciate che vi racconti una storia. Una favola dei nostri tempi. Anche la volpe non voleva pagare di tasca propria…ma se volete avere cura non solo della vostra salute ma anche del vostro patrimonio, è meglio che iniziate a mettere mano al portafoglio.

TOBIN TAX AL VIA. MA QUALCOSA NON QUADRA

TOBIN TAX AL VIA. MA QUALCOSA NON QUADRA
Pianificazione finanziaria

Il 1 marzo entrerà in vigore la nuova tassazione delle azioni a larga e media capitalizzazione mentre dal 1 luglio la Tobin Tax made in Italy colpirà anche gli strumenti derivati. Fortemente sponsorizzata dal PD che da anni si batte per introdurla avrebbe dovuto portare nelle casse dello stato secondo i suoi sostenitori migliaia di miliardi. Se va bene porterà un miliardo in più alle casse dello Stato ma i danni che farà secondo gli operatori del settore saranno incalcolabili. In attesa del decreto attuativo che ancora latita ecco cosa si profila all’orizzonte del risparmiatore comune in nome della “lotta alla speculazione”… Ma quali saranno i titolo soggetti a questa tassazione? Chi ne è beneficiato ed esistono delle scappatoie già previste dalla normativa per non pagare questo obolo legalmente?

CONVIVERE CON I CIGNI NERI. L’INCERTEZZA, L’INATTESO E LE BORSE.

CONVIVERE CON I CIGNI NERI. L’INCERTEZZA, L’INATTESO E LE BORSE.
Pianificazione finanziaria

Venticinque anni fa il crollo di Wall Street del 19 ottobre 1987: il “primo” di una lunga serie di eventi inattesi. E che ci insegna che nvestire sui mercati finanziari non è una passeggiata. Sull’azionario come nell’obbligazionario l’inatteso può accadere. E’ la lezione di Nassim Taleb sui “cigni neri” sempre attuale e che spiega come siamo passati dal Mediocristan all’Extremistan. Un’era dove possono accadere in modo sovente eventi inattesi capaci di sconvolgere anche il nostro patrimonio se non siamo preparati a gestirli.

Ha ancora senso investire in Borsa guardando solo i fondamentali?

Ha ancora senso investire in Borsa guardando solo i fondamentali?
Come Investire

Vatti a fidare dell’analisi fondamentale: il titolo Generali è tornato ai livelli del 1992. Come la Borsa di Atene. Eppure sono ancora numerosi i risparmiatori (e non solo) che hanno in mente i bei tempi andati e sono ancora convinti (soprattutto a Piazza Affari) dell’importanza del “compra & tieni”. E pazienza se in questi anni hanno perso oltre il 50% del proprio patrimonio. Cosa insegnano anche i casi Berkshire Hathaway (la cassaforte di un certo Warren Buffett) e del fondo Oyster Italian Value. Ovvero rinnovarsi o perire…

Postevita non rimborsa il capitale alla scadenza delle polizze

Postevita non rimborsa il capitale alla scadenza delle polizze
Pianificazione finanziaria

Nei prossimi mesi scadono alcuni prodotti venduti alle Poste che avrebbero dovuto garantire il capitale. La maggior parte di questi prodotti non lo farà. Non rimborserà ai sottoscrittori alla scadenza il capitale versato e nemmeno il rendimento che promettevano di offrire. Ma non erano prodotti a capitale garantito? Cosa è successo? Le Poste hanno rifilato un pacco? Vediamo di capirci qualcosa…

Affrancamento fiscale e tassazione rendite finanziarie

Affrancamento fiscale e tassazione rendite finanziarie
Pianificazione finanziaria

Vecchio (e più favorevole) regime fiscale sulle plusvalenze. Entro il 30 marzo bisogna comunicare al proprio intermediario se si vuole utilizzare l'”affrancamenento”. Il fine? Risparmiare un bel po’ di tasse se la posizione è rilevante senza bisogno di vendere i titoli su cui si era in guadagno al 31 dicembre scorso. Ma attenzione: questo “giochino” non lo si può fare sui singoli titoli e inoltre occorre tenere in considerazioni diversi aspetti. Primo fra tutti: avere una posizione in guadagno! E possibilmente avere delle minusvalenze che se non utilizzate andrebbero definitivamente perdute. Ne parliamo con il commercialista Maurizio Barbieri dello studio tributario BFC & Associati.